Riparare una cucina a gas col fai da te in poche e semplici mosse

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La cucina a gas deve essere periodicamente esaminata e pulita al fine di garantirne un perfetto funzionamento. Ecco come riparare una cucina a gas in fai da te.
30 Marzo 2017 ore 13:18
Valerio Poggi

Il funzionamento della cucina a gas


La cucina a gas è uno degli elettrodomestici più soggetti a malfunzionamenti e a guasti a causa dell’impiego gravoso che sopporta e per la presenza di grassi e altre sostanze alimentari che, a lungo andare, possono bloccare i meccanismi di regolazione o impedire l’agevole uscita del flusso del gas.

Anche se la cucina funziona in modo soddisfacente è conveniente procedere regolarmente, almeno una volta l’anno, all’esecuzione di controlli e di piccoli interventi di manutenzione in modo da non trovarsi, improvvisamente in panne.


Cucina a gas: schema costruttivo

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La cucina a gas e i problemi di manutenzione

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Riparare una cucina a gas: i rubinetti

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Riparazione cucina a gas fai da te: l'erogatore

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I punti da controllare sono diversi:
• Le manopole di azionamento dei rubinetti;
• I rubinetti;
• Gli erogatori del gas;
• I bruciatori.

Altri elementi da mantenere efficienti sono il forno elettrico e il grill, oltre alla eventuale piastra elettrica e altri servizi elettrici quali le lampadine, le resistenze, il girarrosto, gli elettrodi d’accensione etc.

Attualmente le cucine a gas sono diventate apparecchiature abbastanza complesse, con regolazioni delicate e con un insieme di strutture e materiali raffinati per cui, prima di intervenire è necessario informarsi bene sul modello di cui si dispone facendosi eventualmente consigliare dal tecnico specializzato ed acquistando eventuali pezzi di ricambio esclusivamente originali.

Non bisogna dimenticarsi che si ha a che fare con il gas e che si impone la massima sicurezza.


Riparare la cucina a gasa col fai da te: le manopole ed i rubinetti


Le manopole delle cucine a gasLe manopole sono, in generale, fissate sull’albero di comando del rubinetto per semplice pressione e ;quindi possono essere estratte tirandole all’indietro.

All’interno delle manopole vi è una molla che spinge la parte scorrevole verso l’esterno, in modo che la manopola stessa non possa ruotare se non viene premuta in avanti.

Questa molla può essere sfiancata o rotta: in alcuni tipi di manopola è semplice sostituirla sfilando un anello di tenuta e la rispettiva ghiera; in altri tipi, invece, bisogna sostituire la manopola.

Alcune manopole hanno anche una molla lamellare che serve per tenerle pressate contro l’alberino del rubinetto.

Fate attenzione che tale molla non sfugga: se fuoriesce, reinseritela nella sede all’interno della manopola. Potete accedere alla parte interna del rubinetto svitando le viti che bloccano l’alberino alla parte fissa.

Togliete l’alberino (fate attenzione se c’è una guarnizione a non rovinarla) ed estraete il corpo lievemente conico e forato trasversalmente presente all’interno.

Questo elemento permette, quando viene ruotato, di regolare l’afflusso di gas nell’erogatore, grazie a particolari fori passanti che lo attraversano.

Il cilindretto può presentarsi incrostato o sporco, per cui, è necessario lavarlo con trielina o con benzina rettificata. Non è invece consigliabile passarvi sopra paglietta d’acciaio o carta smeriglio! Successivamente, va passato in uno straccio lievemente inumidito di vaselina, prima di essere rimesso a posto.

Dopo il rimontaggio del cilindretto potete regolare il minimo, a prendo il gas e azionando col cacciavite la piccola vitina posta all’interno del rubinetto stesso.

Rimontate alberino e manopola e quindi verificate se il minimo è sufficientemente alto per non spegnersi con facilità quando viene investito da una corrente d’aria.

Per effettuare questo controllo accendete tutti i fuochi al massimo e regolate sul minimo solo quello da controllare. Poi sventolate un giornale sopra il fuoco e osservate se si spegne. Eventualmente regolate il minimo.

Da anni le cucine a gas sono dotate dei dispositivi di chiusura automatica del gas in caso di spegnimento della fiamma: è conveniente verificare che il sistema sia funzionante, almeno due volte in un anno.

Dopo aver aperto tutte le finestre e spenta ogni fonte calore, aprite il gas al minimo e poi spegnete la fiamma chiudendo per un istante il rubinetto di intercettazione a monte della cucina. Quindi, attendete il tempo necessario (in genere è indicato nel libretto di istruzioni) per verificare se l’elemento di controllo ha fatto il suo dovere. In caso contrario è necessario chiamare il tecnico.


L’erogatore e il bruciatore in una cucina a gas


Gli erogatori delle cucine a gasSe la fiamma comincia a farsi tremula e a spegnersi facilmente, oppure, al contrario, troppo violenta e tendente ad allontanarsi dal bruciatore, può trattarsi dell’erogatore mal regolato o sporco.

Mentre per la manutenzione del rubinetto è, in genere, sufficiente intervenire dal frontale della cucina, per l’erogatore è necessario togliere la griglia reggipentole, asportare i bruciatori (in genere basta sollevarli se sono del tipo diritto, oppure ruotarli e sollevarli se sono a pipa) e sollevare il piano della cucina che può essere semplicemente fissato a pressione o avvitato.

Innanzitutto, eseguite un’accurata pulizia del fondo del vano del piano cottura in quanto molto probabilmente si saranno accumulati residui di cibo e di liquidi.

La pulizia si effettua con normale liquido detersivo per sanitari ed elettrodomestici mentre per i punti in cui il grasso è più resistente si può usare uno straccio imbevuto di benzina rettificata.
Per asportare l’erogatore bisogna sconnetterlo dal tubicino rigido che proviene dal rubinetto.

Il tubicino è fissato per mezzo di un dado che può essere allentato con una chiave. Allentate anche le viti che bloccano il corpo dell’erogatore al telaio del piano di cottura.

Esaminate l’erogatore: nella parte inferiore è presente un cilindretto mobile cavo che può essere fatto scorrere verso l’alto o verso il basso in modo da costituire, variando un’apertura, una presa d’aria per il gas in arrivo per realizzare una miscela ottimale aria-gas adatta alla combustione.

La vite che regola il cilindretto può essersi allentata e il cilindretto può aver cambiato posizione. Oppure, la presa d’aria può essere parzialmente otturata da residui di cibo o altro materiale che crea una intasatura. Lavate e pulite accuratamente l’erogatore, quindi svitate con la chiave l’ugello che è avvitato alla base dell’erogatore stesso.

Al centro dell’ugello vi è un piccolo foro attraverso il quale passa il gas.

Se osservate che il foro è intasato potete pulirlo con uno stecchino di legno oppure con un filo di rame tenero: non usate fili d’acciaio rigidi o altri oggetti duri o abrasivi perché si otterrebbe una indesiderabile alesatura del foro.

Riavvitate l’ugello al suo posto e rimontate l’erogatore nella sua sede, quindi, ricollegatelo al tubetto proveniente dal rubinetto. Inserite sull’erogatore il bruciatore completo di testa e accendete la fiamma portandola sia sul massimo sia su valori medi e sul minimo.

Allentate la vite di regolazione del cilindretto e fate scorrere questo verso l’alto o verso il basso in modo da variare l’apertura della presa d’aria per ottenere una fiamma regolare di un bel colore azzurro, con i dardi di lunghezza adeguata.

La fiamma con i dardi diritti e corti è troppo ricca d’aria, mentre, la fiamma con i dardi allungati verso l’alto e gialli è povera di aria. Questo lavoro si deve effettuare anche quando si ;cambia il tipo di gas che alimenta la cucina.

Ciò può avvenire in quelle cucine che vengono solitamente fornite con gli ugelli per metano ma sono anche dotate di altri ugelli necessari per l’impiego di GPL.

In caso di cambiamento del tipo di gas è necessario montare gli ugelli giusti e procedere alla regolazione della presa d’aria come descritto precedentemente.
Il bruciatore raramente presenta nel corpo inferiore (diritto o a imbuto) particolari difetti, mentre, la testa forellata (o scanalata) può presentare diversi fori otturati o parzialmente occlusi.

Si ovvia con un accurato lavaggio in acqua calda con detersivo per piatti e una energica spazzolatura. Prima di rimontare la testa e accendere il gas è necessario accertarsi che la testa sia ben asciutta altrimenti si avrebbero pericolosi malfunzionamenti.


La cucina a gas: riparazione fai da te del forno


Riparare il forno della cucina a gasIl forno elettrico è dotato di alcune resistenze a sviluppo quadrangolare, a zig-zag o anulare e terminano con un elemento di collegamento alle sedi presenti sul pannello posteriore.

Le resistenze non hanno bisogno di particolare manutenzione ma può capitare che si renda necessario sostituirle quando non funzionano più. Per farlo, si allentano eventuali morsetti che le tengono bloccate e le si estraggono dalla spina.

Prima di effettuare la sostituzione conviene verificare, per mezzo del tester, che la candela sia effettivamente bruciata e che il mancato funzionamento non dipenda, invece, da un difetto dell’alimentazione elettrica. Nei forni ventilati c’è una ventola che fa circolare l’aria.

Se il suo motore è bruciato, occorre smontare (in genere, ma non sempre) il pannello posteriore, accedere alla ventola e scollegarla per sostituirla con una uguale.


Piastre e accensioni della cucina a gas


In molti modelli di cucina a gas sono inserite una o due piastre elettriche.

Anch’esse non esigono alcun tipo di manutenzione ma solo l’eventuale sostituzione in caso di bruciatura. L’intervento viene eseguito in maniera diversa a seconda del modello di cucina e vi sono solo due fattori da tenere presente: è conveniente, all’atto dell’acquisto di una cucina, comprare anche una piastra di ricambio, in quanto, dopo alcuni anni di utilizzo capita facilmente che possa risultare difficile trovare sul mercato la piastra esattamente uguale a quella che deve essere sostituita.

Riparare cucina fai da te
In secondo luogo, bisogna sempre ricordarsi di staccare la spina della cucina a gas, in quanto, lavorando su questo elettrodomestico facilmente ci si dimentica che è sempre collegato alla rete.

Altri componenti, quali le candelette per l’accensione, le termocoppie di controllo della fiamma, i timer, sono elementi un po’ più complessi e raffinati che non possono quasi mai essere riparati e per i quali non esiste una manutenzione specifica.

Quando questi si guastano è quasi certamente necessario ricorrere all’intervento del tecnico.
Potete approfittare dell’occasione per effettuare le sostituzioni cui si è accennato, limitando le spese.

Consumare meno gas in cucina


Ecco alcuni consigli per un risparmio energetico derivato da un impiego intelligente della cucina a gas:

La fiamma del fornello non deve superare la larghezza della pentola: la fiamma libera scalda solo l’aria.

- Meglio accendere un fornello piccolo che uno grande: sta più tempo acceso ma alla fine ha consumato meno;

Fai da te cucina
- Tieni puliti gli ugelli dei fornelli, perché una fiamma mal miscelata con aria produce meno calore;

- Durante la cottura, copri pentole e padelle con il coperchio: il tempo di cottura si accorcia di un 5%;

- Se usi lo scalda-acqua a gas impostalo a una temperatura non superiore ai 45°. Ogni 5 gradi in più si consuma un 5% in più di gas;

- Lo stesso vale per uno scalda-acqua elettrico;

- Fai una grande caffettiera al mattino invece di tanti caffè durante il giorno;

- Riempi la pentola della pastasciutta con l’acqua calda del rubinetto: bollirà molto prima;

- Piccole quantità di liquidi freddi si scaldano più vantaggiosamente nel forno a microonde;

- Usa le batterie di pentole da sovrapporre che sfruttano meglio il calore prodotto dal fornello e rilasciato dalla pentola;

- Accendi la ventola della cappa solo se vi sono fumi sgradevoli o vapori eccessivi, altrimenti lasciala spenta.


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Articolo: Riparazione cucina a gas fai da te
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