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La ristrutturazione di un immobile è un intervento da affrontare periodicamente non solo per rinnovare e rendere più accogliente la propria casa, ma anche per bloccare il deterioramento della struttura ed effettuare le necessarie riparazioni, inevitabili col trascorrere degli anni.
Ma, a parte l’indispensabile manutenzione da affrontare di tanto in tanto, rinnovare la propria dimora può voler dire anche cambiare l’arredamento per renderla più moderna, o acquistare nuovi elettrodomestici per sostituire quelli obsoleti.
Nella pratica, però, possono sorgere difficoltà economiche che obbligano ad affrontare determinati lavori e a rimandare quelli più onerosi, magari più importanti, a data da destinarsi.
O peggio, sempre per motivi finanziari, si finisce per scegliere materiali meno pregiati e resistenti per realizzare i lavori, che non risulteranno quindi duraturi.
Ristrutturare la propria casa, mantenendola sempre accogliente e in efficienza, vuol dire investire il proprio denaro affinchè l’immobile abbia sempre valore nel tempo, preservando così il capitale investito inizialmente.
Ma affrontare i costi della mano d'opera e delle spese per l'acquisto di materiali non deve pesare eccessivamente sul budget familiare e costringere a rinunciare, ad esempio, alle sospirate vacanze o a qualche spesa extra già preventivata.
Agevolazioni fiscali
Per rimettere in moto l’economia ed invogliare le famiglie italiane ad affrontare lavori edilizi, già da diversi anni la normativa prevede degli sconti fiscali.
Sono stati infatti prorogati i termini per accedere alle detrazioni IRPEF del 36% per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente e del 55% per interventi che comportano un miglioramento dell’efficienza energetica del fabbricato.
In tempi più recenti sono stati introdotti ulteriori bonus fiscali per incentivare l’acquisto di mobili, elettrodomestici e personal computer.
Ma, naturalmente, se in questo momento la situazione economica è difficile e non si dispone subito di un capitale da investire, il rischio è quello di non poter sfruttare neanche le agevolazioni fiscali.
Richiedere un finanziamento
Piuttosto che rimandare il progetto, una buona soluzione potrebbe essere quella di chiedere un prestito, in modo da permettersi di ripagare la ristrutturazione totale o parziale della casa con una piccola rata mensile.
Oggi sono disponibili molte forme di finanziamento. Al limite è possibile richiedere un prestito anche direttamente da casa, stando seduti comodamente davanti al computer, compilando un form on line senza impegno.
Così in pochi giorni sarà possibile ricevere l'intera somma per la ristrutturazione della casa, direttamente sul proprio conto corrente o con assegno inviato con assicurata.
Solo fino a qualche anno fa, gli italiani erano alquanto scettici riguardo le ipotesi di finanziamento, ma oggi questo comportamento è cambiato, sia per necessità, sia per una nuova forma mentis, rispetto alle figure tradizionali dei vecchi risparmiatori.
Sono sempre più, infatti, le categorie di persone, giovani, coppie, professionisti, dipendenti, che ricorrono ad un finanziamento, sia per esigenze di liquidità, che per realizzare più velocemente i propri sogni.
Come ottenere un finanziamento
Innanzitutto occorre sapere che, prima di erogare un prestito, la società di finanziamento può richiedere un preventivo dei lavori da realizzare o dei beni da acquistare e, pertanto, è opportuno fornirsi di tale documento.
Ogni società che eroga finanziamenti si riserva di valutare ed accettare le richieste pervenute. Uno dei fattori che incidono maggiormente sul giudizio è costituito dal livello di reddito del richiedente, e alla sua proporzione rispetto alla rata da rimborsare.
Un altro fattore che viene tenuto in considerazione è, naturalmente, l’affidabilità creditizia del richiedente.
Scegliere il finanziamento
Il contratto di prestito deve contenere una serie di elementi obbligatoriamente previsti per legge. Oltre a riportare il tasso d’interesse applicato, gli oneri praticati in caso di mora, l’ammontare del finanziamento erogato e il numero, l’importo e le scadenze delle rate, bisogna fare attenzione a questi elementi:
- il tasso annuo effettivo globale (TAEG);
- il dettaglio delle condizioni analitiche secondo cui il TAEG può essere eventualmente modificato;
- l’importo e la causale degli oneri che sono esclusi dal calcolo del TAEG;
- le eventuali garanzie richieste;
- le eventuali coperture assicurative richieste e non incluse nel calcolo del TAEG.
La legge stabilisce che è sempre possibile estinguere il finanziamento prima della scadenza del contratto. In tal caso bisognerà effettuare il rimborso del capitale residuo maggiorato di una penale che non deve superare l’1%.
Al momento di scegliere tra più proposte di finanziamento è bene valutare non solo l’importo della singola rata, ma l’ammontare complessivo delle spese.
Infatti le voci di spesa sono numerose, e tra esse figurano importo erogato, interessi, oneri accessori, eventuali spese iniziali, costi assicurativi, e non è molto semplice effettuare un calcolo.
Gli elementi fondamentali da valutare sono TAN e TAEG.
Il TAN (Tasso annuo Nominale), rappresenta l’interesse da corrispondere alla società finanziatrice, da sommare alla quota di capitale iniziale, per calcolare la data di rimborso.
Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) esprime, in termini percentuali, il costo complessivo del finanziamento, che comprende, quindi, tutte le spese accessorie, come i costi di istruttoria o eventuali oneri assicurativi. La legge però non prevede l’obbligatorietà di includere tutte le spese nel TAEG, per cui è discrezionale, ad esempio, che ne vengano escluse quelle assicurative.
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