Tornitura del legno in fai da te: bellezza e sapienza tecnica

News di Fai da te
Gli splendidi oggetti che si possono produrre con la tornitura del legno, anche in fai da te, ci motivano ad approfondire questa lavorazione facile e raffinata.
28 Novembre 2016 ore 15:51
Valerio Poggi

Tornio per lavorare il legno


Il tornio per la lavorazione del legno è una macchina in grado di mettere in rotazione un pezzo di
legno con velocità variabile, grazie a un sistema di pulegge.
Durante questa rotazione viene spinto contro il legno un utensile affilato (sgorbia, scalpello, bedano) che asporta materiale, col risultato di modellare il pezzo.


Tornio per legno

Tornio per legno

Tornio per legno
Grafico tornio per legno

Grafico tornio per legno

Grafico tornio per legno
Motore tornio a legno

Motore tornio a legno

Motore tornio a legno
Motore tornio: particolare

Motore tornio: particolare

Motore tornio: particolare
Tornitura del legno: particolare degli accessori

Tornitura del legno: particolare degli accessori

Tornitura del legno: particolare degli accessori
Lavorazione con il tornio

Lavorazione con il tornio

Lavorazione con il tornio
Candelabro realizzato con il tornio: finitura

Candelabro realizzato con il tornio: finitura

Candelabro realizzato con il tornio: finitura

Questo può essere fissato a entrambe le estremità fra una punta e una contropunta, per la sola lavorazione della parte laterale (si dice, in questo caso, lavorazione in barra o longitudinale). Oppure può essere montato a sbalzo sul tornio (lavorazione in lastra o trasversale, cioè col pezzo sorretto a una sola estremità) in modo da lavorare anche l'estremità libera oltre che il fianco.

La combinazione delle velocità del tornio, il modo con cui l'operatore maneggia l'utensile e la rapida realizzazione di forme elaborate forniscono ai pezzi torniti un fascino tutto particolare. Inoltre, la lavorazione al tornio rappresenta l’unico modo pratico per la realizzazione di determinati oggetti a superficie curva o dalla foggia particolare.


Gli oggetti realizzabili con il tornio per legno


La lavorazione longitudinale produce oggetti sostanzialmente cilindrici, con profilo variamente sagomato, come gambe per sedie, barre, elementi per ringhiere, pilastrini per scale, gambe per tavoli, manici per attrezzi e così via. La lavorazione trasversale serve, invece, per produrre oggetti rotondi, quali bacinelle, piatti, basamenti per lampade, portauova, ciotole, vasi, tazze ecc.


Struttura del tornio per legno


Struttura del tornioIl tornio è costituito da un bancale che può essere basso o alto a seconda che si autosostenga o che lo si debba appoggiare su un banco da lavoro preesistente.

È azionato da un motore elettrico, situato generalmente in basso, che, tramite pulegge intercambiabili, mette in rotazione un mandrino o testa motrice.

Per la lavorazione longitudinale viene inserita sul mandrino una forchetta di trascinamento, costituita da una specie di tridente che si conficca nel legno e serve per far ruotare il pezzo.
Per la lavorazione trasversale, sul mandrino si monta una piastra su cui il pezzo va fissato.

Sul bancale sono montate due strutture scorrevoli: un poggiautensili regolabile che serve per appoggiarvi sgorbie e scalpelli durante la tornitura e una contropunta che trattiene il pezzo, ma gli consente di ruotare, per la lavorazione longitudinale.

Si tratta di punta leggermente arrotondata, posta esattamente alla stessa altezza del centro della forchetta di trascinamento e serve per trattenere l'estremità del pezzo, per compressione, durante la lavorazione.

I torni sono prodotti in molte dimensioni e forme, dagli aggiuntivi per trapano elettrico a quelli professionali con basamento in ghisa. Per la lavorazione longitudinale, la grandezza significativa è rappresentata dalla distanza fra la punta e la contropunta.
Per la lavorazione trasversale sono il diametro massimo e la profondità massima del disco su cui si vuole lavorare.


Tornio a legno per il fai da te


Il tornio per il fai da te dovrebbe avere:

- una distanza di almeno 750 mm fra le punte;
- accettare un disco di 300 mm di diametro per 100 di spessore;
- avere un motore di potenza non inferiore a mezzo cavallo;
- avere un meccanismo a velocità variabile (la velocità di rotazione inferiore è quella usata per i pezzi di diametro maggiore);
- essere dotato di una base molto solida.

Un tornio professionale è parecchio costoso e non è assolutamente necessario al principiante che voglia provare a lavorare e vedere se ha attitudine per questo tipo di attività.
È sufficiente, in questi casi, ricorrere a un tornio aggiuntivo, che ha dimensioni minori, montato sul bancone di lavoro e azionato da un trapano. Avrà una potenza e una capacità limitate, e probabilmente sarà possibile tornire solo longitudinalmente, ma potrà dare comunque buoni risultati


Le regolazioni del tornio


In entrambi i tipi di lavorazione, il primo passo è quello del posizionamento e del fissaggio della slitta portautensili il più vicino possibile al pezzo da lavorare, senza però toccarlo.
Il poggiautensili va allineato parallelamente all'asse del tornio, possibilmente un po' più in alto rispetto a questo, e fissato molto saldamente perché, se si dovesse spostare, rischiate di rovinare il pezzo in lavorazione e di farvi male.
Prima di mettere in moto la macchina, assicuratevi che il legno sia ben ancorato e che in nessun punto rischi di toccare il poggiautensili durante la lavorazione.


La lavorazione con il tornio a legno


Tenendo l'attrezzo bene appoggiato al poggiautensili si porta a contatto col pezzo in rotazione per asportare legno fino a ottenere la forma voluta.

Tornitura longitudinale


Nella lavorazione longitudinale, la testa motrice viene azionata dal motore, mentre dalla parte opposta, la contropunta è trascinata in rotazione dalla compressione e la sua unica funzione è quella di sostenere il pezzo. La contropunta scorre su una guida e viene bloccata quando è saldamente a contatto con il pezzo da lavorare: il pezzo di legno, quindi, viene fissato a pressione fra forchetta e contropunta.

Lavorazioni con il tornio: tornitura longitudinale
La contropunta è fissa e il pezzo gira facendo attrito su di essa: per ridurlo può essere utile applicare un poco di grasso. Esistono, però, contropunte girevoli che migliorano il lavoro. Ricordiamo che la velocità periferica di rotazione del pezzo da tornire varia dai 5 ai 13 metri al secondo, in relazione alla maggiore o minore durezza del legno.

Tornitura longitudinale passaggi
Per mantenere costante questa velocità, (che diminuisce col diminuire del diametro del pezzo in lavorazione) si deve aumentare la velocità di rotazione per una velocità media di circa 7 metri /sec.

Tornitura trasversale


Nella lavorazione trasversale, il pezzo è bloccato alla testa motrice, con mezzi vari.
Spesso viene tornito anche sul lato opposto, cioè con la testa sulla destra, soprattutto quando il pezzo è grande, per avere una maggiore comodità di lavorazione.
Di solito il pezzo da lavorare viene fissato sulla testa motrice mediante quattro viti che bloccano il pezzo ad un piastra circolare, ma vi sono anche altri sistemi.

Tornitura trasversale del legno
Si può avvitare un altro pezzo di legno sulla testa, poi si incolla a quest'ultimo quello da lavorare, interponendo un foglio di carta fra le due facce incollate.
Dopo la lavorazione si toglie il pezzo di legno, la colla si stacca lungo la carta e si rifinisce con una pialla il fondo del pezzo lavorato. In alternativa si usano diversi mandrini speciali, sia per la lavorazione fra le punte sia per quella a sbalzo.

Pratica di tornitura


La sgorbia o lo scalpello, durante la tornitura, devono essere tenuti saldamente ma elasticamente in modo che i piccoli urti che eventualmente si verificassero contro il legno vengano ammortizzati e non vi siano forti contraccolpi.
Il ferro è posato sul poggiautensili, posto molto vicino al pezzo in lavorazione, la mano destra afferra l’impugnatura, mentre la sinistra si appoggia trasversalmente sul ferro e la preme verso il basso.

Utensile in legno ottenuto con il tornio
È con la mano destra che si regola l’inclinazione dell’utensile e la profondità di inserimento dell’utensile nel legno. Naturalmente per i mancini le posizioni sono invertite.
Il corpo è diritto, le gambe sono allargate e una è avanzata verso il tornio stesso.
L’utensile viene portato contro il legno leggermente inclinato verso l’alto.

La prima sgrossatura del pezzo da tornire si effettua utilizzando una sgorbia larga e poco profonda. La sgorbia va mantenuta con un angolo di 70-80° rispetto all’asse longitudinale del legno e viene spostata lentamente da un’estremità all’altra del pezzo, spostando anche il poggiautensili se questo non è largo a sufficienza.

Quando la sgrossatura è terminata, tracciate con uno scalpello o con la matita le parti che sul pezzo devono ricevere lavorazioni differenti. Usate una sgorbia più stretta per eseguire le incavature più pronunciate o le bombature verso l’esterno: uno scalpello a tagliente diritto per i ribassi cilindrici non inclinati e uno scalpello a tagliente obliquo per le parti diritte e inclinate. Utilizzate un bedano o scalpello stretto per le scanalature a fondo cilindrico e uno scalpello intagliatore per i solchi più profondi.

Controllate frequentemente con l’apposito strumento a compasso a punte curve per rilevare i diametri in vari punti e controllare se sono con formi al vostro progetto.

Nella tornitura trasversale, invece, bisogna tracciare con la matita, sulla parte frontale del pezzo, alcuni cerchi concentrici che indicano le varie profondità da raggiungere.
Il tornio si pone in rotazione a velocità media, quindi, con la sgorbia si effettuano passate lente dal centro verso l’esterno. Si asporta un truciolo sottile e continuo e non si fa penetrare troppo l’utensile.

Il fondo di una ciotola si spiana con una sgorbia larga 10 mm facendo attenzione a non scavare troppo per non arrivare alle eventuali viti di fissaggio del pezzo sul platorello.

La finitura


Quando il pezzo è terminato potete rifinirne la superficie accostandovi una carta smeriglio fine (n.400 e oltre) e poi passando una paglietta fine d’acciaio, sempre col pezzo in rotazione.

Per tagliare le estremità del pezzo potete semplicemente poggiare la lama di una sega a dorso all’estremità, mentre il pezzo ruota o tagliate affondando un bedano.


Come evitare gli errori durante la tornitura del legno


Prima di tentare di ottenere qualcosa con il vostro tornio, non è male fare pratica: montate sul tornio un pezzo di legno avanzato, riducetelo a un cilindro e provate i vari attrezzi.
Comincerete a farvi la mano e a capire come bisogna lavorare.
Il tornio è una macchina molto sicura, se usata con cautela, rispetto e pazienza.

Tuttavia non bisogna ignorare alcune precauzioni di sicurezza:

- non indossate sciarpe né giacche o camicie con le maniche larghe, niente che penzoli o si avvicini troppo alla macchina, cravatta compre sa: siete molto vicini a una macchina in rapido movimento e, se qualcosa vi si impiglia, il pericolo può essere notevole
- prima di avviare il motore, fate girare a mano, il pezzo di legno per accertarvi che ruoti liberamente, senza urtare o toccare da nessuna parte
- controllate sempre che la contropunta sia fissata a fondo
- accertatevi che la slitta portautensili sia fissata solidamente
- appoggiate sempre l’utensile sulla slitta, contro il supporto, prima di metterlo a contatto con il legno, e mai in senso opposto, altrimenti rischiate di vedervelo strappare di mano
- mettetevi gli occhiali di protezione quando dovete sgrossare un pezzo di legno
- abbiate pazienza e lasciate sempre che la macchina si fermi da sola prima di togliere il pezzo; evitate di afferrarlo con le mani per frenarlo.


Il trucco del legno fresco


Se riuscite a procurarvi un bel pezzo di legno fresco, potete usarlo per fare una ciotola: dev’essere privo di difetti e provenire dal cuore del tronco.
Tagliatene un disco, poi montatelo sulla piastra della testa e dategli una sgrossata, facendogli assumere una forma tonda e cominciate a scavarlo, lasciando uno spessore di circa 13 mm.
A questo punto l’oggetto grezzo asciugherà molto più rapidamente, soprattutto se lo tenete in un luogo asciutto e ventilato per tre mesi circa. Durante questo periodo si deformerà, ma un volta asciutto, potrete rimontarlo sul tornio, completare il lavoro e rifinirlo.

Se volete utilizzare un pezzo di legno giovane per una lavorazione longitudinale, cercate di dargli una forma più cilindrica possibile tagliandolo con un’accetta, poi riducetelo a un cilindro perfetto con una sgorbia per sgrossare, poi mettetelo da parte ad asciugare bene.
Se lo incerate alle estremità, eviterete che asciughi troppo in fretta, col rischio di spaccarsi.
Il legno fresco si lascia tornire molto bene, soprattutto se si usano strumenti ben affilati e si ottiene una quantità di trucioli arricciati.


Affilatura degli utensili per la tornitura del legno


Gli utensili da taglio per tornitura richiedono un'affilatura accurata, dato che spesso sono venduti solo con un filo piuttosto grossolano. In particolare, le sgorbie richiedono di essere ritoccate, a volte anche per modificarne i bordi rendendoli più o meno svasati, a seconda del lavoro che si deve eseguire. Questi utensili sono sottoposti a continui colpi quando incontrano spigoli e venature del legno, e perciò si usurano rapidamente.

Pertanto, richiedono un'affilatura frequente, spesso addirittura a metà lavorazione.
Tutti questi attrezzi vanno affilati mantenendo sempre l'angolo caratteristico della lama, non un angolo diverso come di solito accade per altri attrezzi da legno.
Fanno eccezione solo le sgorbie a sgrossare che a volte si usano senza alcuna affilatura.

Strumenti per la lavorazione del legno al tornio
Se non avete un'attrezzatura adatta, come una mola a motore fissata al banco, dovrete ricorrere alle pietre o coti e alla carta abrasiva; quest'ultima è disponibile sia in fogli, per l'impiego manuale, sia in forma di dischi da applicare al trapano.
Se usate le coti o altre pietre del genere, è opportuno destinarne una per gli scalpelli e per i raschiatori a punta quadra e una per le sgorbie e i raschiatori a punta tonda, dato che gli attrezzi a punta arrotondata tendono a consumare la cote irregolarmente, rendendola inadatta all'affilatura di lame diritte.


Legni adatti alla tornitura


Non esiste un unico tipo di legno adatto per la lavorazione al tornio: vanno bene molte essenze, anche se alcune di esse presentano una resa migliore.

I legni più duri danno solitamente una finitura eccellente, se li lavorate con gli utensili adatti, soprattutto curando che siano ben affilati. Il pino comune si può tornire bene solo con sgorbie estremamente affilate; si può migliorare alquanto il risultato intervenendo con una rifinitura a carta vetrata. Però questo legno non presenta né la robustezza né la rigidità necessarie per realizzare alcuni oggetti particolari, come ciotole o vasi di grandi dimensioni con bordi sottili.

I legni più duri comuni, come il faggio, la quercia, il noce e il mogano, il bosso e altri si possono tornire bene con tutti i sistemi; particolarmente adatti si rivelano anche l'olmo, il sicomoro, il cirmolo e il tasso.
In generale il legno si può tornire in qualunque condizione di essiccamento, ma è sempre preferibile adoperare legname particolarmente stagionato, che conserverà in modo stabile la forma data al pezzo senza possibili successive, dannose deformazioni.


Esempio di lavorazioni al tornio del legno in fai da te


Vediamo come si realizzano due oggetti classici: candelabro e piatto.

Il candelabro deve avere una base abbastanza larga per offrire un appoggio stabile e sicuro.
Il corpo è sagomato a colonnina con la parte centrale variamente composita.
All'estremità superiore è presente un profondo foro in cui viene inserita la candela.

Il piatto presenta la parte superiore allargata e con una curva continua dal fondo verso l'alto. Nella parte posteriore è ricavata una base circolare, lievemente scavata all'interno.


Candelabro realizzato con tornitura del legno


Sbozzate, con la sega a nastro, il pezzo di legno da tornire per ricavare il candelabro.
Bisogna conferirgli una sezione poligonale con molte facce.
Per individuare con sufficiente approssimazione il centro del cerchio inscritto nel poligono, potete utilizzare un semplice strumento debitamente dotato di asta regolabile.

Montate sul mandrino la forchetta di trascinamento. Si usano forchette con punte più o meno rilevate a seconda della durezza del legno. Posizionate la contropunta del tornio e regolatela in modo che prema nel centro del pezzo. Conviene sempre usare una contropunta rotante.
Accostate al pezzo il poggiautensili e fissatelo, dopo aver controllato, facendo ruotare il pezzo con le mani, che non vi siano punti di contatto.

Candelabro al tornio: sgrossatura e lavorazione
Con una sgorbia robusta e ben affilata procedete a una prima sgrossatura per rendere cilindrico il pezzo. Asportate pochissimo legno ogni passata.
Dopo aver dato una sgrossatura al pezzo ricavando le sagome fondamentali, delimitate con la matita le zone di diversa lavorazione. Delimitate con esattezza la lunghezza del pezzo eseguendo due torniture alle estremità. Il taglio verrà eseguito successivamente.
Con l'intagliatore e con il bedano praticate le incisioni più profonde alla base, senza però raggiungere le dimensioni finali del pezzo.

Con sgorbia e bedano, asportate il legno fino a raggiungere il diametro finale della sagoma del piede. Sempre col bedano scavate lungo la traccia che delimita la sagoma superiore del candelabro. Non si deve scendere in profondità.

Con la sgorbia tornite la sagoma superiore in ogni particolare fino ad arrivare al profilo definitivo. Poi tornite la parte centrale. Continuate ad asportare legno usando gli utensili più adatti, per ricavare il profilo desiderato e arrivare alla forma definitiva.
Controllate spesso con il compasso per spessori. Per lisciare i contorni utilizzate uno scalpello col tagliente girato verso il basso premendolo leggermente sul pezzo in rotazione.

Candelabro al tornio: modellatura
Eventuali ondulazioni lasciate sul legno vengono spianate utilizzando una larga sgorbia accostata
con notevole inclinazione. Con la carta smeriglio fine lisciate la superficie del candelabro.
Non premete troppo, altrimenti rischiate di modificare la sagoma.
Per lisciare le parti modanate o lievemente rientranti, piegate la carta smeriglio e lavorate lungo le curve e negli incavi. Per dare la spianata definitiva al pezzo e conferirgli una certa brillantezza, usate una paglietta fine d'acciaio, premuta leggermente. Per dotare il candelabro della sede per la candela utilizzate una fresa frontale di diametro adeguato. messa in azione dal trapano.
La parte rilevata, sul retro della base, deve essere asportata con lo scalpello.
La base viene in seguito regolarizzata con la carta vetro.

Applicate sul legno la pittura a mordente nella tonalità desiderata, oppure procedete a una verniciatura o al trattamento con cera.


Realizzazione di un piatto di legno con il tornio


Dopo aver sagomato il pezzo con la sega a nastro, applicatelo sul platorello fissandolo con corte viti da legno. Montate il platorello sul mandrino e stringete le griffe in modo che sia ben bloccato; fatelo ruotare a mano controllando la centratura.

Regolarizzate, per prima cosa, il bordo del pezzo in modo che risulti perfettamente cilindrico. Lasciate un piccolo margine di abbondanza rispetto alle misure finali.

Piatto in legno al tornio: sgrossatura e modellatura
Spostate il poggiautensili in posizione frontale quindi iniziate ad asportare il legno partendo dal
centro e andando verso l'esterno. Approfondite lo scavo centrale con passate successive. Mentre vi spostate verso l'esterno muovete l'utensile con maggiore rapidità.
Dopo aver effettuato lo scavo del piatto intagliatene il bordo in modo da determinare con esattezza lo spessore del piatto stesso.

Lavorate nella parte retrostante fino ad arrivare alla zona in cui vi sono le viti, che non dovete raggiungere. Successivamente la taglierete e la rifinirete secondo il vostro gusto.
Con la carta smeriglio procedete alla lisciatura di tutta la superficie.
Segue il trattamento di lucidatura e di finitura preferito.


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Articolo: Tornitura del legno
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