Decreto Terremoto: le norme sulla casa

News di Normative
Convertito in legge il decreto per la ricostruzione dei territori distrutti dal terremoto del Centro Italia. Vediamo le principali norme che riguardano le case.
13 Gennaio 2017 ore 16:54

Decreto Terremoto


terremotoIl Decreto Legge n. 189 del 2016 sul Terremoto del Centro Italia è stato convertito nella Legge n. 229 del 15 dicembre 2016 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 294 del 17 dicembre 2016).

Esso è in vigore dal giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (la n. 244 del 18 ottobre 2016).

La legge di conversione abroga l'altro decreto sul terremoto, il D.L. n. 205 del 11 novembre 2016, pur mantenendo validi gli atti ed i provvedimenti adottati sulla base di quel decreto e facendone salvi gli effetti e i rapporti giuridici.

Segnaliamo che il testo ha subito una modifica nella numerazione ad opera del comunicato del 22 ottobre 2016.

Le previsioni normative sono molteplici e riguardano sia gli immobili pubblici che quelli privati.

Inoltre, esse non si riferiscono tutte direttamente alla ricostruzione: una parte rilevante riguarda provvedimenti volti a facilitare in generale la ripresa della vita e del sistema economico e produttivo dei luoghi colpiti.

Noi restringeremo il campo di lettura, come sempre, considerando (e comunque in estrema sintesi, data la corposità del testo normativo: alcune disposizioni non saranno nemmeno accennate) solo le norme che riguardano le abitazioni, rimandando alla lettura integrale dei testi e, per l’applicazione concreta delle norme, alla consulenza di professionisti esperti.


Ambito territoriale


Chiarito che l'obbiettivo è quello di «disciplinare gli interventi per la riparazione, la ricostruzione, l'assistenza alla popolazione e la ripresa economica», il decreto specifica l'ambito territoriale delle norme: trattasi dei territori colpiti dai terremoti che si sono verificati dal 24 agosto 2016; territori inclusi nei comuni indicati dagli allegati 1 (terremoto del 24 agosto) e 2 (terremoto del 26 e del 30 ottobre) e situati nelle regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria.

Precisa subito la norma che per i comuni di Teramo, Rieti, Ascoli Piceno, Macerata, Fabriano e Spoleto alcune disposizioni (riguardanti, ad esempio, la «proroga e sospensione di termini in materia di adempimenti e versamenti tributari e contributivi», nonché la «sospensione di termini amministrativi») si applicano ai singoli soggetti danneggiati che «dichiarino l'inagibilità» dell'immobile («fabbricato, casa di abitazione, studio professionale o azienda») con dichiarazione sostitutiva ex D.P.R. 445/2000 da inviare all'Agenzia delle entrate e all'INPS.

Dichiarazione inagibilità post terremoto
La norma aggiunge poi che possono avvalersi delle misure anche gli immobili posti in altri comuni delle regioni suindicate (diversi, cioè, da quelli indicati negli allegati): in tal caso gli interessati devono farne richiesta e dimostrare il nesso di causalità tra gli eventi sismici e i danni tramite perizia asseverata.


Commissario straordinario e uffici speciali per la ricostruzione e fondo



L'attuazione degli interventi previsti dal decreto è affidata al Commissario straordinario (incaricato con il Decreto del Presidente della Repubblica del 9 settembre 2016); la gestione straordinaria dura fino al 31 dicembre 2018.

Fondo di ricostruzione post terremotoI Presidenti delle Regioni interessate agiscono in qualità di vice commissari in coordinamento con il Commissario straordinario, il quale può delegare loro le funzioni conferitegli dal Decreto (all'uopo è costituita una «cabina di coordinamento», presieduta dal Commissario).

Per ogni Regione è poi costituito un comitato istituzionale, composto dal Presidente della Regione, in qualità di vice commissario, dai Presidenti delle Province interessate e dai Sindaci dei Comuni di cui agli allegati 1 e 2.

Il Commissario straordinario deve assicurare «una ricostruzione unitaria e omogenea nel territorio colpito dal sisma, e a tal fine programma l'uso delle risorse finanziarie e approva le ordinanze e le direttive necessarie per la progettazione ed esecuzione degli interventi, nonchè per la determinazione dei contributi spettanti ai beneficiari sulla base di indicatori del danno, della vulnerabilità e di costi parametrici».

Ogni regione deve poi istituire degli «uffici speciali per la ricostruzione».


Fondo per la ricostruzione



Il decreto istituisce un fondo per la ricostruzione al quale, «per l'attuazione degli interventi di prima necessità» è data la somma iniziale di 200 milioni di euro per il 2016.

finanziamentoAl Commissario è intestata una contabilità speciale, per la gestione delle varie risorse economiche, sulla quale confluiscono, tra l'altro, anche le donazioni effettuate dai privati per la ricostruzione e la ripresa dei territori colpiti.

Specifiche contabilità speciali sono anche intestate ai Presidenti delle Regioni in qualità di vice commissari e finalizzate alla gestione delle risorse trasferite dal Commissario straordinario.


Strutture provvisorie di prima emergenza


Al fine di fornire una pronta risposta alle esigenze abitative dei territori sfollati, il decreto prevede «nelle more della fornitura delle diverse soluzioni abitative» l'individuazione di aree pubbliche e private da destinare all'installazione di container.

Ciò, per «un'adeguata sistemazione alloggiativa delle popolazioni, in un contesto comprensivo di strutture a supporto che garantiscano il regolare svolgimento della vita della comunità locale, assicurando anche il presidio di sicurezza del territorio».

Il decreto contiene anche le indicazioni sulle procedure che gli enti devono seguire per l'approvvigionamento dei container e in generale per la fornitura dei vari servizi.


Misure per la ricostruzione: la ricostruzione privata


Il Commissario straordinario deve individuare «i contenuti del processo di ricostruzione», distinguendo tra interventi immediati su edifici residenziali e produttivi con danni lievi; interventi su immobili ad usi abitativi e produttivi danneggiati o distrutti con danni gravi, e interventi di «ricostruzione integrata» su «centri e nuclei storici o urbani gravemente danneggiati o distrutti».

Il Commissario deve poi, tra l'altro, «definire criteri di indirizzo per la pianificazione, la progettazione e la realizzazione degli interventi di ricostruzione con adeguamento sismico degli edifici distrutti e di ripristino con miglioramento sismico degli edifici danneggiati, in modo da rendere compatibili gli interventi strutturali con la tutela degli aspetti architettonici, storici e ambientali, anche mediante specifiche indicazioni dirette ad assicurare una architettura ecosostenibile e l'efficientamento energetico»; egli deve definire, inoltre, i criteri con cui le Regioni devono individuare (entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore delle disposizioni commissariali), «i centri e nuclei di particolare interesse, o parti di essi, che risultano maggiormente colpiti e nei quali gli interventi sono attuati attraverso strumenti urbanistici attuativi»; inoltre, il Commissario deve individuare i parametri per stabilire il costo degli interventi ed i costi parametrici.

Ricostruzione post sisma
Queste le tipologie di interventi e danni (sempre riferendoci agli edifici ad uso abitativo) per cui possono essere erogati i contributi fino al 100%:

«a) riparazione, ripristino o ricostruzione degli immobili di edilizia abitativa e ad uso produttivo e per servizi pubblici e privati, e delle infrastrutture, dotazioni territoriali e attrezzature pubbliche distrutti o danneggiati, in relazione al danno effettivamente subito;...

e) danni agli edifici privati di interesse storico-artistico;

f) oneri sostenuti dai soggetti che abitano in locali sgomberati dalle competenti autorità, per l'autonoma sistemazione, per traslochi, depositi, e per l'allestimento di alloggi temporanei;...

h) interventi sociali e socio-sanitari, attivati da soggetti pubblici, nella fase dell'emergenza, per le persone impossibilitate a ritornare al proprio domicilio» (v. art. 5).

Per tutti i detti casi, tranne che nel caso della lett. f), i contributi sono erogati con le modalità del finanziamento agevolato sulla base degli stati di avanzamento dei lavori.


Finanziamento


Per tale erogazione i soggetti autorizzati all'esercizio del credito ed operanti nei territori interessati possono contrarre finanziamenti secondo contratti tipo stabiliti mediante convenzione stipulata con l'ABI (Associazione Bancaria Italiana), assistiti dalla garanzia dello Stato (ex D.L. n. 269/2003, art. 5, co. 7, lett.) a), secondo periodo) (le garanzie dello Stato verranno concesse con Decreti del Ministro dell'economia e delle finanze da emanare entro 30 giorni dall'entrata in vigore del decreto).

Danni causati dal terremoto
Secondo il detto decreto (art.5, co.5) «In relazione all'accesso ai finanziamenti agevolati, in capo al beneficiario del finanziamento matura un credito di imposta, fruibile esclusivamente in compensazione, in misura pari, per ciascuna scadenza di rimborso, all'importo ottenuto sommando alla sorte capitale gli interessi dovuti, nonche' le spese strettamente necessarie alla gestione dei medesimi finanziamenti».

L'Agenzia delle entrate, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, stabilirà le modalità per la fruizione del credito di imposta; il detto credito sarà revocato in caso di risoluzione del contratto di finanziamento agevolato.

I soggetti che erogheranno il finanziamento agevolato dovranno comunicare all'Agenzia delle entrate gli elenchi dei beneficiari (nonchè altri dati relativi al finanziamento).

I finanziamenti agevolati potranno durare massimo venticinque anni e potranno coprire anche spese già anticipate dai beneficiari, anche con ricorso al credito bancario.

Finanziamento post terremoto
I contratti di finanziamento dovranno prevedere la risoluzione per i casi di mancato (anche parziale) impiego del finanziamento, o di suo utilizzo anche parziale per finalità diverse.

In tutti i casi di risoluzione del contratto di finanziamento il finanziatore chiederà al beneficiario la restituzione del capitale, degli interessi e di ogni altro onere dovuto.

In caso di mancato tempestivo pagamento spontaneo, il finanziatore comunicherà al Commissario straordinario, per la successiva iscrizione a ruolo, i dati del debitore e l'ammontare dovuto, fermo restando il recupero da parte del finanziatore «delle somme erogate e dei relativi interessi nonché delle spese strettamente necessarie alla gestione dei finanziamenti», non rimborsati dal beneficiario, mediante compensazione (ex art. 17, D. Lgs. n. 241/1997).

Il Commissario straordinario dovrà individuare i criteri e le modalità attuative delle dette previsioni.

Si segnala che la Legge di Bilancio per il 2017 (L. n. 232/2016, art. 1, co. 362) ha autorizzato, per gli «interventi per la riparazione, la ricostruzione, l'assistenza alla popolazione e la ripresa economica nei territori interessati dagli eventi sismici del 24 agosto 2016» la «spesa di 100 milioni di euro per l'anno 2017 e 200 milioni di euro annui dall'anno 2018 all'anno 2047, per la concessione del credito d'imposta maturato in relazione all'accesso ai finanziamenti agevolati, di durata venticinquennale, per la ricostruzione privata di cui all'articolo 5 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189».


Beneficiari


I contributi sono rilasciati, su domanda, ai seguenti beneficiari (considerando sempre solo gli immobili destinati ad uso abitativo): deve trattarsi di proprietari, usufruttuari o titolari di diritti reali di garanzia che si sostituiscano ai proprietari delle unità immobiliari danneggiate o distrutte dal sisma e classificate con esito B (temporaneamente inagibile), C (parzialmente inagibile) o E (inagibile) (ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 5 maggio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 113 del 17 maggio 2011).

Deve inoltre trattarsi di immobili che al 24 agosto (per i comuni colpiti dal sisma del 24 agosto e indicati nell'allegato:

danno da terremoto1) o al 26 ottobre (per quelli colpiti dal sisma del 26 ottobre e indicati nell'allegato;

2) risultavano adibiti ad abitazione principale, ovvero concessi in locazione (con contratto registrato), comodato o assegnati a soci di cooperative a proprietà indivisa, e adibite a residenza del conduttore, del comodatario o dell'assegnatario.

Oppure, deve trattarsi di proprietari, usufruttuari o titolari di diritti reali di garanzia o familiari che si sostituiscano ai proprietari per gli immobili distrutti danneggiati e classificati con esito B, C o E in casi diversi dai suindicati.

Oppure, ancora, di proprietari, o usufruttuari o titolari di diritti reali di garanzia che «si sostituiscano ai proprietari, e per essi al soggetto mandatario dagli stessi incaricato, delle strutture e delle parti comuni» (v. art. 6) degli edifici danneggiati o distrutti dal sisma e classificati con esito B, C o E, nei quali, alla data del sisma era presente un'unità immobiliare come quelle sopra descritte.


Interventi di riparazione e ricostruzione


I contributi sono finalizzati, per quanto qui interessa, a «riparare, ripristinare o ricostruire gli immobili di edilizia privata ad uso abitativo»; negli interventi di riparazione e ripristino il miglioramento o l'adeguamento sismico devono apportare «il massimo livello di sicurezza compatibile in termini tecnico-economici con la tipologia dell'immobile, asseverata da un tecnico abilitato».

Ricostruzione post terremoto
Negli interventi di riparazione e ripristino degli immobili soggetti alla tutela del codice dei beni culturali e del paesaggio il miglioramento sismico deve raggiungere invece «il massimo livello di sicurezza compatibile con le concomitanti esigenze di tutela e conservazione dell'identità culturale del bene stesso».


Interventi di immediata esecuzione



terremoto e casaPer alcuni immobili sono ammessi interventi di immediata esecuzione: si tratta di immobili con danni danni lievi non classificati come agibili oppure classificati come non utilizzabili (secondo procedure disciplinate da ordinanza della protezione civile) e per i quali sono necessari solo interventi di immediata riparazione; in tali casi gli interessati devono presentare il progetto, l'asseverazione di un professionista abilitato circa il nesso tra gli eventi sismici e i danni all'immobile, nonchè la quantificazione del danno, e poi possono immediatamente procedere al ripristino dell'immobile.

Successivi provvedimenti dovranno specificare le disposizioni operative per l'attuazione dei detti interventi.


Beni mobili


Per i beni mobili distrutti o danneggiati gravemente e per i beni mobili registrati può essere riconosciuto un contributo.

Per i mobili non registrati può essere riconosciuto solo un contributo forfettario.


Immobili collabenti, fatiscenti ovvero inagibili


I contributi sono esclusi per quegli immobili che al momento del sisma non potevano essere abitati (oppure utilizzati a fini produttivi), in quanto collabenti, fatiscenti o inagibili.

In tali casi può essere concesso solo un contributo limitato alla demolizione dell'immobile, alla rimozione dei materiali e alla pulizia della zona.


Centri storici e centri e nuclei urbani e rurali


Entro 150 giorni dall'individuazione, da parte della regione, dei centri e nuclei interessati, gli uffici speciali per la ricostruzione devono curare la pianificazione urbanistica connessa alla ricostruzione, per programmare gli interventi (di ricostruzione con adeguamento sismico o ripristino con miglioramento sismico) relativi agli edifici pubblici e di uso pubblico, alle opere di urbanizzazione secondaria, all'edilizia residenziale pubblica e privata, degli edifici residenziali e degli immobili usati per le attività prodittuve, al ripristino e realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria.

Terremoto: gli interventi di costruzione
I comuni «sulla base della rilevazione dei danni prodotti ... e delle caratteristiche tipologiche, architettoniche e paesaggistiche del tessuto edilizio,» possono anche «individuare gli aggregati edilizi da recuperare attraverso interventi unitari».

A tal fine, i proprietari si devono costituire in consorzio obbligatorio, altrimenti, decorsi trenta giorni dall'invito rivolto dall'ufficio speciale per la ricostruzione, i comuni si sostituiranno ai proprietari nell'esecuzione degli interventi.


Procedura per ottenere i contributi


Esclusi i casi di interventi di immediata esecuzione (v. art. 12 e 8, co.4), i beneficiari suindicati devono presentare istanza all'Ufficio speciale per la ricostruzione, insieme alla richiesta del titolo abilitativo previsto per l'intervento progettato.

verifica terremotoAlla domanda, oltre alla documentazione prevista per il titolo edilizio, devono essere allegati:
- la scheda AeDes (Agibilità e Danno nell'Emergenza Sismica);
- una relazione tecnica asseverata firmata da un professionista abilitato, indicante il nesso di causalità;
- il progetto degli interventi con il computo metrico e l'indicazione dei costi e del contributo richiesto;
- l'indicazione dell'impresa affidataria (con l'allegazione della documentazione attestante la selezione e l'attestazione dell'iscrizione dell'impresa nell'elenco dell'elenco «Anagrafe antimafia degli esecutori», elenco creato dallo stesso decreto).

Il comune, verificata la «compatibilità» dell'intervento progettato alle norme urbanistiche, rilascia il titolo abilitativo.

L'ufficio speciale, verificata la spettanza del contributo, invia al vice commissario la proposta di concessione.

Il vice commissario o un suo delegato emette il decreto di concessione del contributo.

Il decreto prevede dei controlli periodici a campione dei beneficiari e l'annullamento o la revoca della concessione con la richiesta di restituzione della somma eventualmente indebitamente percepita.

Successivi provvedimenti dovranno stabilire le modalità e i termini per la presentazione delle domande e per l'istruttoria delle pratiche ed eventuali ulteriori documenti ed informazioni.


Edifici già colpiti da precedenti terremoti


Terremoto ItaliaCon riferimento agli immobili danneggiati dai recenti terremoti, ma già colpiti da precedenti terremoti, il decreto distingue tra il terremoto che ha colpito la Regione Abbruzzo nel 2009 e quello che ha colpito negli anni 1997 e 1998.

Nel primo caso (terremoto del 2009) il decreto, distinguendo tra i casi di contributi già concessi e quelli di contributi non ancora concessi, rimanda ad una successiva regolamentazione del Commissario straordinario, per la definizione delle specifiche norme per la richiesta del contributo.

Quanto al terremoto del 1997-1998, nei casi non ancora finanziati, il decreto stabilisce che vanno seguite le norme ivi indicate.


Conferenza permanente e Commissioni paritetiche


Il decreto istituisce la «Conferenza permanente», organo presieduto dal Commissario straordinario o da suo delegato e composto da un rappresentanti del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, della Regione, dell'Ente Parco e del comune. Vengono inoltre istituite presso ogni regione, delle commissioni paritetiche.

Sono poi previste svariate norme con riferimento specifico alla gestione dei beni culturali.


Rifiuti



rifiuti da terremotoCome noto, una delle problematiche, sin dai primi momenti, attiene alla rimozione dei rifiuti causati dai crolli degli immobili.

Il decreto fa salve le disposizioni contenute nelle ordinanze emanate sin da agosto dal Capo del Dipartimento della protezione civile (n. 389 del 28.08.16, n. 391 del 01.09.16, n. 394 del 19.09.16 e i successivi provvedimenti adottati ai sensi delle dette disposizioni).

Il decreto prevede inoltre una serie di norme speciali per la gestione dei detti rifiuti.


Legalità e trasparenza


Viene istituita una struttura per il contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nelle operazioni di ricostruzione pubblica e privata finanziate ai sensi del decreto.

Viene inoltre istituito un elenco (denominato «Anagrafe antimafia degli esecutori») delle imprese che operano negli interventi finanziati).


Nei contratti tra privati è obbligatoria la clausola di di tracciabilità finanziaria e quella di dare comunicazione alla struttura di cui sopra dell'inottemperanza al detto obbligo da parte di subappaltatori o subaffidatari.

Sono inoltre previste norme per il subappalto tra privati.

Gli amministratori di condominio e i rappresentanti legali dei consorzi obbligatori assumeranno la qualifica di incaricato di pubblico servizio ai fini dell'esecuzione delle prestazioni professionali svolte ai sensi dei provvedimenti che saranno emessi per la riparazione o la ricostruzione.


Alloggi per la locazione


Fatte salve le disposizioni già emanate dall'ordinanza n. 394 del 19 settembre 2016 circa l'assistenza alle popolazioni in forma transitoria (v. art.4), il decreto in esame prevede la possibilità per i vicecomissari di reperimento di ulteriori alloggi da destinare a chi è sgomberato da edifici qualificati come non agibili.

Successive disposizioni dovranno prevedere i criteri per l'assegnazione e le modalità per l'uso provvisorio anche gratuito degli alloggi.

La durata dei contratti di locazione può essere concordata tra le parti anche per periodi inferiori a quelli di legge (v. L. n. 431/1998).


Proroga e sospensione di termini


Segnaliamo inoltre che il decreto n. 189 prevede alcune sospensioni di termini fino al 31 dicembre 2016.

Dette sospensioni si aggiungono a quelle già previste in materia tributaria dal decreto del Ministro dell'economia e delle finanze dell' 1 settembre 2016, per il quale, tra l'altro, il termine di sospensione ivi previsto del 16 dicembre 2016 è prorogato al 30 settembre 2017.

terremoto, utenze, telefonia. assicurazioni, canone raiLe sospensioni del D.L. n.189 sono relative ad esempio a: «d) l'esecuzione dei provvedimenti di rilascio per finita locazione degli immobili pubblici e privati, adibiti ad uso abitativo ovvero ad uso diverso da quello abitativo; e) il pagamento dei canoni di concessione e locazione relativi a immobili distrutti o dichiarati non agibili, di proprietà dello Stato e degli enti pubblici, ovvero adibiti ad uffici statali o pubblici;.. g) il pagamento delle rate dei mutui e dei finanziamenti di qualsiasi genere...»

Per i settori dell'energia elettrica, dell'acqua e del gas, delle assicurazioni, della telefonia e della radiotelevisione pubblica la competente autorità di regolazione deve sospendere, per non più di sei mesi dal sisma, i termini di pagamento delle fatture emesse o da emettere nello stesso periodo, anche con riferimento ai clienti forniti sul mercato libero, sempre per le utenze situate nei Comuni di cui agli allegati 1 e 2 del decreto.

La stessa autorità deve anche prevedere le modalità di rateizzazione delle dette fatture nonché agevolazioni, anche di natura tariffaria, a favore delle utenze.Il successivo decreto «milleproroghe» (D.L. n.244 del 30 dicembre 2016, art. 14) ha spostato in avanti alcune delle dette scadenze e cioè, per quanto più strettamente qui interessa: di ulteriori sei mesi il termine previsto per i settori dell'energia elettrica, dell'acqua e del gas, delle assicurazioni, della telefonia e della radiotelevisione pubblica limitatatamente a coloro che dichiarino l'inagibilità dell'immobile (v. art.48, co.2, D.L. n. 189); fino al 31.12.2017 il termine per il pagamento di rate di mutui e finanziamenti (v. art. 48, co.1, lett. g, D.L. n. 189) «...per i soggetti privati per i mutui relativi alla prima casa di abitazione, inagibile o distrutta».

Il decreto poi qualifica gli eventi sismici in questione come «causa di forza maggiore» ai sensi dell'articolo 1218 del codice civile (con riferimento all'impossibilità di eseguire la prestazione per causa non imputabile), anche ai fini dell'applicazione della normativa bancaria e delle segnalazioni delle banche alla Centrale dei rischi.

Inoltre, viene previsto che i redditi dei fabbricati posti nelle zone colpite, distrutti o oggetto di ordinanze sindacali di sgombero, perchè inagibili totalmente o parzialmente, non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini dell'imposta sul reddito delle persone sino alla definitiva ricostruzione e agibilità dei fabbricati medesimi e comunque fino all'anno di imposta 2017.

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