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Impianti di riscaldamento, quale scegliere?

News di Impianti
Scegliere quale tipo di impianto di riscaldamento sia più adatto alle proprie esigenze non è facile. Bisogna individuare la migliore scelta possibile e farla propria.
Impianti di riscaldamento, quale scegliere?
Arch. Raffaella Pierri

Scegliere quale tipo di impianto di riscaldamento sia più adatto alle proprie esigenze non è facile, perché ci sono variabili disparate da tenere in considerazione.

Ogni impianto, poi, ha pregi e difetti, non esiste la soluzione perfetta, bisogna solo individuare la migliore scelta possibile.


Caminetto, scelta classica e sempre attuale per il riscaldamento domestico


Caminetto classicoScegliere un impianto di riscaldamento basato sul camino è sicuramente una soluzione economica ed ecologica, esteticamente accattivante anche se piuttosto impegnativa, sotto quest’ultimo aspetto.

Il camino, infatti, è senza dubbio una presenza accentratrice all’interno di un ambiente, non sempre è dunque facile allestirvi intorno un arredamento che ne sottolinei l’importanza, ma che allo stesso tempo non lo sovrasti o, di contro, non scompaia schiacciato dalla sua presenza ingombrante.

Camino in ambiente modernoDal punto di vista della resa termica, però, questa è una delle soluzioni meno efficaci, senza contare la non sempre agevole manutenzione.

Sto parlando, evidentemente, del classico camino a legna.

Diverso è il discorso se si prende in considerazione il termocamino, che sfrutta l’energia termica di recupero per riscaldare l’acqua di alimentazione dell’impianto di riscaldamento per tutta l’abitazione.


Riscaldamento a pavimento


Riscaldamento a pavimentoIl riscaldamento a pavimento è il sistema attualmente più gettonato nelle nuove costruzioni, soprattutto quelle prefabbricate in legno in bioedilizia. Non solo.

L’attenzione verso questa tipologia di impianto si sta facendo sempre più viva anche in caso di ristrutturazioni.

Non mi dilungo sull’ottimo rapporto costi/benefici di una soluzione del genere, in quanto l’argomento è stato ampiamente trattato in più occasioni.

Mi basta solo ricordare che, per impianti del genere, la temperatura di esercizio è di 30°-35° circa, con un bel risparmio in termini di consumi energetici, senza contare gli ulteriori vantaggi, in questo senso, nel caso di sfruttamento di fonti energetiche alternative per alimentare tali impianti.

L’altro punto a favore, nel caso di impianto a pavimento, sta proprio nelle modalità di propagazione del calore, per irraggiamento, che permette una temperatura costante in tutto l’ambiente, senza effetto testa calda-piedi freddi che spesso accade con il classico sistema a radiatori a parete.

I termosifoni, infatti, basano l’effetto riscaldante sul sistema a convezione, per cui si formano dei moti convettivi continui che portano l’aria riscaldata verso l’alto, sostituita via via  da altra aria riscaldata, in maniera costante.

In questo modo la temperatura di esercizio, in questo caso, non può scendere al di sotto dei Impianto con radiatori70°, per assicurare almeno 20° di temperatura nella zona centrale dell’ambiente (in una linea di valori verticale) mentre ci saranno circa 24° nella zona del soffitto, con un evidente, notevole, spreco di energia, oltre ad un continuo movimento di polveri nell’aria.

Da non sottovalutare, tra l’altro, il vantaggio di avere le pareti libere da  poter arredare, senza ingombri, e la possibilità, grazie alle moderne tecniche di posa e ai nuovi sistemi e materiali adottati, di avere spessori minimi, molto utili in caso di ristrutturazioni.


Riscaldamento a parete o a battiscopa


Hekos. Impianto a battiscopaRappresentano una variante alternativa ai sistemi a pavimento.

Il riscaldamento a parete si basa sullo stesso principio di propagazione mediante irraggiamento, come nel caso del sistema a pavimento, ma è un po’ più vincolante per quanto riguarda la posizione di eventuali mobili sulle pareti.

Il sistema a battiscopa è più economico rispetto ad un impianto a pavimento, ed è una scelta conveniente soprattutto in caso di ristrutturazione poco invasiva.

Dal momento che il principio di propagazione è sempre quello per irraggiamento, il calore riscalda la parete per poi essere ceduto all’ambiente, quindi anche in questo caso c’è qualche vincolo in più rispetto al tipo di arredamento da adottare.


Riscaldamento, con quale combustibile?


Stufa a legnaAnche il tipo di alimentazione, nel caso di scelta di un impianto di riscaldamento, implica una riflessione attenta, se vogliamo considerare il miglior rapporto costi/benefici a breve e a lungo termine.

Sia se parliamo di caldaia per alimentazione dell’impianto, sia se parliamo di caminetti o stufe, è ovvio che, a volte, un vantaggio di costo iniziale apparentemente conveniente si rivela nel tempo illusorio per gli alti costi di manutenzione o di esercizio, così come vale anche il contrario.

E’ indubbio lo svantaggio economico di impianti con alimentazione a GPL o metano, rispetto a quelli alimentati a pellets o legna (sicuramente il tipo di combustibile più conveniente in assoluto).
Senza tenere conto della scelta estetica di un camino o una stufa a legna, con tutto il calore che ne deriva, (e non mi riferisco alla resa termica…).

Va considerato, però, lo svantaggio di una manutenzione piuttosto impegnativa, dovuta al fatto di dover pensare ad un luogo dove tenere la legna, all’azione continua (fisicamente parlando) di approvvigionamento del combustibile, ai lavori di pulizia che tale tipologia di impianto comporta.

Sicuramente, a parità di resa, un impianto a pellets risulterebbe più conveniente e sicuramente meno impegnativo.

PelletsNel caso di impianti per riscaldamento a pannelli radianti, l’ideale sarebbe scegliere quelli che sfruttano  energie alternative, per abbassare ulteriormente i costi di esercizio.

Anche l’uso di caldaie a condensazione può far risparmiare in maniera concreta, grazie alla maggiore resa termica data dal recupero del calore dei fumi.

Insomma, sono tanti gli argomenti da tenere in considerazione, l’importante è non fermarsi alla prima soluzione, magari quella che sembra la più ovvia e conveniente. Andate oltre, forse ce n’è un’altra che non avreste mai considerato perché sembrava la più costosa.

Articolo: Impianti di riscaldamento, quale scegliere?
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  • Saturno71
    Mercoledì 1 Ottobre 2014, alle ore 13:58
    Buon giorno a tutti, io dovrei costruire una casa nuova, fra le altre cose mi trovo a dover decidere sul tipo di riscaldamento da usare, sono molto combattuto fra il radiante a pavimento con pompa di calore, radiante elettrico oppure a parete ad infrarossi, ad infrarossi sembrerebbe il più economico, ma ho molti dubbi sulla reale capacità di scaldare, qualcuno saprebbe darmi notizie sull'infrarossi? Grazie
    rispondi al commento
  • Vanessa84
    Lunedì 19 Maggio 2014, alle ore 13:49
    Buongiornosto costruendo casa: seminterrato circa 100 metri e primo piano 110, in puglia. Non ho ancora idea sull'impianto di riscaldamento da installare; premetto che stiamo in casa solo la sera e che mi piacerebbe avere un termocamino a pellet per avere il classico fuoco in casa ma che non richiede eccessiva manodopera. cosa mi consigliate?grazie
    rispondi al commento
  • Pasqualina.lina
    Sabato 22 Febbraio 2014, alle ore 17:35
    Devo progettare l'impianto di riscaldamento per un appartamento sito al piano centrale tra la mansarda e il piano terra. L'appartamento è di 180mq con un altezza di tre metri. E' composto da 4 camere, cucina abitabile, salotto e due bagni. Non è coibentato ma è comunque ben isolato. Ho tutta la disponibilità del tetto. Il clima invernale è rigido (mille m. s.l.m.). D'estate non ho bisogno di climatizzare perché rimane fresco. Cosa mi consigliate
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Venerdì 3 Gennaio 2014, alle ore 17:15
    Il riscaldamento a pavimento è ok, con la giusta coibentazione della struttura esterna.
    L'impianto giusto è a pdc per riscaldamento e acqua calda sanitaria, se poi integra con solare termico avrà maggiori benefici.
    Consulti anche: http://www.lavorincasa.it/articoli/in/impianti/pompe-di-calore-e-gestione-del-riscaldamento/.
    Per le finestre, dipende dall'altezza da terra, visto che l'impianto è 15 cm ca di spessore.
    Imp. a battiscopa per taverna.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Venerdì 3 Gennaio 2014, alle ore 16:57
    Direi che la soluzione con pdc può essere quella ottimale, dia un'occhiata anche a questo articolo: http://www.lavorincasa.it/articoli/in/impianti/pompe-di-calore-e-gestione-del-riscaldamento/.
    L'uso dei pannelli fotovoltaici/termici non è indispensabile, ma certamente aiuta.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Lunedì 30 Dicembre 2013, alle ore 12:46
    Occorrerebbe un sopralluogo tecnico per verificare altre caratteristiche relative all'abitazione, ad esempio il tipo di coibentazione, lo stato degli infissi, eccetera.
    Le opzioni sono tante, infatti, tra cui, ad esempio, una buona soluzione potrebbe essere un impianto a pavimento o a battiscopa, ma sarebbero davvero solo due tra tanti.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Giovedì 12 Dicembre 2013, alle ore 17:04
    Dipende dall'uso che si fa di questa stanza.
    Il termoventilatore è senz'altro più efficace perché più veloce nell'azione, quindi la sensazione di calore è subito percepita.
    C'è, però, l'altezza del soffitto che tende ulteriormente a far disperdere i benefici di entrambi i sistemi.
    Sinceramente farei valutare da un tecnico sul posto, per forse rivedere l'intero impianto a favore di qualcosa tipo impianto a battiscopa.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Lunedì 18 Novembre 2013, alle ore 17:50
    Per un uso saltuario potrebbe essere una soluzione una stufa a pellets, se non ha problemi di canna fumaria.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Lunedì 18 Novembre 2013, alle ore 15:44
    La scelta del termocamino ad acqua (consiglio la doppia alimentazione legna/pellets) è giusta, soprattutto se la integra con un impianto solare combinato, del tipo con serbatoio di accumulo, per l'acqua calda e il riscaldamento.
    L'abitazione è ben isolata ma non molto grande, per il dimensionamento, però, mi rimetterei al parere di un tecnico dopo un sopralluogo, le variabili in gioco sono tante, a partire dal tipo/marchio di prodotto scelto.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Lunedì 18 Novembre 2013, alle ore 11:36
    Ideale è un sistema integrato del tipo fotovoltaico + solare termico + pompa di calore, anche in prospettiva delle normative sulle nuove costruzioni.
    http://www.lavorincasa.it/articoli/in/impianti/pompe-di-calore-e-gestione-del-riscaldamento/.
    In questo modo risolverà sia riscaldamento invernale sia raffrescamento estivo, magari con pannelli radianti a pavimento.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Sabato 9 Novembre 2013, alle ore 11:20
    La sua situazione sembrerebbe quella ideale per consigliare un impianto radiante a pavimento, che risulterà molto efficiente, quindi vantaggioso economicamente, soprattutto grazie alla presenza di un ottimo isolamento dato sia dal cappotto, sia dalla presenza degli iglu, importanti non solo per l'azione contro il radon ma anche contro l'umidità di risalita.
    Una caldaia a condensazione per alimentare l'impianto.
    rispondi al commento
  • Torselloa
    Giovedì 5 Settembre 2013, alle ore 10:35
    Buongiorno, abbiamo una casetta di 44mq in Val Brembana - zona climatica "F" - per la quale spendiamo un vero sproposito per l'impianto di riscaldamento + acqua sanitaria a GPL.
    Stiamo valutando di acquistare una termostufa idro a pellet.
    Che potenza in Kw mi consigliate?
    E' giusta questa alternativa o mi devo rassegnare a pagare bollette esorbitanti; oppure è meglio una semplice stufa normale?
    rispondi al commento
    • Arch.pierri Torselloa
      Venerdì 13 Settembre 2013, alle ore 09:32
      Per Torselloa: Dipende molto dal tipo di costruzione: isolamento dell'involucro, infissi, se appartamento o casa isolata e situazioni del genere, nonché dalle caratteristiche tecniche proprie del modello di stufa che eventualmente andrà a scegliere.
      Direi, comunque, che una potenza di 15-18 Kw dovrebbe andare bene.
      rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Mercoledì 28 Agosto 2013, alle ore 12:23
    Per Christian: Dipende anche dalla zona climatica.
    In zone fredde gli impianti sottopavimento che sfruttano l'elettricità rappresentano una soluzione innovativa, confortata da indubbi vantaggi, primo fra tutti la miglior gestione dei tempi di esercizio (e di conseguenza minori consumi).
    Le pompe di calore, in casi di temperature rigide, hanno bisogno di una integrazione che inevitabilmente genera maggiori consumi di elettricità.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Martedì 27 Agosto 2013, alle ore 17:26
    Per Christian: Confermo quanto risposto a Pace Daniele sulla convenienza di un impianto con pompa di calore, che, anche nel suo caso, mi sembra un'ottima scelta.
    rispondi al commento
  • Pacedaniele
    Martedì 20 Agosto 2013, alle ore 19:30
    Buonasera sono Daniele, volevo chiedere un consiglio.
    Abito in una casa singola su due piani di circa 250 mq, che riscaldo con una caldaia a condensazione a metano di 30kw e con impianto a pavimento, l'impianto è corredato di 5 collettori solari con un accumulatore da 750 litri.
    Stavo pensando di risparmiare un po di costi del metano installando una caldaia a legna, oppure con una pompa di calore aria-acqua.
    Cosa mi può consigliare?
    Grazie.
    rispondi al commento
    • Arch.pierri Pacedaniele
      Lunedì 26 Agosto 2013, alle ore 12:27
      Per Pace Daniele: Dipende molto dall'isolamento della struttura e anche dalla zona climatica.
      Se la casa è isolata bene, direi che un'ottima soluzione potrebbe essere la pompa di calore, visto anche che l'impianto a pavimento non necessita di temperature di esercizio alte.
      rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Martedì 9 Luglio 2013, alle ore 16:03
    Per Federicageo: Una soluzione potrebbe essere un impianto a battiscopa, poco invasivo e dal principio identico a quello dell'impianto a pavimento, cioè per irraggiamento, con tutti i vantaggi del caso.
    Da alimentare con caldaia a condensazione se non è possibile sfruttare i pannelli solari o l'azione del camino (è un termocamino?).
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Martedì 4 Giugno 2013, alle ore 10:09
    Per Corrado: Da quanto mi descrive sulla nuova costruzione credo che quella da lei scelta sia la giusta soluzione.
    Inutile andare su altri tipi di impianto, sicuramente con più alti livelli di efficienza, ma inutili nel suo caso, visto che starete poco in casa.
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Giovedì 16 Maggio 2013, alle ore 11:13
    Per Emanuele: Se l'abitazione è poco utilizzata ora e lo sarà anche in futuro, direi che un buon impianto tradizionale può essere una giusta soluzione, se accompagnata da una revisione della tenuta degli infissi e da un buon isolamento di tutto l'involucro, per evitare dispersioni e ponti termici.
    Credo comunque che questo sia già stato preventivato nella ristrutturazione.
    Consideri anche il clima del posto!
    rispondi al commento
  • Arch.pierri
    Giovedì 28 Febbraio 2013, alle ore 13:00
    Per Gabriella Rettura: Se parliamo di pavimento radiante, già sostituendo gli infissi si avranno vantaggi enormi.
    Poi, dipende molto dal clima della zona, dal tipo di costruzione e dallo stato dei muri.
    Si potrebbe, eventualmente, prendere in considerazione anche una pannellatura isolante interna, anche solo sulle pareti più esposte a sbalzi termici importanti.
    L'importante è la posa dell'impianto, i materiali impiegati e gli strati interposti.
    rispondi al commento
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