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Riscaldamento a pavimento

News di Impianti
Al di là del sistema adottato, a moduli o pannelli radianti, è indubbio quanto i vantaggi di un pavimento riscaldante, rispetto ai sistemi tradizionali, siano notevoli.
Riscaldamento a pavimento
Arch. Raffaella Pierri

Riscaldamento a pavimento


Il riscaldamento a pavimentoIl riscaldamento a pavimento non è più una novità, certo, soprattutto per quanto riguarda le nuove costruzioni.

Per  le ristrutturazioni ci sono ancora delle riserve che non  riguardano né la reale efficienza di una tipologia di riscaldamento di questo tipo, né tanto meno le varie tecniche da poter adottare per mettere in opera un sistema del genere, giacché tutte sono ormai testate e perfettamente in grado di soddisfare ogni esigenza.

Qualche perplessità resiste per quanto riguarda piuttosto il lato economico, stimando approssimativamente una maggiorazione di costi di circa il 30% rispetto ad un sistema di riscaldamento tradizionale.

Ragione, questa, per cui è più semplice che si accetti di scegliere un sistema di riscaldamento a pavimento se è inglobato in una previsione di spesa complessiva iniziale, piuttosto che durante lavori di ristrutturazione, che magari non comprendono il rifacimento  dei pavimenti.

Prendendo, però, in considerazione tutti i vantaggi, ormai indubbi, che il sistema offre, non solo in caso di riscaldamento, ma anche di raffrescamento in estate, si può senz’altro ritenere che tali scelte saranno, nell'immediato futuro, molto più frequenti.

Infatti, se la spesa iniziale è ampiamente ammortizzata in tempi ragionevolmente brevi grazie al tangibile grande risparmio energetico,  cresce, al contempo,  anche la consapevolezza di una scelta che contribuirà ad un maggiore comfort abitativo.

Senza considerare il fatto che questi sistemi non necessitano di manutenzione, in quanto i tubi sono privi di saldature e giunture e garantiti praticamente a vita dalle aziende produttrici.

Da non sottovalutare è, però, l'isolamento, in fase di realizzazione dell'impianto, di tutto l'ambiente, in particolare dei solai, per ottimizzare la resa dell'impianto stesso, che è legata alla differenza di temperatura tra superficie del pavimento e temperatura dell'aria.

Riscaldamento a pavimento: il modulo radiante


Tra le novità produttive nel settore del riscaldamento a pavimento, sicuramente il sistema a modulo radiante è tra i più innovativi. Winvent: Termogrid

Winvent è un’azienda che sviluppa, produce e commercializza soluzioni tecnologiche avanzate per l’efficienza energetica e dunque per il risparmio energetico.

Tra le soluzioni di ultima generazione, vi segnalo il terminale TermogridTM, un modulo radiante in materiale composito ad alta densità, a basso spessore e alta resistenza meccanica, che integra circuito idraulico e struttura di supporto.

Questo modulo radiante ha dimensione di circa 1 mq, ha la forma di una spirale quadrata e interasse tra le tubazioni di 68 mm. Tutto questo aumenta le prestazioni, in quanto la diffusione del calore è maggiore e più uniforme.

Anche la tecnica di posa è vantaggiosa, in quanto si basa su collegamenti a innesto rapido, che creano circuiti allacciati tra loro e ad un collettore tradizionale a muro attraverso una coppia di tubi.

Winvent: Termogrid, particolareLo spessore è ridotto, soli 11 mm con un massimo di 22 mm in corrispondenza delle giunzioni. Tutte queste caratteristiche, insieme alla velocità e all’adattabilità di posa con massetti  cementizi o in resina, alla modularità, alla minore invasività, fanno di questo sistema un’ottima scelta sia in caso di nuova costruzione che in caso di riqualificazione energetica.

Per quanto riguarda l’utilizzo finale, da considerare che in questo modo si può contare su un migliore comfort termico, grazie alla maggiore superficie di scambio, oltre ad immediati benefici economici grazie alle temperature di mandata più basse a parità di potenza termica, e tutto questo si riflette sul valore dell’immobile stesso, che migliora sensibilmente.

Riscaldamento a pavimento: il pannello radiante


Al di là del sistema adottato, a moduliViega: Fonterra Reno o a pannelli radianti, è indubbio che i vantaggi, rispetto ai sistemi tradizionali che prevedono, ad esempio, l’installazione di radiatori, sono notevoli.

Oltre ai vantaggi economici e di maggiore comfort termico, e  all’assenza di polveri e muffe, da non sottovalutare è anche l’aspetto estetico: non ci sono vincoli progettuali per la distribuzione interna degli spazi abitativi, e quindi vi è ampia libertà di arredamento, avendo a disposizione tutte le superfici calpestabili e le pareti.

Inoltre, le nuove soluzioni tecniche hanno azzerato gli svantaggi che la scelta di un riscaldamento a pavimento poteva presentare qualche tempo fa, e che ora sono stati risolti.

Mi riferisco, ad esempio, alle perdite di liquido e alle infiltrazioni che troppo spesso causavano problemi ai primi impianti del genere e che avevano determinato un abbandono di questo sistema di riscaldamento.

A livello tecnologico, è noto che i pannelli radianti sono fatti di materiale sintetico, quasi sempre polistirolo compresso, che fanno da supporto ai tubi in materiale plastico dove scorre l'acqua, che ha una temperatura di esercizio regolata dall'impianto centrale.

Questi tubi formano delle serpentine in modo da coprire tutta la superficie del pannello, che viene poi annegato nel massetto, ragione per cui deve avere uno spessore che sia il più contenuto possibile.
Viega: Fonterra Reno, particolare
Tra le aziende che si occupano di sistemi a pannelli radianti, sicuramente da segnalare è Viega, passata dall’essere un’impresa familiare ad azienda di respiro internazionale.

Tra i sistemi proposti, quello per superfici radianti a pavimento è sicuramente da segnalare per la ricchezza della gamma proposta, sia per ristrutturazioni che per nuove costruzioni.

Della gamma Fonterra, Fonterra Reno è il sistema di riscaldamento a pavimento ideale nelle ristrutturazioni, grazie alla struttura bassa costituita da pannelli modulari di gessofibra di spessore 18 mm.

Un pavimento del genere può essere montato anche in spazi dove è disponibile un’altezza minima di installazione dell’impianto, con un risparmio, rispetto al sistema precedente, di un centimetro in altezza.

I nuovi pannelli, di testa e di base, hanno delle speciali bugne che permettono un alloggiamento sicuro dei tubi di polibutilene, e non c’è bisogno di controlastra per stendere moquette e parquet.

La tecnica di posa è semplice e veloce, e dopo circa 24 ore dalla posa in opera del materiale rasante fluido il piano livellato può essere piastrellato o pavimentato a piacere.

Pannello radiante a pavimento, vantaggi in breve


- Sistema di riscaldamento a pavimento con pannelli modulari di gessofibra aventi spessore 18 mm e scanalature fresate per alloggiamento tubi;
- Alloggiamento dei tubi di polibutilene con barriera all’ossigeno da 12 x 1,3 mm;
- Grazie all’altezza ridotta, è particolarmente adatto per le applicazioni in edifici d'epoca e ristrutturazioni;
- Isolamento sottostante alla struttura a scelta del cliente, in funzione della disponibilità di spazio;
- Elevata resistenza al calpestio della superficie di posa;
- Possibilità di posa a secco, pertanto particolarmente adatto per gli edifici in cui non deve penetrare l'umidità;
- Nessun tempo di attesa in caso di utilizzo di massetti a secco, poiché non è necessario alcun     riscaldamento preparatorio per la posa del rivestimento;
- Non è necessario adeguare i circuiti di riscaldamento alle giunture del massetto;
- È possibile piastrellare direttamente sul pannello, carico consentito 2,0 kN/m2;
- E' possibile stendere moquette o parquet senza controlastra;
- Interasse di posa 100 mm;
- Sicurezza del sistema omologata DIN.

Altre aziende da tenere in considerazione, Uponor, Minitecper installazioni a pannelli radianti, sono la Uponor e la Velta, la prima con il sistema a pannelli preformati Minitec, la seconda con il sistema Velta Calore, che ha come caratteristica il fatto di avere una rete metallica per l'ancoraggio delle tubazioni.

Velta, Velta CaloreQuesta rete dispone di piedini distanziatori per tenere i tubi sollevati rispetto al piano isolante, così che il massetto li avvolga completamente, per una maggiore superficie di scambio.

Articolo: Riscaldamento a pavimento
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Caratteri rimanenti
  • Serafinomilia
    Giovedì 5 Marzo 2015, alle ore 03:46
    Saluti Architetto , vorrei sapere quanto può venirmi un riscaldamento a pavimento elettrico, Per 87. Mq grazie
    rispondi al commento
  • Simonar
    Domenica 8 Febbraio 2015, alle ore 09:31
    Buongiorno Architetto, sto per acquistare un appartamento in un condominio degli anni '60 che ha il riscaldamento a pavimento e certamente dovrò fare dei lavori generali di ristrutturazione: mi chiedo quali interventi di manutenzione sono consigliati su un impianto così datato o se sia consigliabile effettuare una ristrutturazione completa, tenendo conto che la caldaia ancorché a metano credo sia comunque di vecchia generazione.
    rispondi al commento
    • Arch.pierri Simonar
      Domenica 8 Febbraio 2015, alle ore 23:34
      Dato per scontato che il sopralluogo di un tecnico sia necessario per la verifica in loco dell'effettivo stato dell'impianto, ritengo ragionevole consigliarle una ristrutturazione completa. I miglioramenti in questo settore, dai materiali adottati alle tipologie di impianto, sono davvero notevoli e troppi per poter sperare in una semplice manutenzione. Anche dal punto di vista economico credo sia più converniente rifare un nuovo impianto.
      rispondi al commento
      • Simonar Arch.pierri
        Lunedì 9 Febbraio 2015, alle ore 11:30
        Grazie per la sua cortese risposta. Quindi non è vero che le tecnologie utilizzate per i nuovi impianti non sono compatibili con le caldaie condominiali di vecchia generazione?
        rispondi al commento
        • Arch.pierri Simonar
          Mercoledì 11 Febbraio 2015, alle ore 11:44
          Quando parlavo di rifacimento dell'impianto mi riferivo, in realtà, anche alla caldaia, poiché non avevo compreso si trattasse di un impianto centralizzato. A questo proposito è da riconsiderare la possibilità di poter adattare la vecchia caldaia ad un nuovo impianto, se non altro per problemi di efficienza (le nuove caldaie sono molto più efficienti, ovviamente). A questo punto è fondamentale un sopralluogo tecnico.
          rispondi al commento
  • Sergiotavazzi
    Venerdì 7 Novembre 2014, alle ore 11:05
    Salve, avrei un semplice quesito per un esperto. Ho una casa che si divide in due ambienti da riscaldare (piano terra e seminterrato), i quali si mantengono sempre a temperature diverse (il seminterrato e' piu' freddo). C'e' qualche ragione tecnica che mi impedisce di modificare la regolazione dei rubinetti in modo da aumentare il flusso verso i pannelli del seminterrato per riequilibrare cosi' la risposta dell'impianto ? Grazie
    rispondi al commento
  • Martinetta
    Mercoledì 21 Maggio 2014, alle ore 10:03
    Buongiorno vorrei condividere la mia esperienza: poichè temevo le rotture e i problemi derivanti dalla cattiva esecuzione di massetti di sottofondo, mi sono convinta ad installare il riscaldamento a battiscopa rivolgendomi alla ditta Idra Srl che mi ha seguito passo passo con professionalità! oggi sono molto soddisfatta della scelta .
    rispondi al commento
  • Simonede riso
    Giovedì 27 Febbraio 2014, alle ore 11:01
    Buongiorno, quali problematiche si incontrano nell'incollare la stessa pavimentazione gres su un massetto in parte riscaldato con il sistemi radianti e in parte non riscaldato?grazie
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Lunedì 3 Febbraio 2014, alle ore 10:22
    Per i prezzi, le consiglio di consultare il seguente link riferito ad una sezione del nostro portale: http://prezzi.lavorincasa.it/per/impianti/, inserendo la provincia che la riguarda. Se l'impianto è realizzato a regola d'arte nessun problema di muffa. Ricordo anche a Lei l'importanza delle condizioni della costruzione. Senza cappotto, verifichi la tenuta degli infissi e, soprattutto,che non ci siano ponti termici.
    rispondi al commento
  • Davidemigliorini
    Domenica 2 Febbraio 2014, alle ore 21:54
    Buonasera Arch. Pierri. Sto valutando l'acquisto di casa singola costruita nel 1990 (pareti 30 cm senza cappotto), a due piani (pt/pp), in comune della prov. di Mantova. Attualmente vi è un imp.di riscald. tradiz. con elementi in ghisa. Saremmo orientati alla sostituzione dei pavimenti preesistenti con sovra posa di gres a listoni a piano terra e parquet a piano primo. Quanto potrebbe costare un imp.risc. e raffresc ribassato? Problemi di muffe?
    rispondi al commento
  • Gianfranco D'urzo
    Domenica 5 Gennaio 2014, alle ore 11:58
    Buongiorno architetto Pierri, io devo ristrutturare casa e volevo sapere come coibentare il pavimento sotto esistente in marmettoni e poi applicare il riscaldamento a pavimento.
    E se è giusto mettere la lana di roccia per tutto il perimetro e ricoprirla con cartongesso, anche le pareti e il contro soffitto.
    Grazie.
    rispondi al commento
    • Arch.pierri Gianfranco D'urzo
      Mercoledì 29 Gennaio 2014, alle ore 12:31
      Un consiglio a distanza sarebbe troppo teorico, andrebbero valutati vari fattori, tra cui zona climatica,classe energetica dell'abitazione e quindi grado di isolamento della struttura per poter calibrare tutto l'impianto e valutare se sia necessaria una pannellatura interna. Da qui valutare il tipo di impianto stesso,se classico o a secco ribassato se si ha poco spessore a disposizione data la presenza del vecchio rivestimento.
      rispondi al commento
  • Silber
    Venerdì 3 Gennaio 2014, alle ore 21:41
    Buonasera, stiamo ristrutturando casa e siamo indecisi se fare il riscaldamento a pavimento o ampliare i vecchi termosifoni.
    L'appartamento è stato classificato nella certificazione energetica in classe E con un EPtot=148,11KWh/mq/anno.
    L'edificio non ha cappotto di isolamento termico esterno.
    Grazie.
    rispondi al commento
    • Arch.pierri Silber
      Venerdì 24 Gennaio 2014, alle ore 11:36
      Non so se conviene realizzare l'impianto a pavimento, viste le caratteristiche della struttura e la mancanza di cappotto esterno. Andrebbero valutate anche altre caratteristiche, quali la posizione, la zona climatica,se casa singola o appartamento,grandezza etc. Sicuramente in fase di ristrutturazione la coibentazione assume un'importanza fondamentale in ogni caso, e potrebbe essere realizzata anche dall'interno, con pannelli appositi.
      rispondi al commento
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