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Certificato conformità impianti

News di Normative
Vediamo che cos'è il certificato o dichiarazione di conformità di un impianto, chi è tenuto a rilasciarlo e in quali casi tale documentazione è obbligatoria.
Certificato conformità impianti
Arch. Carmen Granata

Che cos’è il certificato di conformità impianti?


impianto elettricoLa dichiarazione di conformità di un impianto è il documento, rilasciato dal tecnico installatore dello stesso, con il quale si attesta la sua conformità alle norme vigenti e alle specifiche tecniche richieste.

Questo documento venne istituito per la prima volta con la legge n. 46 del 1990, ormai sostituita dal Decreto Ministeriale n. 37 del 22 gennaio 2008, nato con l’intento di riordinare in un unico provvedimento legislativo le norme vigenti relative alla sicurezza degli impianti.
Lo scopo è stato anche quello di garantire la sicurezza e l’incolumità pubblica, scongiurando soprattutto gli incidenti domestici dovuti al cattivo funzionamento degli impianti.

L’impresa installatrice è tenuta alla consegna del certificato di conformità, al termine dei lavori di installazione di un impianto di qualsiasi tipo o del suo integrale rifacimento.

Per gli impianti realizzati prima dell’entrata in vigore della legge, o per i casi nei quali non sia possibile reperire la dichiarazione di conformità, invece, il decreto 37/08 ha introdotto la cosiddetta Dichiarazione di Rispondenza, che deve essere redatta a cura di uno dei soggetti previsti dall'art. 7 comma 6 del DM 37/08.

La dichiarazione di conformità è obbligatoria per tutti i tipi di immobili, quindi anche per le civili abitazioni, e per tutti i tipi di impianti, come:

-    impianti elettrici;
-    impianti di protezione dalle scariche atmosferiche;
-    impianti di automazione di porte e cancelli;
-    impianti radiotelevisivi;
-    impianti di riscaldamento, condizionamento e climatizzazione;
-    impianti idro – sanitari;
-    impianti gas;
-    impianti di sollevamento (ascensori, montacarichi, scale mobili e simili);
-    impianti di protezione antincendio.


Contenuti del certificato di conformità impianti


Il certificato viene redatto sulla base di un modello pubblicato in allegato al D. M. 37/08.
Il modello è stato poi modificato con la pubblicazione del Decreto 19 maggio 2010 Modifica degli allegati al decreto 22 gennaio 2008, n. 37, concernente il regolamento in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici.

impianto idricoPer la Dichiarazione di rispondenza, invece, non esiste un modulo standard, ma nella pratica l’installatore dovrà redigere una sorta di relazione tecnica nella quale si attesti l’esecuzione dell’impianto alla regola dell’arte.

La dichiarazione di conformità di un impianto deve contenere una serie di dati obbligatori, così come da modello approvato dal Ministero del Lavoro, come il tipo di impianto, i dati del responsabile tecnico dell’impresa, del committente e del proprietario dell’immobile, i dati relativi all’ubicazione dell’impianto, i materiali impiegati e la rispondenza alle norme vigenti.

Il certificato deve contenere una serie di allegati, la cui assenza ne determina la nullità, che sono:
- il progetto dell’impianto, obbligatorio solo per immobili con determinate caratteristiche dimensionali;
-    lo schema di impianto (laddove non c’è il progetto);
-    la relazione tipologica (o elenco dei materiali);
-    il certificato di iscrizione alla Camera di Commercio della ditta.

La Dichiarazione di conformità deve essere redatta in diverse copie, che vanno consegnate all’utilizzatore dell’impianto e al committente, due delle copie vanno firmate dal committente per ricevuta, e una di esse deve essere presentata dall’installatore allo Sportello Unico dell’Edilizia del comune in cui è ubicato l’impianto.


Per quali usi è richiesto il certificato di conformità impianti?


E’ importante che l’impresa rilasci al committente il certificato di conformità degli impianti perché, oltre ad attestare la corretta esecuzione degli stessi, il suo utilizzo è obbligatorio per diversi adempimenti burocratici, come la richiesta del certificato di agibilità di un immobile.

Altri adempimenti per il quali può essere richiesto il certificato sono la richiesta di nulla osta sanitario per le attività commerciali e quella di Certificato Prevenzione Incendi.

In ogni caso ricordiamo che per il mancato rilascio del certificato da parte dell’impresa, sono previste sanzioni amministrative che vanno da 1.000 a 10.000 euro.

rogitoLa dichiarazione di conformità, inoltre, deve essere allegata all’atto di rogito in caso di vendita di un immobile o trasferimento a qualsiasi titolo.
Tuttavia, secondo le interpretazioni correnti della legge la mancata allegazione del documento nell’atto di rogito non ne determina la nullità.
In pratica l’allegazione del documento non è obbligatoria ma nel caso in cui esso non sia presente, ciò deve essere indicato nell’atto e l’acquirente dovrà impegnarsi a sue spese far adeguare l’impianto alle norme. Per questo motivo potrà richiedere al venditore uno sconto sul prezzo di acquisto.

La stessa documentazione prevista in caso di trasferimento dell’immobile, deve essere consegnata anche in caso di locazione, comodato o qualunque altro genere di utilizzo, anche se la legge consente di derogare a questo obbligo, su accordo di entrambe le parti.

Articolo: Certificato conformità impianti
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  • Lucacrotti
    Giovedì 9 Ottobre 2014, alle ore 21:08
    Buonasera. Avrei un quesito che mi sta facendo impazzire ormai da tempo..:Dovrei far eseguire ed installare un impianto elettrico, per un locale commerciale, all'estero.Siccome ho una ditta (italiana) di fiducia al quale commissionerei il lavoro, vorrei capire se la certificazione all'estero fatta da una ditta, appunto Italiana, è valida per tutto il territorio UE oppure bisogna affidarsi a ditte del posto?
    rispondi al commento
  • Toskij
    Mercoledì 8 Ottobre 2014, alle ore 18:14
    Buonasera. 2 anni fa ho acquistato un app. nuovo in un condominio costruito 5 anni fa. Dopo avere installato la cucina, ho chiamato un idraulico per il semplice collegamento tra rubinetto gas a muro e fornelli. Finito e pagato il lavoro, l'idraulico non voleva consegnarmi la certificazione (il famoso modello I/40 di corretta esecuzione dell'impianto e il modello di autocertificazione installatore) se non dietro ulteriore pagamento. Era dovuto?
    rispondi al commento
    • Arch.granata Toskij
      Giovedì 9 Ottobre 2014, alle ore 09:45
      Per il solo allaccio all'impianto gas non occorre. In ogni caso, quando esso è previsto, non sono dovuti all'installatore costi aggiuntivi.
      rispondi al commento
  • Eiknie
    Lunedì 11 Agosto 2014, alle ore 12:11
    Buongiorno il mio caso è un po' complicato.Sono proprietario di una casa provvista di impianto elettrico fatto nel 2006 e certificato nello stesso anno.Recentemente ho completato l'impianto con l'installazione di un locale caldaia(con relativi collegamenti elettrici e termostati).Ora devo richiedere il certificato di agibilità e non so se basta la conformità della parte nuova presentando eventualmente entrambi i certificati.Grazie
    rispondi al commento
  • Annareccia
    Martedì 10 Giugno 2014, alle ore 00:15
    Buona sera volevo un informazione devo aprire una scuola di danza e vorrei sapere quali sono i lavori che spettano a me inquilino e quali spettano al proprietario? Poi il locale e privo di impianto elettrico e privo di certificazione elettrica a chi tocca fare questi lavori?
    rispondi al commento
    • Arch.granata Annareccia
      Martedì 10 Giugno 2014, alle ore 10:54
      Le consiglio la lettura di questo articolo: http://www.lavorincasa.it/ripartizione-spese-tra-inquilino-e-proprietario/
      rispondi al commento
  • V.racioppi84@gmail.com
    Mercoledì 5 Marzo 2014, alle ore 22:22
    Salve, devo svolgere lavori di ristrutturazione dell'appartamento con comunicazione CILA, ma ho un'impresa che svolge lavori di muratura ed una certificata per lavori di impianti elettrici e idraulici. In tal caso è necessario nominare un coordinatore della sicurezza anche per entità di lavori così bassa?
    rispondi al commento
    • Arch.granata V.racioppi84@gmail.com
      Giovedì 6 Marzo 2014, alle ore 09:38
      Sì.
      rispondi al commento
      • V.racioppi84@gmail.com Arch.granata
        Giovedì 6 Marzo 2014, alle ore 11:53
        E se una delle due ditte (ad esempio il muratore) svolge lavori come lavoratore autonomo, anche in questo caso è obbligatorio il coordinatore della sicurezza?Grazie!
        rispondi al commento
        • Arch.granata V.racioppi84@gmail.com
          Giovedì 6 Marzo 2014, alle ore 12:18
          Non è che una delle due ditte PUO' svolgere il lavoro come lavoratore autonomo.... ma deve esserlo come soggetto fiscale. Se ci sono un'impresa e più lavoratori autonomi, non è necessario il coordinamento.
          rispondi al commento
  • Annaclic
    Martedì 4 Marzo 2014, alle ore 15:09
    Buongiorno, il mio amministratore chiede a tutti i condomini, senza darne motivazione, di fornire i certificati sulla sicurezza degli impianti elettrici, a gas e altro... Volevo sapere se siamo effettivamente tenuti a fornirli, e cosa si intende per la voce "altro". Inoltre, a chi eventualmente è il caso di rivolgersi? Ad un tecnico elettricista e di impianti a gas, o anche ad altri professionisti? Vi ringrazio molto. Anna
    rispondi al commento
    • Arch.granata Annaclic
      Mercoledì 5 Marzo 2014, alle ore 09:44
      La motivazione è che i condomini sono tenuti a fornire le certificazioni per l'anagrafe condominiale prevista dalla riforma del condominio. Se le certificazioni non ci sono è necessario rivolgersi ad un tecnico o un professionista abilitato che rilascino una dichiarazione di rispondenza.
      rispondi al commento
      • Annaclic Arch.granata
        Mercoledì 5 Marzo 2014, alle ore 10:52
        La ringrazio per la pronta risposta. Un'ultima delucidazione: è sufficiente richiedere ad un tecnico/professionista abilitato una "dichiarazione di rispondenza", o è necessario fare il certificato di conformità degli impianto elettrico e gas, come da ex legge 46/90? grazie ancora
        rispondi al commento
        • Arch.granata Annaclic
          Mercoledì 5 Marzo 2014, alle ore 10:56
          Se l'impianto è già esistente e non ha certificato di conformità, parliamo di "rispondenza". Ovviamente devono esserci le condizioni, cioè l'impianto deve essere rispondente alle norme. Altrimenti sarà necessario intervenire per renderlo tale.
          rispondi al commento
  • V.racioppi84@gmail.com
    Lunedì 10 Febbraio 2014, alle ore 12:54
    Salve, devo ristrutturare il mio appartamento con il rifacimento dell'impianto elettrico, idrico e gas. In merito a ciò, Le chiedo se i progetti degli impianti vanno allegati alla CILA e quindi comunicati al comune prima dell'inizio dei lavori, o vanno consegnati insieme alla certificazione di conformità alla fine dei lavori? Inoltre, sia i progetti che le certificazioni vengono redatti dal tecnico d'impresa che provvede a depositarli? Grazie
    rispondi al commento
    • Arch.granata V.racioppi84@gmail.com
      Lunedì 10 Febbraio 2014, alle ore 12:57
      I progetti degli impianti sono obbligatori solo per limiti dimensionali che di solito sono superiori alle comuni abitazioni. Il certificato di conformità, invece, è sempre obbligatorio e va redatto e depositato dalla ditta installatrice.
      rispondi al commento
  • Kikkats
    Martedì 21 Gennaio 2014, alle ore 08:56
    Buongiorno, sto ristrutturando casa ed ho affidato l'incarico ad un'impresa di costruzione che ha assegnato in subappalto il rifacimento di tutti gli impianti (gas, elettrico, termico) ad una ditta iscritta alla cciaa unicamente per lavori generici di muratura. Di fronte alle mie preplessità mi hanno risposto che sarà l'appaltatore a certificare gli impianti e che quindi non mi devo preoccupare in merito a chi ha fatto i lavori. Sarà vero?Grazie
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Giovedì 2 Gennaio 2014, alle ore 10:28
    Non è corretto.
    Le certificazioni sono obbligatorie, quindi il prezzo non può che essere compreso nelle opere preventivate.
    rispondi al commento
  • Ing.granato
    Lunedì 23 Dicembre 2013, alle ore 17:47
    Deve far certificare l'impianto così com'è da una ditta o un professionista (abilitati), le spese dovrebbero essere del costruttore venditore.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Martedì 17 Dicembre 2013, alle ore 11:55
    Sì.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Lunedì 16 Dicembre 2013, alle ore 11:35
    Più che certificare, lei è obbligato a mettere a norma gli impianti.
    Non essendoci traccia delle certificazioni, nulla ci dice che questi impianti lo siano e quindi deve provvedere.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Martedì 10 Dicembre 2013, alle ore 11:36
    No.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Martedì 10 Dicembre 2013, alle ore 09:54
    Può chiederne copia al Comune o alla Camera di commercio.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Venerdì 6 Dicembre 2013, alle ore 09:41
    E' manutenzione ordinaria.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Giovedì 5 Dicembre 2013, alle ore 12:08
    Fino a quando non vengono fatte modifiche, ovviamente.
    A meno che l'impianto subisca danni o manomissioni non a lui imputabili.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Mercoledì 27 Novembre 2013, alle ore 10:00
    Sì.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Martedì 19 Novembre 2013, alle ore 09:57
    La ditta installatrice.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Giovedì 14 Novembre 2013, alle ore 12:20
    Sì, perchè a maggior ragione se gli impianti sono molto vecchi, devono essere messi a norma per questioni di sicurezza.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Martedì 12 Novembre 2013, alle ore 13:00
    La dichiarazione di rispondenza deve essere redatta da un ingegnere dopo sopralluogo e verifica.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Martedì 12 Novembre 2013, alle ore 10:47
    Il Pos è un onere a carico dell'impresa, non del cliente.
    La Di.Co., essendo obbligatoria, deve essere compresa nel prezzo stabilito per l'impianto.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Lunedì 11 Novembre 2013, alle ore 09:41
    Sì.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Mercoledì 6 Novembre 2013, alle ore 12:37
    L'autocertificazione è stata introdotta proprio per evitare la necessità di autenticare le firme.
    Per essere valida, però, deve essere allegata fotocopia di un documento in corso di validità.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Lunedì 4 Novembre 2013, alle ore 10:17
    Il certificato di conformità non è un'autocertificazione, ma un'attestazione rilasciata dall'installatore.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Lunedì 4 Novembre 2013, alle ore 10:12
    Sì.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Lunedì 4 Novembre 2013, alle ore 10:02
    La Di.Co. non ha scadenza.
    Resta valida fino a che non vengono fatte modifiche all'impianto.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Mercoledì 30 Ottobre 2013, alle ore 11:41
    Si può richiedere alla ditta installatrice dell'impianto, all'ente erogatore dell'energia o al Comune in cui è ubicato l'immobile.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Giovedì 24 Ottobre 2013, alle ore 10:16
    Il venditore è tenuto a venderle un immobile con un impianto a norma.
    Quindi se per far questo occorrerà fare interventi e riparazioni, questo sarà tutto a carico suo.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Mercoledì 23 Ottobre 2013, alle ore 10:01
    Certo che non è valida: è necessaria la dichiarazione di rispondenza dell'impianto alle norme attuali firmata da un tecnico abilitato.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Martedì 22 Ottobre 2013, alle ore 12:09
    Sì, la ditta è tenuta a farlo.
    Consiglio di verificare prima di affidare i lavori se le ditte sono abilitate.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Lunedì 21 Ottobre 2013, alle ore 11:39
    No, non mi risulta.
    La dichiarazione di conformità resta valida fino a quando non vengono realizzate modifiche all'impianto.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Lunedì 21 Ottobre 2013, alle ore 09:35
    Lei può progettare, ma per quanto riguarda l'installazione dovrebbe essere una ditta iscritta al registro delle imprese.
    Con la sua qualifica, lei potrebbe ricoprire il ruolo, oltre che di titolare, anche di responsabile tecnico, e quindi certificare.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Mercoledì 16 Ottobre 2013, alle ore 12:13
    Ovviamente no, il proprietario deve rilasciarle la certificazione.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Lunedì 14 Ottobre 2013, alle ore 11:42
    Entrambi.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Giovedì 10 Ottobre 2013, alle ore 10:20
    L'autocertificazione può essere fatta per attestare "qualifica professionale posseduta, titolo di specializzazione, di abilitazione, di formazione, di aggiornamento e di qualificazione tecnica", quindi direi che in questo caso va bene.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Venerdì 4 Ottobre 2013, alle ore 09:36
    No, l'impianto deve essere realizzato da una ditta abilitatata, che possa rilasciare la certificazione.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Lunedì 30 Settembre 2013, alle ore 09:57
    Se non è stata fatta alcuna modifica dal 1962, è probabile che non sia rispondente alla normativa attuale.
    Quindi dovrà farlo controllare da un ingegnere che ne attesti la conformità o che indichi gli interventi da effettuare per renderlo a norma.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Martedì 24 Settembre 2013, alle ore 14:27
    Deve conservarlo fin quando l'impianto non sarà soggetto a modifiche.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Martedì 17 Settembre 2013, alle ore 11:34
    Per Giuseppe: se l'installatore sostiene che è sufficiente sostituire le prese per adeguare l'impianto, deve poi fornirle il certificato di conformità, cioè la dichiarazione che l'impianto è a norma.
    rispondi al commento
  • Ing.granato
    Mercoledì 11 Settembre 2013, alle ore 12:16
    Per Brunella: si la valvola generale, distinta da quelle in prossimità degli apparecchi, ed a monte dell'impianto è necessaria e avrebbero dovuto chiederle anche la presa pressione se non c'è.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Martedì 10 Settembre 2013, alle ore 09:52
    Per Dario S.: stante l'obbligatorietà degli allegati, la certificazione non è sufficiente.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Mercoledì 4 Settembre 2013, alle ore 11:45
    Per Max: mi spiego meglio: premesso che i "problemi di sicurezza" ci sono sempre, la normativa prevede che gli adempimenti come notifica preliminare, psc, ecc., siano obbligatori in caso di presenza, anche non contemporanea, di almeno 2 imprese.
    Se all'impresa principale si affiancano uno o più lavoratori autonomi, l'obbligo non sussiste.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Martedì 3 Settembre 2013, alle ore 09:29
    Per Max: se l'artigiano è una ditta individuale senza dipendenti no, ma se è un'impresa, è necessaria la notifica preliminare, perchè ci sarà la presenza in cantiere di 2 imprese.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Mercoledì 28 Agosto 2013, alle ore 09:34
    Per Graziano Bini: tutti quelli relativi agli impianti.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Giovedì 22 Agosto 2013, alle ore 19:29
    Per Max: il certificato di conformità è sempre obbligatorio.
    Una ditta che non ha eseguito i lavori non può certificare che siano stati realizzati a regola d'arte.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Giovedì 25 Luglio 2013, alle ore 10:33
    Per Brigitta: certo, infatti la copia al comune e alla camera di commercio va presentata dalla ditta installatrice.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Venerdì 19 Luglio 2013, alle ore 10:43
    Per Davide: deve far eseguire le necessarie opere di adeguamento dell'impianto alle norme attuali.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Martedì 2 Luglio 2013, alle ore 11:51
    Per Daniela: i certificati deve averli sicuramente il conduttore, in caso contrario gli impianti vanno messi a norma.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Lunedì 1 Luglio 2013, alle ore 10:10
    Per Architetto Jacopo Grignani: come lei ben sa oggi esistono molti strumenti per effettuare indagini non invasive, per cui non penso sia necessario "spaccare tutto" per verificare se un impianto è stato realizzato a norma.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Lunedì 1 Luglio 2013, alle ore 10:05
    Per Emiliano: in Comune, dove dovrebbe essere depositata una copia, o direttamente alla ditta che ha realizzato l'impianto.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Giovedì 27 Giugno 2013, alle ore 10:03
    Per Elio: no, può rivolgersi a qualsiasi installatore.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Mercoledì 26 Giugno 2013, alle ore 09:39
    Per Giuseppe: sì, è necessario.
    Se si rivolge ad impiantisti per la messa a norma, saranno loro a fornire i certificati.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Martedì 25 Giugno 2013, alle ore 11:38
    Per Anna: la certificazione di conformità deve eseguirla l'installatore.
    Lui conoscerà la normativa da citare.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Martedì 25 Giugno 2013, alle ore 10:44
    Per Alessandra Salvoni: deve consegnargliela il proprietario.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Mercoledì 12 Giugno 2013, alle ore 11:27
    Per Mauro: il certificato di conformità deve essere rilasciato dalla ditta che installa il contatore, ed è un documento obbligatorio, quindi non costituisce un'ulteriore spesa rispetto all'installazione.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Martedì 11 Giugno 2013, alle ore 10:51
    Per Anna: no, la relazione è un allegato obbligatorio del certificato, perchè l'installatore deve attestare che i materiali usati siano rispondenti alle norme.
    Del resto anche se la macchina l'avesse acquistata non "ce l'avrebbe messa lui".
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Venerdì 7 Giugno 2013, alle ore 12:00
    Per Giuseppe: no, il progetto degli impianti è obbligatorio solo per le utenze di potenza superiore a 6kW o per gli appartamenti di superficie superiore a 400 mq.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Venerdì 7 Giugno 2013, alle ore 10:06
    Per Giuseppe: la ditta installatrice deve rilasciarle un certificato di conformità su ciascun impianto su cui è intervenuta.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Mercoledì 29 Maggio 2013, alle ore 10:01
    Per Daniela: sì, dovrà mettere a norma gli impianti a sue spese.
    Non necessariamente rifarli completamente, ma sicuramente provvedere alle opere necessarie.
    Le consiglio anche di incaricare un architetto per richiedere il certificato di agibilità.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Lunedì 27 Maggio 2013, alle ore 10:48
    Per Marco C.: per l'anagrafe del condominio, se lei è in possesso del certificato di agibilità dell'immobile, può allegare copia di quello, oppure richiedere copia dei certificati di conformità al comune, come ha pensato.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Giovedì 23 Maggio 2013, alle ore 10:30
    Per Marco: piuttosto che intimargli di "effettuare la dichiarazione di rispondenza", sarebbe più corretto chiedere di "effettuare sopralluogo" per riscontrare l'eventuale rispondenza dell'impianto perchè, come le ho spiegato, potrebbe non esserlo più.
    Al massimo può chiedergli anche di effettuare gli eventuali lavori di messa a norma che si rendessero necessari, a sue spese.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Mercoledì 22 Maggio 2013, alle ore 10:21
    Per Sonia: certo, può fare l'autocertificazione e, visto che il certificato di agibilità reca tale dicitura, può anche allegarne copia.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Martedì 21 Maggio 2013, alle ore 11:41
    Per Marco: mi spiego meglio: già nel 2007 l'elettricista doveva rilasciare una certificazione di conformità, ma, poichè nel frattempo le norme sono un po' cambiate, tale certificazione non può essere rilasciata ad oggi, anche perchè col tempo l'impianto potrebbe essere stato soggetto a usura, manomissioni, ecc., e non essere più a norma.
    Quindi, lei può solo richiedere allo stesso installatore o anche ad altra ditta un sopralluogo per verificare la rispondenza dell'impianto, con relativa spesa.
    Detto questo, può poi rivalersi nei confronti della ditta che all'epoca non ha ottemperato al suo obbligo.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Giovedì 16 Maggio 2013, alle ore 10:58
    Per Ana: no, non è assolutamente giusto.
    E' il proprietario che deve provvedere alla conformità dell'impianto.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Martedì 14 Maggio 2013, alle ore 09:58
    Per Silvia: oltre a rilasciarne copia al committente, l'installatore è tenuto a depositare i certificati anche presso il comune, entro 30 giorni dalla fine dei lavori.
    Dubito che se, in questo caso, l'installatore non ha ottemperato ai suoi obblighi nei confronti del committente, lo abbia fatto per il Comune.
    Può provare comunque a fare una ricerca.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Giovedì 2 Maggio 2013, alle ore 11:18
    Per Salvatore Russo: se non sono mai stati rifatti gli impianti, direi che sarebbe il caso di procedere all'intervento, perchè difficilmente un impianto del 1909 potrà essere conforme alla normativa attuale.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Martedì 16 Aprile 2013, alle ore 19:46
    Per Rita: al momento in cui ha affidato l'incarico era opportuno verificare la serietà della ditta, vedendo se era iscritta alla Camera di Commercio. Ora, se vuole affidarsi ad un tecnico che le certifichi la rispondenza degli impianti, non solo dovrà pagare a parte questi documenti, ma anche le eventuali opere necessarie a rendere gli impianti a regola d'arte, se non lo sono.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Martedì 16 Aprile 2013, alle ore 11:25
    Per Stefania: gen.le collega, poco c'entrano i corsi per la sicurezza nei luoghi di lavoro con la conformità degli impianti!
    Il certificato di conformità, che attesta la sua realizzazione in maniera conforme alle norme, deve essere rilasciato dall'installatore. Un tecnico esterno può al massimo redigere una Dichiarazione di rispondenza.
    Tra l'altro non sono neanche sicura che possa farlo un architetto, perchè ci sono sentenze contrastanti in merito, anche se recentemente mi sembra ci sia stato un parere positivo.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Martedì 9 Aprile 2013, alle ore 10:13
    Per Marco: l'obbligo ricorre a partire dal 2008, quindi non può "imporglielo". Se però l'impianto è stato realizzato in maniera conforme, può richiedergli una Dichiarazione di rispondenza, da pagare a parte.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Giovedì 4 Aprile 2013, alle ore 10:01
    Per Ugo Milesi: se l'impianto è stato realizzato prima del 1991, non può esserci certificato di conformità.
    La ditta può rilasciarle la dichiarazione di rispondenza, se l'impianto è conforme alle norme attuali, ma se non lo è, l'impianto deve essere adeguato.
    Tutto questo ha un costo e non può essere fatto a titolo gratuito.
    rispondi al commento
  • Fabiove
    Lunedì 11 Marzo 2013, alle ore 22:06
    La ditta del gas mi chiede dopo 3 anni un certificato di conformità, a seguito della prova dell'impianto dopo la posa del contatore (ma non me l'ha mai chiesto di farla fare!) e l'idraulico dice che per farlo devo pagare.
    Ma non è gratis?
    Io ho già inviato il certificato avuto col rogito, ma mi dicono non basti.
    Può spiegarmi come agire? Grazie
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Lunedì 11 Marzo 2013, alle ore 09:55
    Per Alessia Pello: può chiedere una qualunque di queste cose tenendo conto che, nell'ultima ipotesi, dovrà essere lei a mettere a norma l'impianto, accollandosi le spese necessarie.
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Mercoledì 27 Febbraio 2013, alle ore 09:54
    Per Maurizio Pozza: al locatore.
    rispondi al commento
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