Tappare un foro nel muro

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Tappare un foro nel muro
Redazione Lavorincasa.it
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Buco nel muroSarà capitato a molti di fermarsi incuriositi a guardare qualcuno che con sguardo furibondo afferra oggetti da uno scaffale o da un armadietto e dopo una rapida occhiata al singolo pezzo lo scaraventa nella pattumiera.

 

Quello che è successo è che un topo si è introdotto nelle mura domestiche e per qualche giorno si è costruito, con pezzetti di vestiti, una morbida casetta che ha riempito di provviste espropriate dai nostri mobili.

 

Ci si può accorgere della sua presenza anche in un altro modo. Basta trovare la traccia emblematica che si lascia alle spalle nel suo gironzolare per casa. Dopo aver eliminato o disinfettato gli oggetti che sono stai toccati dal topo dovremo sterilizzare con cura i ripiani e le mensole dove ha stazionato.

 

Sono molti i disinfettanti in commercio. Il prodotto più efficace è la candeggina.
La si miscela con acqua. Infilati i guanti si comincia a pulire. Non esagerare con la quantità di disinfettante perché il cloro è tossico e, ad alte concentrazioni, lo è anche per inalazione.
Una volta finite le pulizie d’emergenza sarà necessario scoprire il luogo da cui il guastatore è entrato.

 

Una volta individuato il passaggio o i passaggi bisognerà tapparli. Se si tratta di un buco in una perlina di una mansarda o un sottotetto sarà necessario sostituirla. Un topo non riesce a forarla; si trattava probabilmente di una perlina difettosa, con un nodo che con il tempo ha ceduto. Se abbiamo a che fare con un ingresso posizionato in una parete o in un pavimento lo tapperemo con della malta.

 

Muniti di guanti di plastica metteremo in un secchiello tre cazzuolate di sabbia. Gliene aggiungeremo due di cemento grigio classico. Come sabbia ci procureremo quella fine oppure la cosiddetta sabbia mista;

 

Quest’ultima è caratterizzata dal fatto di essere composta anche da una percentuale di sassi. Compreremo la sabbia mista solo se i sassi saranno squadrati, come quelli che formano la ghiaia; sono generalmente i sottoprodotti della lavorazione nelle cave.

 

Non acquistiamo sabbia mista in cui siano presenti sassiCemento arrotondati, quelli generalmente recuperati nei letti dei fiumi perché, come vedremo più avanti, non sono adatti.

In commercio esistono malte già pronte a cui basta miscelare dell’acqua. Altre necessitano solo che gli sia aggiunta della sabbia.

Esistono anche degli additivi che aumentano il potenziale adesivo della malta.

 

Il cemento a presa rapida è un’altra opzione praticabile. In quest’ultimo caso però teniamo in considerazione la velocità in cui il cemento a presa rapida si solidifica. Se il punto dove si deve tappare è parecchio scomodo e difficoltoso da raggiungere questa non è la scelta migliore.

 

Qualunque sia la decisione finale è importante sapere che un topo a forza di grattare può essere in grado di riaprire una breccia in una malta non ancora perfettamente solidificata e fatta in tempi diversi rispetto a quella che la circonda. Per questa ragione dei sassi arrotondati potranno essere facilmente spostati dalle unghie del topo.

 

Un vecchio sistema, ancora oggi molto valido, suggerisce di inserire nella malta superfici taglienti come dei pezzettini di vetro o di ceramica. Facendo attenzione e dopo aver provveduto ad indossare degli occhiali protettivi metteremo un pezzo di vetro rotto, una bottiglietta da buttare oppure uno scampolo di piastrella in un telo e, con il martello, lo sbricioleremo. Utilizzeremo i pezzetti più piccoli perché più insidiosi per l’ospite indesiderato.

 

Poi per fare in modo che la malta abbia una presa migliore dovremo inumidire il foro. Se questo è in una posizione comoda lo si potrà fare bagnando un pennello con dell’acqua. Facendo con il braccio un movimento simile a quello di una frustata l’acqua si staccherà dalle setole del pennello andando a colpire il nostro bersaglio.

 

Se il foro è in una posizione in cui i movimenti sono difficoltosi useremo uno spruzzino, quello, per intenderci, che viene utilizzato per esempio per inumidire gli abiti durante la stiratura. Qualsiasi sistema adotteremo andrà bene. La cosa importante è che l’acqua penetri anche all’interno della cavità che dobbiamo chiudere.

 

A questo punto prenderemo il secchiello con la malta. Controlleremo che abbia una giusta consistenza. Ne raccoglieremo un po’ con una spatola e la infileremo nel buco. Dovremo poi spingerla all’interno. Ricordiamoci delle schegge che avevamo miscelato nella malta. Quindi non utilizzeremo le dita ma un altro strumento, come per esempio un bastoncino o un pezzo di plastica qualsiasi.

 

Sotto il buco avremo Buco nel muroavuto l’accortezza di posizionare degli stracci oppure più giornali in modo che eventuali cadute di parti di malta non macchino il pavimento. Una volta tappato il buco laveremo gli strumenti utilizzati.

 

Sarà sufficiente dell’acqua. Se lasceremo seccare il cemento sugli utensili oltre a rovinarli ci toccherà la prossima volta che ci serviranno dover scalpellare via il cemento incrostato.

 

Se quando facciamo questo lavoro la temperatura è molto alta, come per esempio durante l’estate, prenderemo un altro accorgimento.

Il giorno successivo bagneremo, come abbiamo fatto prima, il buco tappato. Questo per non fare essiccare la malta troppo velocemente.

Lavoro finito!

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