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Inquinamento outdoor

News di Impianti
L'inquinamento dell'ambiente naturale è una metamorfosi della conformazione originaria, spesso causata dall'uomo, che altera gli ordinari equilibri preesistenti.
Inquinamento outdoor
Redazione Lavorincasa.it

Cos'è l'Inquinamento?


Generalmente è inteso come un'alterazione dell’ecosistemacausata da agenti esterni, che siano fisici, chimici o biologici, che modificano le caratteristiche naturali ottimali dell’atmosfera.


Inquinamento outdoorIn natura, contrariamente alle credenze popolari, non esistono prodotti che risultano intrinsecamente inquinati ma, alcuni di essi, se utilizzati in meniera errata, possono alterare (talvolta anche in maniera irreversibile) le caratteristiche fisico-chimiche dell'habitat risultando dannosi anche per la saluta degli esseri umani.

L’inquinamento dell’ambiente naturale è, quindi,  un cambiamento della conformazione originaria causata dall’essere umano, il quale può alterare i naturali equilibri preesistenti.

Si riconoscono, pertanto, due tipologie di inquinamento: outdoor ed indoor a seconda se gli ambienti danneggiati siano collocati in spazi aperti (outdoor) oppure vengono intaccate abitazioni, uffici, industrie, esercizi commerciali e tutti quei luoghi in generale cui vengono svolte attività al chiuso (indoor).

Oggi ci occuperemo della normativa inerente l’inquinamento outdoor.

La prima legge importante  in materia di inquinamento, a protezione della salute dell’essere umano Inquinamento outdoore dell’ambiente,  fu la legge Merli  (Legge n. 319 del 10 maggio 1976), che riguardava le acque e la regolamentazione degli scarichi. Fu sostituita successivamente dal Decreto legislativo 11 maggio 1999, n.152 (Disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento e recepimento delle direttive CEE concernenti il trattamento delle acque reflue e urbane e la protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole).

Per quanto concerne invece l’inquinamento atmosferico causato dalle industrie, la tutela della qualità dell'aria ai fini della protezione della salute e dell'ambiente, su tutto il territorio nazionale.conosciamo il D.P.R. n° 203 del 24 maggio 1988 (attuazione delle direttive CEE numeri 80/779, 82/884, 84/360 e 85/203 concernenti norme in materia di qualità dell'aria, relativamente a specifici agenti inquinanti, e di inquinamento prodotto dagli impianti industriali, ai sensi dell'art.15 della legge 16 aprile 1987, numero 183).

La legge 28 dicembre 1993, n. 549, Misure a tutela dell'ozono stratosferico e dell'ambiente, ha lo scopo di favorire invece la cessazione dell'impiego delle sostanze lesive dell'ozono stratosferico e dannose per l'ambiente, nonché di disciplinare le fasi di raccolta, riciclo e smaltimento di tali sostanze, in conformità:

Inquinamento outdoora.
alla convenzione per la protezione dello strato d'ozono, adottata a Vienna il 22 marzo 1985 e resa esecutiva con legge 4 luglio 1988, n. 277, nonché al protocollo alla citata convenzione di Vienna relativo ai clorofluorocarburi, adottato a Montreal il 16 settembre 1987 e reso esecutivo con la legge 23 agosto 1988, n. 393, e relativi emendamenti adottati a Londra i 29 giugno 1990 e a Copenaghen il 25 novembre 1992;

b. alla raccomandazione 89/349/CEE della Commissione, del 13 aprile 1989, concernente la riduzione volontaria dei clorofluorocarburi (CFC) impiegati dall'industria europea nella fabbricazione di aerosol, nonché alla risoluzione B3- 268/92 del Parlamento europeo, del 12 marzo 1992, sulla protezione della fascia di ozono;

c. al regolamento (CEE) n. 594/91 del Consiglio, del 4 marzo 1991, relativo a sostanze che riducono lo strato di ozono, nonché al regolamento (CEE) n. 3952/92 del Consiglio, del 30 dicembre 1992, che modifica il citato regolamento (CEE) n. 594/91 per quanto riguarda l'accelerazione del ritmo di eliminazione di sostanze che riducono lo strato di ozono.

Il Decreto Legislativo 4 agosto 1999, n. 351, Attuazione della direttiva 96/62/CE in materia di valutazione e di gestione della qualità dell'aria ambiente, definisce i principi per:

a) stabilire gli obiettivi per la qualità dell'aria ambiente al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti dannosi per la salute umana e per l'ambiente nel suo complesso;
b) valutare la qualità dell'aria ambiente sul territorio nazionale in base a criteri e metodi comuni;
c) disporre di informazioni adeguate sulla qualità dell'aria ambiente e far sì che siano rese pubbliche, con particolare riferimento al superamento delle soglie d'allarme;
d) mantenere la qualità dell'aria ambiente, laddove è buona, e migliorarla negli altri casi.

Alle finalità del presente decreto provvedono le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano nell'ambito delle competenze ad esse affidate dallo statuto e dalle relative norme di attuazione.Inquinamento outdoor

Il recente Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 , Norme in materia ambientale, ha come obiettivo primario la promozione dei livelli di qualità della vita umana, da realizzare attraverso la salvaguardia ed il miglioramento delle condizioni dell'ambiente e l'utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali.
Codesto legislativo disciplina, in attuazione della legge 15 dicembre 2004, n. 308, le materie seguenti:

a)
nella parte seconda, le procedure per la valutazione ambientale strategica VAS (l'elaborazione di un rapporto concernente l'impatto sull'ambiente conseguente all'attuazione di un determinato piano o programma da adottarsi o approvarsi, lo svolgimento di consultazioni, la valutazione del rapporto ambientale e dei risultati delle consultazioni nell'iter decisionale di approvazione di un piano o programma e la messa a disposizione delle informazioni sulla decisione), per la valutazione d'impatto ambientale VIA (elaborazione di uno studio concernente l'impatto sull'ambiente che può derivare dalla realizzazione e dall'esercizio di un'opera il cui progetto è sottoposto ad approvazione o autorizzazione, lo svolgimento di consultazioni, la valutazione dello studio ambientale e dei risultati delle consultazioni nell'iter decisionale di approvazione o autorizzazione del progetto dell'opera e la messa a disposizione delle informazioni sulla decisione) e per l'autorizzazione ambientale integrata IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control).

b)
nella parte terza, la difesa del suolo e la lotta alla desertificazione, la tutela delle acque dall'inquinamento e la gestione delle risorse idriche;

c) nella parte quarta, la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti contaminati;
d) nella parte quinta, la tutela dell'aria e la riduzione delle emissioni in atmosfera;
e) nella parte sesta, la tutela risarcitoria contro i danni all'ambiente.

La Direttiva 85/337/CEE del Consiglio del 27 giugno 1985, modificata dalla Direttiva 1997/11CEE, si applica invece nella valutazione dell'impatto ambientale dei progetti pubblici e privati che possono avere un impatto ambientale importante.

A livello nazionale sono importanti:

a) Il d.m. 1.4.2004 emanato dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio di concerto con il Ministro per i Beni e le attività culturali;
b) la legge 16 gennaio 2004, n. 5, Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 novembre 2003, n. 315, recante disposizioni urgenti in tema di composizione delle commissioni per la valutazione di impatto ambientale e di procedimenti autorizzatori per le infrastrutture di comunicazione elettronica.

Bisogna tener conto inoltre che ogni Regione opera in propria autonomia legislativa pertanto, ogni Comune si differenzia nella gestione dell’impatto in base alla pertinente normativa.


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