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Il piano di lavoro in cucina

News di Cucina
Per svolgere le attività necessarie alla preparazione dei cibi è indispensabile che le superfici ed i piani di lavoro siano realizzati con i materiali giusti. Quali?
Il piano di lavoro in cucina
Arch. Raffaella Pierri

Piano lavoro in legno listellareLa cucina, si sa, è l'ambiente più vissuto di tutta la casa e dal momento che molto spesso coincide con l’ambiente living, la maggior cura nel progettarne spazi e arredamento è d’obbligo.
Tralasciando il discorso estetico, già affrontato in altri articoli, consideriamo questo spazio e soprattutto i suoi arredi dal punto di vista funzionale, concentrandoci sul top di lavoro.

Per svolgere tutte le attività necessarie alla preparazione dei cibi, è indispensabile innanzitutto che le superfici ed i piani di lavoro che ricoprono gli elementi delle cucine ed i relativi tavoli e/o piani colazione, non debbano solo caratterizzare le diverse composizioni d'arredamento, ma soprattutto risultare resistenti agli urti, alle macchie, alle abrasioni, al calore, ai liquidi ed all'umidità in genere.

Piano lavoro in laminato effetto legno listellareÈ indispensabile prestare molta attenzione alla scelta dei materiali componenti la struttura interna e la finitura superficiale del top in questione, senza lasciarsi influenzare troppo dai colori e dallo stile dei mobili che compongono la cucina stessa. E’ preferibile, infatti, scegliere il top a parte, in base alle sue caratteristiche tecniche.

Tra i materiali con cui realizzare i piani lavoro in cucina i più utilizzati sono senz’altro il laminato, il legno, il marmo o l'acciaio. Per quanto riguarda gli spessori, soprattutto per i laminati, si va dal più diffuso spessore di 4 cm, fino ad arrivare ai 10 cm, anche se le ultime tendenze propongono uno spessore intermedio di 6 cm, a sezione squadrata, tipico delle composizioni moderne.


Quale piano da lavoro scegliere in cucina?

Piano lavoro in granito

Quale piano scegliere in cucina, quindi?
Se si decide per un piano di lavoro in materiali lapidei naturali, allora la scelta è soprattutto tra lastre di graniti o marmi, dalle superfici lucide, compatte e variegate, molto resistenti alle abrasioni e alle sollecitazioni d'urto e ovviamente, data la loro porosità, trattati con tecniche impermeabilizzanti per evitare che possano macchiarsi.

I piani in laminato sono sicuramente i più economici e i più diffusi, sono costituiti da pannelli di particelle di legno in classe E1, di spessore 38 mm, idrorepellenti, rivestiti a loro volta da un foglio di laminato lavorato ad alta pressione. I top così realizzati sono idrofughi, ignifughi, stabili e resistenti agli urti e alle sostanze in genere. Sono molto diffusi anche grazie alla grande varietà di finiture superficiali e colori, oltre che per la facilità di manutenzione.

I piani in ceramica sono molto pregiati, sono realizzati con piastrelle ceramiche, mattonelle di grès o cotto, sigillate tra loro con resine particolarmente stabili. Sono infatti molto resistenti all'usura, al fuoco, alle macchie, agli urti, alle abrasioni, ai prodotti chimici e alimentari.

Piano di lavoro piastrellatoSono indicate per lo più nelle composizioni in stile classico o rustico e molte aziende di cucine forniscono, a richiesta, solo il supporto, normalmente in multistrato marino, per dare la possibilità di utilizzare piastrelle della stessa serie di quelle già utilizzate, ad esempio, sulla parete/schienale sottopensile, oppure in altre parti della cucina, come avviene nel caso delle tavernette.

I piani in acciaio inox sono di notevole impatto visivo, forti e resistenti.
Mi perdonerete per questa mia preferenza, ma realizzare il top in acciaio la reputo tra le migliori soluzioni possibili, dal punto di vista tecnico, a patto, però, che piaccia il riferimento stilistico formale ai piani e, più in generale, ai materiali presenti nelle cucine professionali.

Piano lavoro inox satinatoNon a caso l’inox è il materiale igienico per eccellenza, per cui il suo utilizzo in cucina non può che essere una garanzia da questo punto di vista. Ovviamente la manutenzione richiede determinati accorgimenti perché questi top, nel tempo, tendono a opacizzarsi, ma con semplici detergenti e molta costanza, è facile restituirne la lucentezza.

In ogni caso, si può scegliere tra diverse finiture superficiali, tra le quali la finitura satinata e quella definita, da alcune aziende,  decor, ovvero con microdecorazioni superficiali reticolate, leggermente a rilievo, più facili da mantenere pulite, senza la necessità di asciugare continuamente per evitare aloni.

Esistono poi i piani in agglomerato di quarzo, come l'Okite, realizzati con lastre formate da una miscela di quarzo e resine, esteticamente accattivanti, che offrono notevoli vantaggi tra cui  la praticità d'uso. Sono compatti, impermeabili, resistenti agli urti, agli attacchi degli agenti chimici, agli sbalzi termici e garantiscono uniformità e stabilità di colore, oltre che una garanzia di 10 anni, da non sottovalutare.

Piano lavoro in legno masselloI piani in legno possono essere realizzati in pannelli impiallacciati oppure in legno massello. I primi sono costituiti da un’anima a base lignea rivestita da un foglio di legno pregiato, mentre i piani in massello sono realizzati in legno massiccio, soprattutto noce, rovere, ciliegio, frassino.

In entrambi i casi si tratta di piani pregiati, molto delicati nell’uso e, nella versione in massello, non sono molto stabili nel tempo anche se restituiscono al tatto il calore del legno. In genere sono utilizzati per i tavoli che corredano la cucina o per piani colazione.


Manutenzione e pulizia dei piani da lavoro


Piano lavoro in quarzoQualsiasi tipo di piano si scelga, si consideri che ogni materiale impiegato per la sua realizzazione, per quanto trattato con le migliori tecniche, è comunque soggetto all'uso continuo, pertanto è sempre consigliabile effettuare la dovuta pulizia e manutenzione.

I piani in marmo sono quelli che hanno bisogno di maggiori attenzioni. Le macchie degli alimenti vanno tolte immediatamente, con acqua tiepida e sapone. In particolare quelle di vino rosso, olio, aceto, caffè, frutta e ortaggi, o bevande simili alla Coca Cola, possono provocare macchie e aloni difficili da pulire.

Per i piani in Quarzo e Okite, essendo più resistenti, è sufficiente effettuare la pulizia giornaliera con un panno umido e comuni detergenti neutri, mentre per macchie più resistenti come grasso alimentare, cera e silicone, si potranno utilizzare prodotti delle aziende oppure comuni detergenti tipo Cif.

E' importante, in ogni caso, evitare infiltrazioni in corrispondenza del foro d'incasso del lavello e delle giunzioni tra i piani (in caso di angolo) in modo da non danneggiare le basi dei mobili, per cui si consiglia di usare dei prodotti sigillanti ad hoc, soprattutto in presenza di piani in laminato, che, per quanto trattati, soffrono la presenza di liquidi nelle giunture, per il rischio concreto di rigonfiamenti.

I piani di acciaio tendono a macchiarsi, anche semplicemente con l’acqua, se non prontamente asciugati con panni pelle o sintetici. Con il tempo andranno comunque puliti con anticalcare e detergenti neutri. Si raccomanda durante la pulizia di non usare pagliette metalliche o spugnette abrasive, per non graffiare e opacizzare i ripiani.


Dove rivolgersi:


Per maggiori informazioni su articoli e prezzi visitare il link seguente:

Prezzi Piani da lavoro in cucina

Articolo: Il piano di lavoro in cucina
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  • Arch.pierri
    Mercoledì 21 Novembre 2012, alle ore 22:25
    Per Paolo: Qualsiasi foglio di laminato ha comunque uno spessore, anche minimo, che creerebbe problemi se applicato su un piano già esistente.
    Se quest'ultimo non è postformato ma è a sezione rettangolare, una soluzione potrebbe essere la sovrapposizione di un piano in laminato stratificato da 1 cm di spessore, che per sua struttura è già rifinito.
    L'unico limite potrebbe essere l'effetto della linea scura dello spessore, ma se la cucina è in stile moderno direi che il problema è superato.
    Per vedere l'effetto che potrebbe avere, legga questo articolo.
    Consideri che le misure devono essere precise, al momento del taglio, poichè è un materiale che può essere lavorato solo con macchinari speciali: una volta sagomato non è possibile ovviare ad eventuali errori in loco.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Lunedì 27 Agosto 2012, alle ore 17:34
    Per Irene: Ti consiglio di rivolgerti ad un marmista di fiducia che valuterà il danno e se agire direttamente sul posto per rilucidare la superficie.
    Eventualmente, se si è nei termini, valuterà anche se sia il caso di considerare la possibilità di far valere la garanzia, che per l'okite, normalmente, è di 10 anni.
    Mi sembra strano che ci sia stata una reazione simile con poco detergente, a meno che non sia stato a base di candeggina (e non mi sembra sia questo il caso).
    Il piano ti è stato fornito dall'azienda della tua cucina oppure l'hai preso a parte? Valuta anche l'eventualità di contattare, in questo caso, direttamente l'azienda di cucine.
    Avendo avuto il materiale in lavorazione ti sapranno dare qualche consiglio in più.
    rispondi al commento
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