Servitù di passaggio e problematiche connesse a riconoscimento ed esercizio del diritto

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La servitù di passaggio, il diritto di attraversare un fondo di proprietà altrui, può essere esercitata se contrattata dalle parti o riconosciuta in altri modi.
Servitù di passaggio e relative problematiche

Nozione di servitù e servitù di passaggio


Servitù di passaggioL'art. 1027 c.c. descrive la servitù come il peso imposto sopra un fondo per l'utilità di un altro fondo appartenente a diverso proprietario.

Si è soliti dire, perché così è, che la servitù è di un diritto reale di godimento su cosa altrui in quanto il proprietario del fondo dominante la esercita sul fondo di una persona diversa, per l'appunto il fondo servente.

Dottrina e giurisprudenza hanno chiarito che l'altruità del fondo è requisito indispensabile per il corretto esercizio della servitù visto e considerato che tra due fondi appartenenti al medesimo proprietario l'assoggettamento di uno all'altro resta un atto indifferente ai fini della configurabilità della servitù.

Il codice civile disciplina alcuni tipi di servitù.

Tra tutti, probabilmente la più nota, è la servitù di passaggio.

Essa può costituirsi:

a) per volontà delle parti;

b) coattivamente;

c) per usucapione (es. utilizzando indisturbatamente un passaggio per almeno 20 anni, in senso ostativo all’usucapione in fine parleremo dei così detti atti di tolleranza);

d) per destinazione del padre di famiglia.

Oltre alle ipotesi tipizzate è possibile costituire una servitù tutte quelle volte in cui vi siano due fondi, non necessariamente confinanti tra loro, ed uno di questi (quello dominante) possa trarre una qualche utilità dall'altro detto servente).

Tale requisito, l'utilitas come viene chiamata in gergo, deve essere proprio del fondo.

Ciò vuol dire che il vantaggio che si deve trarre dall'esercizio della servitù deve essere strettamente connesso con il fondo dominante e non essere una mera comodità che il proprietario dello stesso vuole ottenere.

Per fare un esempio nel caso della servitù di passaggio l'utilità pur essendo, naturalmente, esercitata dal proprietario è inerente al fondo poiché è su questo che si riflette tale utilità, ossia la possibilità di raggiungerlo per utilizzarlo.

In altri casi, quando cioè l'utilità è direttamente connessa alla persona e non al fondo, si parlerà di servitù così detta irregolare.

L'esempio classico è quello del parcheggio la cui utilità non è connessa al fondo ma si sostanzia in una mera comodità per il proprietario.

Vista la varietà di servitù costituibili a ricorrenza dei requisiti summenzionati in dottrina si è detto che la servitù è un diritto reale tipico dal contenuto atipico (cfr. Minussi, Proprietà Possesso Diritti reali, ed. Simone 2009).


Servitù coattiva di passaggio


La coattività, come ci dice il vocabolario della lingua italiana, indica il carattere obbligatorio di un determinato comportamento.

Nell'ambito giuridico la coattività sta ad indicare la possibilità d'imporre ad una determinata persona l'obbligo di fare (o non fare) qualcosa.

Tra le varie applicazioni di questa nozione spicca la possibilità di costituire servitù che, per l'appunto, vengono poi definite coattive.

Siccome l'imposizione di una servitù si sostanzia nella limitazione della proprietà immobiliare (fondiaria come si dice in maniera più tecnica) a vantaggio di altre persone, la costituzione di una servitù coattiva deve soggiacere a ben precisi limiti e condizioni.

Nello specifico, guardando a una tipologia di servitù particolarmente nota, ossia la servitù coattiva di passaggio, per l'ottenimento della costituzione del diritto non si può guardare solamente alla situazione materiale del fondo ma è necessario altresì considerare di chi sia la proprietà dei fondi circostanti.

Servitù coattiva di passaggioCome ha specificato la Suprema Corte di Cassazione, ai sensi dell'art. 1051 c.c. l'interclusione assoluta o relativa che legittima la costituzione della servitù coattiva di passaggio ricorre quando il fondo, privo di accesso alla via pubblica, è circondato da fondi altrui, situazione, questa, che giustifica l'imposizione del peso in re aliena.

Relativizzata la nozione di fondo all'uso produttivo o civile cui esso è adibito dal proprietario, l'interclusione sussiste se ed in quanto l'unità immobiliare che si assume come fondo dominante sia circondata da terreno di proprietà aliena, di guisa che il passaggio non possa essere attuato se non col sacrificio del diritto altrui.

Diversamente, se tra il fondo del cui vantaggio si tratta e la via pubblica s'interpongono altri fondi appartenenti al medesimo titolare e dotati o dotabili di accesso proprio alla via pubblica senza eccessivo dispendio o disagio, nessun ostacolo giuridico o materiale impedisce il passaggio attraverso i fondi del medesimo proprietario.

In tal caso, pertanto, l'art. 1051 c.c. non può trovare applicazione alcuna, neppure con riguardo all'ampliamento della servitù di passaggio preesistente, che del pari presuppone la residua interclusione del fondo dominante (Cass. 23 maggio 2013, n. 12819).

Insomma se il fondo Alfa di Tizio è circondato da altri predi alcuni dei quali di sua stessa proprietà, Tizio non potrà chiedere il passaggio coattivo sul fondo di Caio.


Servitù coattiva di passaggio e fondo non intercluso


L'art. 1051 c.c. sembrerebbe limitare il diritto di costituzione della servitù coattiva di passaggio ai così detti fondi interclusi.

L'art. 1052 c.c. contiene un'eccezione.

Recita la norma, rubricata Passaggio coattivo a favore di fondo non intercluso:

Le disposizioni dell'articolo precedente si possono applicare anche se il proprietario del fondo ha un accesso alla via pubblica, ma questo è inadatto o insufficiente ai bisogni del fondo e non può essere ampliato.

Il passaggio può essere concesso dall'autorità giudiziaria solo quando questa riconosce che la domanda risponde alle esigenze dell'agricoltura o della industria.

La giurisprudenza di merito e di legittimità ha re-interpretato la norma allargandone il confine applicativo al di là delle così dette esigenze dell'agricoltura e dell'industria.

In una delle più recenti sentenze sull'argomento (una pronuncia del Tribunale di Teramo dell'aprile 2013) si legge:

Invero per quanto concerne la servitù coattiva, l'imposizione del passaggio a favore di un fondo, ancorché non intercluso del tutto, non postula, ai sensi dell'art. 1052 c.c., necessariamente la rispondenza della relativa domanda alle esigenze della agricoltura o dell'industria.

Se è vero infatti che tale requisito trascende generalmente gli interessi individuali, giustificando l'imposizione coattiva solo se sia rispondente all'interesse generale della produzione, da valutare con riguardo allo stato attuale dei fondi e alla loro concreta possibilità di un più ampio sfruttamento o di una migliore utilizzazione, tuttavia non poteva prescindere dall'esigenza abitativa prevalente, cui il fondo dei ricorrenti era adibito nel contesto sociale e tecnico attuale, nel quale non può farsi a meno dell'uso del mezzo meccanico, anche ai fini di esigenze di carattere sanitario, specie alla luce della innovazione introdotta alla disciplina di cui all'art. 1052 c.c., comma 2, dalla sentenza della Corte costituzionale n. 167 del 1999 (Cfr. anche Cass. Sentenze n. 7000 del 2001, n. 6590 del 11/11/1986).

Precisamente la Consulta ha affermato che l'art. 1052 c.c., comma 2, è costituzionalmente illegittimo nella parte in cui non prevede che il passaggio coattivo di cui al primo comma possa essere concesso dall'autorità giudiziaria quando questa riconosca che la domanda risponde alle esigenze di accessibilità - con particolare riguardo alla legislazione relativa ai portatori di handicap - degli edifici destinati comunque ad uso abitativo, per violazione dell'art. 2 Cost., art. 3 Cost., comma 2, art. 32 Cost., e art. 42 Cost., comma 2.

Infatti, premesso che la concessione del passaggio coattivo è subordinata dalla norma denunciata non solo alla inadeguatezza dell'accesso alla via pubblica ed alla sua non ampliabilità, ma anche alla sussistenza di una ulteriore condizione, rappresentata dalla circostanza che la domanda risponda alle esigenze della agricoltura e dell'industria; e considerato che, con tale disposizione, il legislatore, per il caso di fondo non intercluso, ha inteso altresì ricollegare la costituzione della servitù coattiva di passaggio alla sussistenza in concreto di una interesse generale, all'epoca identificato nelle esigenze dell'agricoltura o dell'industria, al quale rimane estraneo ogni rilievo relativo alle esigenze abitative, pure se riferibili a quegli interessi fondamentali della persona la cui tutela è indefettibile, tuttavia l'omessa previsione della esigenza di accessibilità della casa di abitazione ledeva il principio personalista che ispira la Carta costituzionale e che pone come fine ultimo dell'organizzazione sociale lo sviluppo di ogni singola persona umana.

Inoltre va osservato che la norma denunciata impedendo od ostacolando la socializzazione anche degli eventuali handicappati, comportava anche una lesione del fondamentale diritto di costoro alla salute psichica, la cui tutela deve essere di grado pari a quello della salute fisica.

Né, d'altronde, la previsione della servitù in parola poteva trovare ostacolo nella garanzia accordata al diritto di proprietà dall'art. 42 Cost., poiché il peso che in tal modo si veniva ad imporre sul fondo altrui poteva senz'altro annoverarsi tra quei limiti della proprietà privata determinati dalla legge, ai sensi della citata norma costituzionale, allo scopo di assicurarne la funzione sociale (V. pure Corte Cost. Sent. n. 167 del 10.5.1999).

In altre parole il diritto vivente si è oggi assestato sul principio per cui non ha senso limitare la costituzione di servitù ai sensi dell'art. 1052 c.c. al solo soddisfacimento delle esigenze dell'industria e dell'agricoltura atteso che anche le esigenze di sviluppo della personalità umana, tra cui quella che una casa di abitazione sia raggiungibile non solo a piedi ma anche con mezzi meccanici, devono essere poste come esigenze superindividuali, essendo ricollegate allo sviluppo sociale e tecnologico della collettività, come tale suscettibili di essere vagliate ai fini dell'art. 1052 c.c. (Trib. Teramo 3 aprile 2013 n. 293).

In buona sostanza: la costituzione di un servitù di passaggio coattivo a favore di un fondo non intercluso ma comunque non agevolmente raggiungibile – dove per non agevolezza si può intendere anche il semplice accesso pedonale – può essere concessa molti più facilmente rispetto al passato; parola di giurisprudenza.


Servitù di passaggio e chiusura del fondo


Chiusura del fondoChi è proprietario di un fondo può decidere di recintarlo senza alcun patema anche se su di esso grava una servitù di passaggio?

Il caso è molto frequente come dimostrano anche le pronunce di Cassazione che lo riguardano.

Entriamo nel merito.

Il proprietario può chiudere in qualunque tempo il fondo. Questo lo stringato contenuto dell'art. 841 c.c.

Un potere illimitato nel tempo ma non nella sostanza; insomma il proprietario anche dopo venti o trent'anni dall'acquisto può recintare il suo fondo purché non compia atti emulativi.

La norma di riferimento è l'art. 833 c.c. a mente del quale: il proprietario non può fare atti i quali non abbiano altro scopo che quello di nuocere o recare molestia ad altri.

Che cos'è un atto emulativo?

Secondo la Cassazione, chiamata ad interpretare il significato di questa disposizione, la sussistenza di un atto emulativo presuppone il concorso di due elementi, ovvero che sia privo di utilità per chi lo compie e che abbia il solo scopo di nuocere o di recare molestia ad altri (vedi tra le più recenti Cass. 3.12.1997 n. 12258; Cass. 9.10.1998 n. 9998; Cass. 3.4.1999 n. 3275) (Cass. 11 aprile 2001, n. 5421).

In buona sostanza difficilmente recintare una proprietà può essere considerato atto emulativo.

La recinzione, però, non può ostacolare l'esercizio di altri diritti, quali ad esempio quelli stabiliti per contratto o costituiti per sentenza, per il passare del tempo o per lo stato dei luoghi.

In questo contesto, scorrendo le sentenze di Cassazione in materia, si legge che secondo il costante indirizzo di questa Corte in materia di servitù di passaggio, nel caso in cui il proprietario del fondo servente intenda esercitare la facoltà, prevista dall'art. 841 c.c., di chiudere il fondo per preservarlo dall'ingerenza di terzi, spetta al giudice di merito stabilire in concreto quali misure risultino più idonee a contemperare i due diritti, avendo riguardo al contenuto specifico della servitù, alle precedenti modalità d'esercizio e alla configurazione dei luoghi (v. Cass. nn. 15971/01, 9631/99, 1212/99, 5808/98, 2267/97 e 8536/95) (Cass. 23 settembre 2013 n. 21744).

Insomma stabilire se un cancello impedisca o meno il pacifico esercizio del passaggio spetta al giudice chiamato a decidere sulla controversia.


Servitù di passaggio e atti di tolleranza


Il passaggio prolungato nel tempo sul fondo di un vicino può dare luogo all’acquisto di una servitù di passaggio per usucapione?

Se il passaggio non è stato clandestino ed era pacifico, si, dopo vent’anni di esercizio, è possibile ottenere l’accertamento della costituzione di una servitù di passaggio per usucapione.

Possibile, ma non automatico. Motivo? Il proprietario del fondo detto servente (quello su cui si passa) potrebbe eccepire di aver tollerato quel passaggio. I così detti atti di tolleranza impediscono l’usucapione.

Che cosa sono esattamente gli atti di tolleranza?

Gli atti di tolleranza, che secondo l'art. 1144 c.c., non possono servire di fondamento all'acquisto del possesso, sono quelli che implicando un elemento di transitorietà e saltuarietà comportano un godimento di modesta portata, incidente molto debolmente sull'esercizio del diritto da parte dell'effettivo titolare o possessore, e soprattutto traggono la loro origine da rapporti di amicizia o familiarità - come nella specie - (o da rapporti di buon vicinato sanzionati dalla consuetudine), i quali mentre a priori ingenerano e giustificano la permissio, conducono per converso ad escludere nella valutazione a posteriori la presenza di una pretesa possessoria sottostante al godimento derivatone.

Pertanto nell'indagine diretta a stabilire, alla stregua di ogni circostanza del caso concreto, se un'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o altro diritto reale sia stata compiuta con l'altrui tolleranza, e quindi sia inidonea all'acquisto del possesso, la lunga durata dell'attività medesima può integrare un elemento presuntivo, nel senso dell'esclusione di detta situazione di tolleranza, qualora si verta in tema di rapporti non di parentela, ma di mera amicizia o buon vicinato, tenuto conto che nei secondi, di per sè labili e mutevoli, è più difficile il mantenimento di quella tolleranza per un lungo arco di tempo (Cfr. anche Cass. Sentenze n. 04631 del 1990, 08194 del 18/06/2001) (Cass. 20 febbraio 2008 n. 4327).

Articolo: Servitù di passaggio e relative problematiche
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Servitù di passaggio e relative problematiche: Commenti e opinioni


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  • Marco
    Marco
    2 giorni fa
    Ho acquistato un terreno per acquisire il diritto di passaggio da un cortile condominiale, il vecchio proprietario del mio terreno era anche proprietario del terreno dove sorge il condominio,Nella vendita di ogni appartamento e nel regolamento di conominio ( regolarmente registrato ) si tratteneva per lui ed aventi causa la servitu di passaggio.

    Ho scritto al condominio per esercitare la servitu e questi mi rispondono che è prescritta per non uso da 20 anni,,,Ma il regolamento del condominio è ancora vigente e la servitu è reiterata in ogni atto di vendita di ogni appartamento, vorrei sapere cosa ne pensate?
    rispondi al commento
  • Nikita Strada
    Nikita Strada
    5 giorni fa
    La mia proprietà e soggetta alla servitù di passo a causa di una cabina di trasformazione

    Enel che si trova in una porzione di terreno di recente ceduta al mio confinante.
    In caso di interventi gli operai continuano a passare attraverso il mio cortile.
    Come procedere per far decadere il diritto di passo ed accollarlo alla proprietà contigua, tenendo presente che la suddetta cabina risulta comunque agevolmente accessibile?
    rispondi al commento
    • Lucag1979
      Lucag1979 Nikita Strada
      5 giorni fa
      Se non c'è accordo con il titolare della servitù (Enel) bisognerebbe intentare una causa per l'estinzione della servitù.
      rispondi al commento
      • Nikita Strada
        Nikita Strada Lucag1979
        5 giorni fa
        Mi risulta invece che esiste un accordo tra Enel ed il precedente proprietario a cui sono subentrato.
        rispondi al commento
        • Lucag1979
          Lucag1979 Nikita Strada
          5 giorni fa
          A questo punto andrebbero letto le carte per valutare al meglio il da farsi.Se vuoi una risposta più dettagliata ed approfondita sull'argomento, prova il servizio di consulenza personalizzata di Lavorincasa.it su aspetti, legali, fiscali, condominiali riguardanti la casa <a title="Consulenza Legale
          rispondi al commento
  • Amalia
    Amalia
    Giovedì 15 Settembre 2016, alle ore 15:49
    La mia propietà si trova in fondo al passaggio promiscuo, ed la mia unica uscita /entrata, sono l'unica che può uscire dal passaggio non ci sono altre costruzioni.

    Il proprietario impedisce e offende le persone che vogliono entrare nella mia proprietà che devono suonare il campanello per entrare e io apro il cancello (tempo di chiedere chi e' e aprire)

    Cosa mi consiglia di fare?
    rispondi al commento
    • Lucag1979
      Lucag1979 Amalia
      Venerdì 16 Settembre 2016, alle ore 12:19
      Diffidi il proprietario con una raccomandata a.r. a non disturbare lei ed i suoi ospiti nell'uso della servitù.
      rispondi al commento
  • Marica Casagrande
    Marica Casagrande
    Lunedì 5 Settembre 2016, alle ore 10:50
    Può il proprietario del terreno che ci ha concesso il diritto di passo e transito verso la nostra casa, far parcheggiare per giornate intere (giorno e notte) suoi conoscenti su questa stradina rendendo anche difficili le manovre?
    rispondi al commento
    • Lucag1979
      Lucag1979 Marica Casagrande
      Lunedì 5 Settembre 2016, alle ore 16:11
      No, non potrebbe, ma molto dipende anche dal contenuto del titolo costitutivo del diritto di passaggio.Se vuoi una risposta più dettagliata ed approfondita sull'argomento, prova il nostro servizio di consulenza su aspetti, legali, fiscali, condominiali riguardanti la casa Consulenza Legale, Fiscale e Condominiale
      rispondi al commento
  • Giuseppe Colloraffi
    Giuseppe Colloraffi
    Lunedì 29 Agosto 2016, alle ore 13:05
    Può la proprietaria di un fondo dominante far passare dalla strada parenti in modo continuo per un certo arco di tempo?

    La servitù può essere esercitata anche da familiari e parenti dell'avente diritto?
    rispondi al commento
    • Lucag1979
      Lucag1979 Giuseppe Colloraffi
      Lunedì 5 Settembre 2016, alle ore 16:10
      Se serve per accedere al fondo dominante, sì, ciò che conta, infatti (salvo diversa indicazione del titolo costitutivo della servitù) è che le persone usino la servitù per accedere al fondo dominante e non per altre ragioni.Se vuoi una risposta più dettagliata ed approfondita sull'argomento, prova il nostro servizio di consulenza su aspetti, legali, fiscali, condominiali riguardanti la casa Consulenza Legale, Fiscale e Condominiale
      rispondi al commento
  • Morris
    Morris
    Mercoledì 24 Agosto 2016, alle ore 20:25
    Case in linea di vecchia data con passaggio pedonale promiscuo sotto le finestre.
    Penultima casa partendo dalla strada.

    Domanda: posso chiudere il passaggio visto che la casa dopo la mia ha cmq un altro accesso?

    La casa è di mia proprietà da cinque anni prima era dei miei genitori.

    Lo voglio chiudere per questioni di sicurezza visto che non posso tenere la porta aperta.

    Cosa posso e come devo fare per rispettare le leggi e mettermi in sicurezza?
    rispondi al commento
    • Lucag1979
      Lucag1979 Morris
      Lunedì 5 Settembre 2016, alle ore 16:09
      Se quel passaggio esiste da sempre, dubito tu possa chiuderlo senza incorrere in contestazioni. Potrebbe essere maturata una usucapione del diritto di passaggio al di là del fatto che esiste altra possibilità di accesso.Se vuoi una risposta più dettagliata ed approfondita sull'argomento, prova il nostro servizio di consulenza su aspetti, legali, fiscali, condominiali riguardanti la casa Consulenza Legale, Fiscale e Condominiale
      rispondi al commento
  • Giuseppe Caporusso
    Giuseppe Caporusso
    Mercoledì 17 Agosto 2016, alle ore 13:19
    L'odierno resistente, peraltro, contrariamente al vero, consegnava al Sig. C.C. una chiave diversa da quella richiesta in quanto sull'atto di acquisto per raggiungere detto fondo vi è un'altra entrata posta da una parte opposta alla precedente, molto più lunga e molto pericolosa situato su una curva di una statale trafficata.

    Secondo Lei il Sig. C.C. non puo richiedere l'usocapione e non è stato spogliato dell'accesso che vanta dal 1949?
    rispondi al commento
  • Nubia
    Nubia
    Domenica 17 Luglio 2016, alle ore 18:46
    Buongiorno, avrei una domanda: l'appartamento della mia famiglia a pianoterra di un condominio e a lato di una strada privata ha sbocco su quest'ultima tramite un cancelletto che da sempre - cioè dalla costruzione della casa negli anni 1930 - è stato usato passare direttamente in giardino. Ogni 1-2 anni il cancelletto viene anche usato per la pulizia dei pozzi del condominio il cui accesso si trova nel nostro giardino. Questo diritto di passaggio non è mai stato registrato ufficialmente. Da circa un anno la palazzina cui appartiene la strada privata è stata venduta e ristrutturata sotto forma di garage-box auto. I proprietari dei garage sono contrari a permetterci l'uso del passaggio, benché noi ci siamo dichiarati disponibili a pagare una quota - indipendentemente dal diritto di uso capione o meno. Quali sono i nostri diritti da un punto di vista legale? Grazie e cordiali saluti
    rispondi al commento
    • Giuseppe Caporusso
      Giuseppe Caporusso Nubia
      Mercoledì 17 Agosto 2016, alle ore 13:02
      Il Sig.C.C. è usufruttuario di un terreno agricolo, con deposito.

      A detto fondo si accedeva, e si accede (dal 1949), in forza di servitù di passaggio, costituitasi per uso, da tempo immemore, in modo pacifico e non interrotto, e giammai contestato da alcuno, consistente nell'esercizio del potere di fatto di transitare, a piedi e con mezzi meccanici, sulla striscia di terreno che insiste sui fondi rustici di proprietà di V. C.(dal 1977 propr.)

      In particolare, detta servitù di passaggio insiste un varco delimitato da pilastri in pietra, munito di una sbarra metallica chiusa con un lucchetto.

      Il Sig. C.C. ha sempre avuto la chiave del lucchetto che chiude detta sbarra, sin dal momento della sua apposizione.

      Sta di fatto, tuttavia, che alla data odierna il Sig. C. . non riusciva ad accedere ai suoi terreni poiché l'odierno resistente aveva cambiato il lucchetto della sbarra metallica.

      rispondi al commento
  • Giovannipicarelli
    Giovannipicarelli
    Giovedì 7 Luglio 2016, alle ore 16:38
    Salve volevo esporre il mio quesito in merito all?oggetto dell?articolo Sono proprietario di un immobile ubicato in strada privata chiusa, di accesso a vari proprietari. Nella parte terminale della strada, a servizio delle ultime 4 proprietà, è stato da poco installato un barra automatica di chiusura (cancello), a ridosso del mio cancello di accesso. La barra installata mi sta creando vari disagi e in special modo difficoltà nell'uscita dal mio lotto di terreno che effettuo in retromarcia in auto, nonché le persone che visitano i proprietari delle 4 unità immobiliari parcheggerò in corrispondenza del mio lotto di terreno, e davanti al cancello, motivo per cui ho dovuto richiedere al Comune un cartello di divieto di sosta autorizzato Viste la difficoltà menzionate mi chiedevo se era possibile opporsi a questa installazione. Allego un estratto fotografico della strada privata con evidenziato la mia proprietà in giallo, le 4 case che beneficiano della barra automatica in rosso
    rispondi al commento
    • Lucag1979
      Lucag1979 Giovannipicarelli
      Lunedì 11 Luglio 2016, alle ore 15:44
      Non è possibile dare risposte certe su un caso così delicato in un modo come questo che riguarda chiarimenti all'articolo e non consulenze specifiche. In linea teorica potrebbe essere un'installazione illegittima, specie se la strada è interamente in comproprietà tra tutti voi, ma lo studio delle carte è fondamentale per dare risposta precisa.
      rispondi al commento
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