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Riscaldamento a pavimento

News di Impianti
Al di là del sistema adottato, a moduli o pannelli radianti, è indubbio quanto i vantaggi di un pavimento riscaldante, rispetto ai sistemi tradizionali, siano notevoli.
Riscaldamento a pavimento
Arch. Raffaella Pierri

Riscaldamento a pavimento


Il riscaldamento a pavimentoIl riscaldamento a pavimento non è più una novità, certo, soprattutto per quanto riguarda le nuove costruzioni.

Per  le ristrutturazioni ci sono ancora delle riserve che non  riguardano né la reale efficienza di una tipologia di riscaldamento di questo tipo, né tanto meno le varie tecniche da poter adottare per mettere in opera un sistema del genere, giacché tutte sono ormai testate e perfettamente in grado di soddisfare ogni esigenza.

Qualche perplessità resiste per quanto riguarda piuttosto il lato economico, stimando approssimativamente una maggiorazione di costi di circa il 30% rispetto ad un sistema di riscaldamento tradizionale.

Ragione, questa, per cui è più semplice che si accetti di scegliere un sistema di riscaldamento a pavimento se è inglobato in una previsione di spesa complessiva iniziale, piuttosto che durante lavori di ristrutturazione, che magari non comprendono il rifacimento  dei pavimenti.

Prendendo, però, in considerazione tutti i vantaggi, ormai indubbi, che il sistema offre, non solo in caso di riscaldamento, ma anche di raffrescamento in estate, si può senz’altro ritenere che tali scelte saranno, nell'immediato futuro, molto più frequenti.

Infatti, se la spesa iniziale è ampiamente ammortizzata in tempi ragionevolmente brevi grazie al tangibile grande risparmio energetico,  cresce, al contempo,  anche la consapevolezza di una scelta che contribuirà ad un maggiore comfort abitativo.

Senza considerare il fatto che questi sistemi non necessitano di manutenzione, in quanto i tubi sono privi di saldature e giunture e garantiti praticamente a vita dalle aziende produttrici.

Da non sottovalutare è, però, l'isolamento, in fase di realizzazione dell'impianto, di tutto l'ambiente, in particolare dei solai, per ottimizzare la resa dell'impianto stesso, che è legata alla differenza di temperatura tra superficie del pavimento e temperatura dell'aria.

Riscaldamento a pavimento: il modulo radiante


Tra le novità produttive nel settore del riscaldamento a pavimento, sicuramente il sistema a modulo radiante è tra i più innovativi. Winvent: Termogrid

Winvent è un’azienda che sviluppa, produce e commercializza soluzioni tecnologiche avanzate per l’efficienza energetica e dunque per il risparmio energetico.

Tra le soluzioni di ultima generazione, vi segnalo il terminale TermogridTM, un modulo radiante in materiale composito ad alta densità, a basso spessore e alta resistenza meccanica, che integra circuito idraulico e struttura di supporto.

Questo modulo radiante ha dimensione di circa 1 mq, ha la forma di una spirale quadrata e interasse tra le tubazioni di 68 mm. Tutto questo aumenta le prestazioni, in quanto la diffusione del calore è maggiore e più uniforme.

Anche la tecnica di posa è vantaggiosa, in quanto si basa su collegamenti a innesto rapido, che creano circuiti allacciati tra loro e ad un collettore tradizionale a muro attraverso una coppia di tubi.

Winvent: Termogrid, particolareLo spessore è ridotto, soli 11 mm con un massimo di 22 mm in corrispondenza delle giunzioni. Tutte queste caratteristiche, insieme alla velocità e all’adattabilità di posa con massetti  cementizi o in resina, alla modularità, alla minore invasività, fanno di questo sistema un’ottima scelta sia in caso di nuova costruzione che in caso di riqualificazione energetica.

Per quanto riguarda l’utilizzo finale, da considerare che in questo modo si può contare su un migliore comfort termico, grazie alla maggiore superficie di scambio, oltre ad immediati benefici economici grazie alle temperature di mandata più basse a parità di potenza termica, e tutto questo si riflette sul valore dell’immobile stesso, che migliora sensibilmente.

Riscaldamento a pavimento: il pannello radiante


Al di là del sistema adottato, a moduliViega: Fonterra Reno o a pannelli radianti, è indubbio che i vantaggi, rispetto ai sistemi tradizionali che prevedono, ad esempio, l’installazione di radiatori, sono notevoli.

Oltre ai vantaggi economici e di maggiore comfort termico, e  all’assenza di polveri e muffe, da non sottovalutare è anche l’aspetto estetico: non ci sono vincoli progettuali per la distribuzione interna degli spazi abitativi, e quindi vi è ampia libertà di arredamento, avendo a disposizione tutte le superfici calpestabili e le pareti.

Inoltre, le nuove soluzioni tecniche hanno azzerato gli svantaggi che la scelta di un riscaldamento a pavimento poteva presentare qualche tempo fa, e che ora sono stati risolti.

Mi riferisco, ad esempio, alle perdite di liquido e alle infiltrazioni che troppo spesso causavano problemi ai primi impianti del genere e che avevano determinato un abbandono di questo sistema di riscaldamento.

A livello tecnologico, è noto che i pannelli radianti sono fatti di materiale sintetico, quasi sempre polistirolo compresso, che fanno da supporto ai tubi in materiale plastico dove scorre l'acqua, che ha una temperatura di esercizio regolata dall'impianto centrale.

Questi tubi formano delle serpentine in modo da coprire tutta la superficie del pannello, che viene poi annegato nel massetto, ragione per cui deve avere uno spessore che sia il più contenuto possibile.
Viega: Fonterra Reno, particolare
Tra le aziende che si occupano di sistemi a pannelli radianti, sicuramente da segnalare è Viega, passata dall’essere un’impresa familiare ad azienda di respiro internazionale.

Tra i sistemi proposti, quello per superfici radianti a pavimento è sicuramente da segnalare per la ricchezza della gamma proposta, sia per ristrutturazioni che per nuove costruzioni.

Della gamma Fonterra, Fonterra Reno è il sistema di riscaldamento a pavimento ideale nelle ristrutturazioni, grazie alla struttura bassa costituita da pannelli modulari di gessofibra di spessore 18 mm.

Un pavimento del genere può essere montato anche in spazi dove è disponibile un’altezza minima di installazione dell’impianto, con un risparmio, rispetto al sistema precedente, di un centimetro in altezza.

I nuovi pannelli, di testa e di base, hanno delle speciali bugne che permettono un alloggiamento sicuro dei tubi di polibutilene, e non c’è bisogno di controlastra per stendere moquette e parquet.

La tecnica di posa è semplice e veloce, e dopo circa 24 ore dalla posa in opera del materiale rasante fluido il piano livellato può essere piastrellato o pavimentato a piacere.

Pannello radiante a pavimento, vantaggi in breve


- Sistema di riscaldamento a pavimento con pannelli modulari di gessofibra aventi spessore 18 mm e scanalature fresate per alloggiamento tubi;
- Alloggiamento dei tubi di polibutilene con barriera all’ossigeno da 12 x 1,3 mm;
- Grazie all’altezza ridotta, è particolarmente adatto per le applicazioni in edifici d'epoca e ristrutturazioni;
- Isolamento sottostante alla struttura a scelta del cliente, in funzione della disponibilità di spazio;
- Elevata resistenza al calpestio della superficie di posa;
- Possibilità di posa a secco, pertanto particolarmente adatto per gli edifici in cui non deve penetrare l'umidità;
- Nessun tempo di attesa in caso di utilizzo di massetti a secco, poiché non è necessario alcun     riscaldamento preparatorio per la posa del rivestimento;
- Non è necessario adeguare i circuiti di riscaldamento alle giunture del massetto;
- È possibile piastrellare direttamente sul pannello, carico consentito 2,0 kN/m2;
- E' possibile stendere moquette o parquet senza controlastra;
- Interasse di posa 100 mm;
- Sicurezza del sistema omologata DIN.

Altre aziende da tenere in considerazione, Uponor, Minitecper installazioni a pannelli radianti, sono la Uponor e la Velta, la prima con il sistema a pannelli preformati Minitec, la seconda con il sistema Velta Calore, che ha come caratteristica il fatto di avere una rete metallica per l'ancoraggio delle tubazioni.

Velta, Velta CaloreQuesta rete dispone di piedini distanziatori per tenere i tubi sollevati rispetto al piano isolante, così che il massetto li avvolga completamente, per una maggiore superficie di scambio.

Articolo: Riscaldamento a pavimento
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  • Martinetta
    Mercoledì 21 Maggio 2014, alle ore 10:03
    Buongiorno vorrei condividere la mia esperienza: poichè temevo le rotture e i problemi derivanti dalla cattiva esecuzione di massetti di sottofondo, mi sono convinta ad installare il riscaldamento a battiscopa rivolgendomi alla ditta Idra Srl che mi ha seguito passo passo con professionalità! oggi sono molto soddisfatta della scelta .
    rispondi al commento
  • Simonede riso
    Giovedì 27 Febbraio 2014, alle ore 11:01
    Buongiorno, quali problematiche si incontrano nell'incollare la stessa pavimentazione gres su un massetto in parte riscaldato con il sistemi radianti e in parte non riscaldato?grazie
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Lunedì 3 Febbraio 2014, alle ore 10:22
    Per i prezzi, le consiglio di consultare il seguente link riferito ad una sezione del nostro portale: http://prezzi.lavorincasa.it/per/impianti/, inserendo la provincia che la riguarda. Se l'impianto è realizzato a regola d'arte nessun problema di muffa. Ricordo anche a Lei l'importanza delle condizioni della costruzione. Senza cappotto, verifichi la tenuta degli infissi e, soprattutto,che non ci siano ponti termici.
    rispondi al commento
  • Davidemigliorini
    Domenica 2 Febbraio 2014, alle ore 21:54
    Buonasera Arch. Pierri. Sto valutando l'acquisto di casa singola costruita nel 1990 (pareti 30 cm senza cappotto), a due piani (pt/pp), in comune della prov. di Mantova. Attualmente vi è un imp.di riscald. tradiz. con elementi in ghisa. Saremmo orientati alla sostituzione dei pavimenti preesistenti con sovra posa di gres a listoni a piano terra e parquet a piano primo. Quanto potrebbe costare un imp.risc. e raffresc ribassato? Problemi di muffe?
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Mercoledì 29 Gennaio 2014, alle ore 12:31
    Un consiglio a distanza sarebbe troppo teorico, andrebbero valutati vari fattori, tra cui zona climatica,classe energetica dell'abitazione e quindi grado di isolamento della struttura per poter calibrare tutto l'impianto e valutare se sia necessaria una pannellatura interna. Da qui valutare il tipo di impianto stesso,se classico o a secco ribassato se si ha poco spessore a disposizione data la presenza del vecchio rivestimento.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Venerdì 24 Gennaio 2014, alle ore 11:36
    Non so se conviene realizzare l'impianto a pavimento, viste le caratteristiche della struttura e la mancanza di cappotto esterno. Andrebbero valutate anche altre caratteristiche, quali la posizione, la zona climatica,se casa singola o appartamento,grandezza etc. Sicuramente in fase di ristrutturazione la coibentazione assume un'importanza fondamentale in ogni caso, e potrebbe essere realizzata anche dall'interno, con pannelli appositi.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Giovedì 2 Gennaio 2014, alle ore 18:19
    Nel suo caso forse sarebbe opportuno un impianto del tipo a secco ribassato, con spessori minimi intorno ai 18-23 mm, escluso il rivestimento finale del pavimento ed eventuali altri spessori per isolare.
    E' un sistema che entra anche più in fretta a regime, quindi con una più veloce risposta termica.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Giovedì 2 Gennaio 2014, alle ore 17:57
    15 cm sono sufficienti per l'impianto, dipende anche dallo spessore del rivestimento finale del pavimento.
    Per i due materiali non so cosa consigliarle in quanto entrambi hanno caratteristiche pro e contro, secondo le due scuole di pensiero seguite dai tecnici del settore, riguardo a conducibilità, costo,ecosostenibilità,facilità di posa, eccetera, leggermente a favore dei tubi in rame.
    In bagno, se abita in zona temperata basta il termoarredo.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Giovedì 12 Dicembre 2013, alle ore 17:27
    Ci sono troppe variabili in gioco per poter dare una quotazione precisa, non ultimo è importante sapere che tipo di impianto, se tradizionale o a secco.
    Consideri che quest'ultimo è vantaggioso in quanto a velocità di posa, per i prezzi, dipende se a pannelli o moduli o altri tipi, ce ne sono un'infinità.
    Orientativamente, un impianto tradizionale a pavimento costa in media 50/60 euro a mq, esclusa caldaia.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Lunedì 2 Dicembre 2013, alle ore 18:21
    Ci vorrebbe il sopralluogo di un tecnico per vedere le condizioni al di sotto della moquette.
    In base a ciò che ne verrà fuori e al tipo di isolamento dell'abitazione potrà decidere il da farsi.
    In ogni caso, se deciderà per un impianto classico, dovrà posare le tubature con relativo massetto.
    In caso contrario, deciderà per una struttura radiante "a secco".
    Si faccia consigliare.
    rispondi al commento
  • Lpezzi1
    Domenica 1 Dicembre 2013, alle ore 22:50
    Buonasera Architetto, l'abitazione nella quale vorrei istallare l'impianto a pavimento è dotata di moquette, pensavo di eliminare la moquette e posare l'impianto.
    Pensa sia possibile?
    La superficie che trovo sotto la moquette penza sia adatta?
    Grazie.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Venerdì 29 Novembre 2013, alle ore 13:10
    Nessun problema, se l'abitazione ha una giusta coibentazione sia a livello di struttura sia di infissi. Il problema, nel caso, potrebbero crearlo i ponti termici, quindi attenzione, in fase di costruzione, affinché non se ne formino.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Venerdì 29 Novembre 2013, alle ore 13:03
    Se l'abitazione sarà coibentata bene, ed essendo una nuova costruzione presumo sia così, con un cappotto esterno e infissi ad hoc, non credo ci saranno in seguito problemi di condensa o muffa.
    Attenzione, piuttosto, ad eventuali ponti termici.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Venerdì 29 Novembre 2013, alle ore 12:46
    Direi che, compatibilmente alla situazione strutturale della casa, che, essendo nuova, immagino sarà molto ben coibentata, lo schema da lei proposto è sufficiente sia per produrre ACS che per riscaldamento radiante, fatto salvo il corretto dimensionamento degli impianti, e qui consiglio un tecnico sul posto.
    L'impianto radiante ha solo bisogno di qualche tempo inizialmente per entrare a regime, è preferibile poi tenerlo a temperatura costante.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Lunedì 18 Novembre 2013, alle ore 18:44
    Lo spessore di 7,5 cm non è sufficiente per un impianto a pavimento classico, perché non potrebbe contenere impianto, massetto, rivestimento, eccetera.
    Potrebbe risolvere con un impianto "ribassato", del tipo a pannelli modulari, come illustrato nell'articolo.
    Questa tipologia nasce proprio per risolvere casi del genere, ovvero ristrutturazioni.
    Per quanto riguarda le ditte consulti la sezione "Aziende" del nostro sito web, per la sua zona.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Lunedì 18 Novembre 2013, alle ore 18:29
    Può consultare il nostro portale alle sezioni "Aziende" o "Cerca Prezzi".
    Il costo, in questo caso, è basato non solo sul prodotto, ma sulle modalità di posa dell'impianto, quindi sulle caratteristiche strutturali dell'abitazione, la zona climatica, il tipo di rivestimento finale del pavimento, eccetera.
    Come vede ci sono troppe variabili da considerare.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Lunedì 18 Novembre 2013, alle ore 18:02
    Indubbiamente l'effetto ci sarà, ma molto dipenderà dal tipo di pavimento che andrete a sovrapporre.
    Meglio a questo proposito il gres, rispetto al legno, perché conduce meglio il calore, ma attenzione ai materiali utilizzati per la posa, affinché non agiscano da isolanti.
    L'effetto finale dipenderà anche da come è realizzato l'impianto.
    Consideri con il tecnico l'eventualità di calibrare meglio la temperatura di mandata, aumentandola un po'.
    rispondi al commento
  • Fabrizio1963
    Giovedì 14 Novembre 2013, alle ore 20:04
    Salve Architetto, vorrei un consiglio: ho uno spazio di 11 cm, devo posare l'impianto elettrico e sopra un riscaldamento a pavimento.
    Secondo alcuni lo spazio è poco, secondo altri è sufficiente.
    Altrimenti la soluzione sarebbe lasciare uno spazio di 20 cm dai muri perimetrali ove posare i tubi corrugati dell'impianto elettrico e quindi avere a disposizione 11 cm totali per l'impianto a pavimento.
    Lei cosa mi consiglia?
    Grazie.
    rispondi al commento
    • Arch.pierri Fabrizio1963
      Lunedì 18 Novembre 2013, alle ore 17:09
      Per un impianto classico concordo sul fatto che non siano sufficienti 11 cm.
      Dovrebbe optare per un impianto del tipo "ribassato", con pannelli preformati che non hanno il massetto tradizionale, ma attenzione all'isolamento, oppure realizzare l'impianto elettrico lungo la fascia perimetrale.
      Valuti la giusta opzione considerando anche il diverso costo totale nell'uno e nell'altro caso.
      rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Sabato 9 Novembre 2013, alle ore 13:25
    Oltre che considerare le condizioni dell'abitazione, isolamento e quant'altro, dipende anche dal tipo di caldaia, ovviamente.
    Le conviene consultare il tecnico che ha installato l'impianto.
    Comunque, in genere le temperature da considerare sono intorno ai 35°-40°, per una temperatura superficiale tra 22°-25°.
    Consideri anche quale materiale ha adottato per il pavimento e il tipo stesso di impianto realizzato.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Sabato 9 Novembre 2013, alle ore 10:44
    Dovrebbe utilizzare un sistema del tipo "a secco ribassato", ovvero con pannelli in fibrogesso di spessori intorno ai 18 mm, presagomati per accogliere i circuiti idraulici.
    Questi pannelli avranno inferiormente lastre isolanti che,trattandosi di seminterrato, saranno da prevedere del tipo più idoneo.
    Lo spessore ridotto si traduce in minore inerzia termica, con riduzione dei tempi di risposta dell'impianto stesso.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Giovedì 10 Ottobre 2013, alle ore 11:24
    Contatti il tecnico che le ha posato l'impianto che verificherà lo stato dello stesso e vedrà se è il caso di agire eventualmente con additivi chimici per risolvere il problema.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Giovedì 10 Ottobre 2013, alle ore 10:51
    Convertirlo in un sistema a radiatori significherebbe far lavorare l'impianto attuale di alimentazione a temperature maggiori e sistemare i radiatori stessi (se non esistenti).
    Non so se convenga, a questo punto.
    Se l'appartamento è ben isolato e non troppo grande forse le conviene utilizzare piuttosto valvole di controllo in ogni stanza e tenere la temperatura bassa ma costante alzandola leggermente nei giorni in cui vi abita.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Lunedì 30 Settembre 2013, alle ore 11:22
    Non è detto che ci sia una situazione di criticità, dipende molto da come è stato realizzato l'impianto ma, soprattutto, da come è stato realizzato il solaio.
    Non è da escludere che, soprattutto se la costruzione è recente, siano state adottate soluzioni di isolamento particolarmente efficaci, data la presenza del vuoto.
    Verifichi il grado di isolamento di infissi e involucro esterno, affinché siano esclusi ponti termici.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Domenica 22 Settembre 2013, alle ore 17:08
    Va bene la resina ma si assicuri che impianto radiante e massetto siano realizzati a regola d'arte (come dovrebbe accadere per qualsiasi altro tipo di rivestimento, d'altronde).
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Domenica 22 Settembre 2013, alle ore 17:02
    Nessuna controindicazione.
    Concordo con le ditte che ha contattato.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Martedì 2 Luglio 2013, alle ore 18:02
    Per Antonino: Sicuramente isolare il pavimento con questa tecnica sarebbe una scelta ideale e contribuirebbe a rendere più efficiente il sistema radiante a pavimento.
    Si, può usufruire del bonus, a condizione che siano rispettati i requisiti di trasmittanza termica come da tabelle apposite.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Giovedì 2 Maggio 2013, alle ore 10:48
    Per Beppe: Penso proprio di si. Le confermo comunque il consiglio di un buon isolamento delle pareti, che sia con materiali traspiranti, soprattutto in previsione del cambio degli infissi, per evitare che il normale vapore interno non possa essere disperso poi all'esterno, come accade in ambienti troppo isolati.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Lunedì 29 Aprile 2013, alle ore 19:15
    Per Beppe: Nessun problema per quanto riguarda il grès.
    Per quanto rigurda l'isolamento, le conviene prevedere una pannellatura interna sulle pareti perimetrali, anche sottile ma di materiali ad hoc.
    Verifichi anche la tenuta degli infissi, per evitare dispersioni e ponti termici.
    In ogni modo, dipende anche dalla zona in cui vive e dal clima.
    Con questi parametri farà una valutazione costi/benefici per materiali e tipo di impianto.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Sabato 20 Aprile 2013, alle ore 11:27
    Per Pasquale: I problemi a cui si riferisce riguardano probabilmente impianti di vecchia concezione. Le temperature di esercizio in un sistema radiante a pavimento di nuova generazione, opportunamente installato, sono basse. Non mi risulta che si siano riscontrate controindicazioni nel caso di presenza di bambini, anzi, la mancanza di movimenti dell'aria è garanzia contro allergie ad acari e simili.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Venerdì 22 Marzo 2013, alle ore 15:13
    Per Claudio: Lo spessore minimo del massetto sarà di 45mm sopra i tubi; le aziende consigliano inoltre l'aggiunta di un additivo fluidificante oltre all'acqua, per migliorare la conducibilità termica dello strato stesso del massetto. Quindi: cemento, sabbia, acqua, additivo fluidificante (possibilmente per ultimo).
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Lunedì 18 Marzo 2013, alle ore 17:45
    Per Antonio De Lecce: In teoria non credo ci siano controindicazioni, dipende dalle condizioni del vecchio pavimento e dal tipo di solaio, se calcolato come interpiano oppure se è un piano terra, etc..In genere consiglio di rimuovere, se possibile, vecchi materiali e rivestimenti, per poter realizzare un nuovo impianto con massetto dello spessore idoneo, senza vincoli per la presenza del vecchio.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Lunedì 18 Marzo 2013, alle ore 17:08
    Per Silvio Marengo: Immagino che si riferisca alla rimozione delle piastrelle vecchie, anche se non specificato.
    Ribadisco che sarebbe meglio rimuovere il vecchio strato per avere un'efficienza garantita che sia quella dell'impianto di progetto, senza che questo ne risenta in alcun modo.
    In caso lasciasse il vecchio rivestimento, scelga piastrelle nuove di spessore ridotto e materiali per la posa che non facciano da isolante.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Venerdì 15 Marzo 2013, alle ore 16:53
    Per Federico Eccli: Sicuramente l'intero impianto ne risentirà, seppure in maniera minima, in quanto ad efficienza.
    Molto dipende dalla bontà dell'impianto stesso e dal tipo di posa del nuovo strato di rivestimento, che, oltre ad aumentare lo spessore, quindi la "barriera" al calore, potrebbe utilizzare dei collanti che aumentano ulteriormente l'isolamento.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Lunedì 18 Febbraio 2013, alle ore 11:34
    Per Marco Rocchetti: Io darei un'occhiata anche ai nuovi rivestimenti in gres ultrasottile di ultima generazione, di spessori intorno ai 3 mm, nati proprio per agevolare i lavori di ristrutturazione e non andare ad aumentare in maniera sensibile spessori già esistenti.
    A tutto vantaggio della resa termica del'impianto.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Venerdì 8 Febbraio 2013, alle ore 16:47
    Per Claudio Marcon: Do anche a lei la stessa risposta data a precedenti quesiti simili: il principio su cui si basa un impianto di riscaldamento a pavimento è di trasmissione del calore per irraggiamento da parte del massetto riscaldato, sfruttandone l'inerzia termica, prima al pavimento e poi all'ambiente.
    Mantenendo il vecchio pavimento un impianto del genere non sarebbe efficace.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Giovedì 7 Febbraio 2013, alle ore 15:22
    Per Ambra: Può provare le normali resine per pavimenti, magari nella versione trasparente oppure leggermente coprente.
    Ce ne sono svariate in commercio.
    Non avrà ripercussioni sulla resa dell'impianto.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Lunedì 4 Febbraio 2013, alle ore 11:28
    Per Paolo: Dipende da quanto spazio occupano i tubi del vecchio impianto.
    Le conviene consultare un esperto di impianti per decidere se è il caso, eventualmente, di utilizzare dei moduli invece che dei tubi per tutto il pavimento.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Mercoledì 30 Gennaio 2013, alle ore 11:37
    Per Chiara Zavattiero: Non credo ci sia una relazione diretta tra sistema deumidificante e perdita dall'impianto.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Giovedì 24 Gennaio 2013, alle ore 10:53
    Per Addario Pierluigi: Va rimosso il vecchio pavimento.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Mercoledì 23 Gennaio 2013, alle ore 10:36
    Per Francesco Serafino: Considerando che il principio su cui si basa un impianto di riscaldamento a pavimento è quello della trasmissione del calore per irraggiamento da parte del massetto riscaldato prima al pavimento e poi all'ambiente, credo che una soluzione del genere come da lei ipotizzata non sia fattibile, perchè verrebbe meno tutta la corretta conduzione del calore.
    rispondi al commento
  • Vamar
    Sabato 1 Dicembre 2012, alle ore 22:18
    Cosa succede se un tubo nel momento in cui si getta il massetto non è in pressione come raccomandato da tutti i costruttori di impianti?
    Corro rischi e quali a metterlo in pressione dopo la solidificazione del massetto e la posa delle mattonelle?
    Come comportarmi ora che il costruttore ha fatto questo pasticcio a causa della mancanza di una guarnizione?
    Devo ancora andare a rogito. Grazie
    rispondi al commento
    • Arch.pierri Vamar
      Lunedì 3 Dicembre 2012, alle ore 11:54
      Per Vamar: Dipende dal tipo di impianto, se a moduli, a pannelli, a tubi, ad esempio.
      La dilatazione in base ai materiali coinvolti e al tipo di posa non è infatti sempre uguale, ecco perchè si fa una verifica dell'impianto, in pressione, prima della realizzazione del massetto, certificandone il buon funzionamento.
      Strano che la ditta non l'abbia fatto. Il rischio è che ci siano fessurazioni o fuoriuscite senza che se ne abbia cognizione se non alla comparsa, con il tempo, di macchie sul pavimento.
      Spero non sia questo il caso. In ogni caso si rivolga a chi ha realizzato l'impianto e/o al fornitore,  per verificare le varie competenze e le certificazioni esistenti.
      rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Venerdì 23 Novembre 2012, alle ore 20:17
    Per Rossella Gianni: Nel caso di rivestimento in legno, l'importante è sceglierlo di uno spessore adeguato, quindi piuttosto basso, per migliorare le prestazioni del materiale in quanto a conduttività, e non utilizzare listelli troppo grandi. Non dimentichiamo, comunque, che il legno è un materiale "vivo", per cui piccoli movimenti e fessurazioni sono inevitabili. Il parquet prefinito, in questo senso, dà maggiori garanzie di tenuta rispetto a quello in massello. La cosa più importante, però, è controllare che il tasso di umidità sia mantenuto a valori compresi tra 45% e 60%, e questo è possibile farlo dotandosi di un deumidificatore. Anche continui sbalzi termici danneggiano il parquet, per cui è consigliabile mantenere costante la temperatura di esercizio. Insomma tutte le azioni riguardanti la messa in funzione dell'impianto devono essere affrontate in maniera graduale. Attenzione soprattutto alla posa del parquet e alla realizzazione di massetto e strato isolante/barriera al vapore.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Mercoledì 21 Novembre 2012, alle ore 23:11
    Per Rossella Gianni: Il raffrescamento si ottiene con lo stesso impianto, ovviamente con acqua fresca che circola al posto della calda.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Sabato 17 Novembre 2012, alle ore 13:49
    Per Rita Colaprico: La posa in opera può essere effettuata sia dalla ditta che esegue i lavori, se già con esperienza nel settore, sia con l'assistenza di tecnici dell'azienda produttrice, direttamente in cantiere. Per i costi dell'impianto, mi ripeterò, rispondendo anche a te che dipende da tutta una serie di variabili in gioco, che, nel tuo caso, fanno riferimento anche al costo dell'eventuale termocamino, se decidessi di fare una scelta del genere. Tale scelta è, peraltro, valida anche se una caldaia a condensazione risulterebbe più efficiente. Tornando quindi al costo, considera una media, esclusa la caldaia, di circa 50/60€ a mq. Sono detraibili nel limite del 55% le spese sostenute sia per l'acquisto dei prodotti che per la loro messa in opera (smontaggio e montaggio, lavori edili e idraulici, ecc.), nonché le spese sostenute per i professionisti incaricati. Questo tipo di impianto non ha alcuna necessità di manutenzione, per quanto riguarda i pannelli radianti veri e propri sotto pavimento, purchè realizzato a regola d'arte. Buona la scelta della ceramica, materiale stabile e buon conduttore di calore. Gli unici problemi che dovessero presentarsi sarebbero per l'impianto preposto al riscaldamento del liquido, quindi caldaia e annessi, i vari termostati, e così via, quindi gestibili tranquillamente.
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  • Arch.pierri
    Sabato 17 Novembre 2012, alle ore 12:28
    Per Massimiliano: Puoi tranquillamente fare un impianto misto, basta impostare la temperatura di esercizio della caldaia intorno ai 50°-55°C, in maniera che possa servire sia al circuito dell'impianto dei radiatori, che ti consiglio con qualche elemento in più, sia al circuito di quello a pavimento, dove la temperatura dell'acqua sarà abbassata miscelandola con il liquido più freddo nel circuito stesso. Considera che, normalmente, per un impianto a radiatori la temperatura di mandata è di circa 70°C, mentre per un impianto a pavimento è decisamente più bassa, circa 30°-40°C.
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  • Arch.pierri
    Sabato 17 Novembre 2012, alle ore 11:33
    Per Giuseppe: quasi tutte le maggiori ditte forniscono sia materiale che assistenza post vendita,  tramite consulenza telefonica o con personale direttamente in cantiere, da affiancare all'impresa installatrice. Per quanto riguarda i prezzi, vale lo stesso discorso fatto per Domenico: troppe variabili in gioco per poter dare una quotazione precisa, ma considera 50/60€ a mq, in media, ad esclusione della caldaia.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Sabato 17 Novembre 2012, alle ore 11:13
    Per Rosanò Domenico: Non è possibile dare una quotazione al mq, in quanto le variabili in gioco sono tante, a partire, ad esempio, dal numero delle serpentine, condizionato dal tipo di rivestimento, più o meno conduttore di calore. Dipende anche dal tipo di tubature e di isolante scelto, e così via. Insomma, attenzione ai materiali adottati. Conviene sempre farsi fare più di un preventivo e paragonarli tra loro, ma a parità di materiali e componenti adottate. In via del tutto generica, da verificare in loco, si può considerare ragionevole un costo medio, esclusa la caldaia, pari a circa 50/60€ a mq.
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