Guida al bonus mobili

News di Normative
La circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 17/E, ha espresso chiarimenti sulla trasferibilità del bonus mobili agli eredi, per lavori effettuati dal de cuius.
Bonus mobili
Arch. Carmen Granata

Bonus mobili: in arrivo novità


Il premier Matteo Renzi, intervenendo alla giornata inaugurale della 54esima edizione del Salone Internazionale del Mobile di Milano, ha annunciato che il Governo è pronto a riconfermare il bonus mobili anche per il 2016 e, se necessario, anche a estenderlo.

In particolare, il presidente del Consiglio ha lasciato trapelare qualche indiscrezione relativa ad agevolazioni indirizzate specificamente alle giovani coppie.

In ogni caso se ne riparlerà a fine anno, in fase di stesura della prossima Legge di Stabilità, quella per il 2016.
Nel frattempo ricordiamo nel dettaglio in cosa consiste il bonus mobili, chi può usufruirne e quali sono le procedure da seguire per ottenerlo.


Legge n.90 del 3/8/2013: introduzione del Bonus Mobili


Il decreto legge n. 63 del 4 giugno 2013, con la successiva conversione in legge n. 90 del 3 agosto 2013, che ha prorogato per la prima volta le detrazioni del 50% per ristrutturazioni di immobili residenziali, ha introdotto anche il Bonus Mobili, un'importante novità relativa all'acquisto di mobili da utilizzare per l'arredo degli immobili oggetto di tali ristrutturazioni.

Bonus Mobili: acquisto mobiliIn aggiunta al tetto di spesa detraibile per gli interventi edilizi, pari a 96.000 euro, è stato introdotto un ulteriore tetto di 10.000 euro detraibili in 10 rate annuali di pari importo, da spendere per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici.

Tali mobili, come detto, devono essere acquistati esclusivamente per l'arredo degli immobili in ristrutturazione e quindi non tutti possono richiedere il bonus, ma solo coloro che hanno chiesto o intendono richiedere la detrazione 50% per lavori edili.

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Si tratta, in sostanza, di una detrazione simile a quella introdotta qualche anno prima, pari però solo al 20% della spesa effettuata.
Tuttavia il Decreto Legge 5/2009, convertito in legge 33/2009, pur avendo un'aliquota inferiore, estendeva il beneficio non solo all'acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica A+, ma anche a televisori e personal computer, in questo caso invece non compresi.

La Legge di Stabilità per il 2016 ha prorogato le detrazioni fiscali, tra cui anche quelle per i mobili, di un altro anno, fino al 31 dicembre 2016.


Chi può beneficiare del bonus mobili?


Beneficiari del bonus possono essere quindi tutti coloro che abbiano acquistato arredi, nell'ambito di una ristrutturazione edilizia, a partire dal 6 giugno 2013.
Infatti, poiché i provvedimenti legislativi non sono retroattivi, il bonus non può essere valido per acquisti effettuati prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto, quindi prima di tale data.

Le spese per gli interventi edilizi devono essere state sostenute a partire dal 26 giugno 2012.
I mobili devono essere acquistati dopo l'inizio dei lavori; i pagamenti, invece, possono anche essere precedenti a quelli per gli interventi edilizi.
Non è indicata una scadenza per l'acquisto dei mobili dopo il termine dei lavori.

La circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 17/E del 24 aprile 2015, ha espresso un chiarimento in merito alla trasferibilità agli eredi di questo diritto nei trasferimenti di immobili a causa di morte.

Infatti, la legge istitutiva della detrazione per gli interventi di recupero edilizio stabilisce che, in caso di decesso, il diritto a usufruire della detrazione si trasferisce agli eredi che detengono gli immobili, per questo alcuni contribuenti avevano ritenuto che si potesse estendere anche il beneficio relativo all’acquisto di mobili ed elettrodomestici.

L’Agenzia ha invece precisato che ciò non è possibile, in quanto rispetto al bonus del 50% si tratta di una detrazione da questa autonoma, con proprie norme sul limite di spesa e sulla ripartizione in dieci rate della detrazione stessa, che non prevedono il trasferimento della detrazione (affermazione a mio avviso discutibile).


Limiti di spesa per il bonus mobili


Lunga e travagliata, dal punto di vista normativo, è stata la definizione del limite di spesa per il bonus mobili, che ha vissuto varie vicissitudini.

Come detto, la spesa massima detraibile è di 10.000 euro.
La Legge di Stabilità per il 2014, nel prorogare il bonus fino al 31 dicembre 2014, aveva stabilito che però la spesa detraibile per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici non poteva superare quella per la ristrutturazione.

Confusione normativa per bonus mobiliA eliminare questo vincolo aveva provveduto il cosiddetto decreto Salva Roma (DL 151/2013), successivamente decaduto, non essendo stato convertito in legge entro i 60 giorni previsti.

Si pensava che questa norma fosse confluita nel successivo decreto 16/2004, il Salva Roma Ter (Disposizioni urgenti in materia di finanza locale, nonché misure volte a garantire la funzionalità dei servizi svolti nelle istituzioni scolastiche); tuttavia, dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 54 del 6 marzo, si è appreso che ciò non è avvenuto!
Pertanto erano tornati in auge i limiti di spesa imposti dalla Legge di Stabilità.

Il Governo ha tentato di rimediare a questo pasticcio approfittando del varo del decreto legge sul Piano casa, approvato il 12 marzo 2014.

La prima versione del decreto sull'emergenza casa prevedeva l'eliminazione del vincolo di spesa, ma il testo non ha completato il suo iter, per mancanza delle coperture finanziarie necessarie.
Quindi, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DL 47/2014, non era più possibile chiedere la detrazione massima, se la spesa per ristrutturazione era stata inferiore a 10.000 euro.
Se, ad esempio, per ristrutturare si spendevano 6.000 euro, si potevano detrarre solo 6.000 euro per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici.

Con il via libera definitivo alla Camera del decreto Casa sull'emergenza abitativa, il limite di spesa è stato ancora una volta abolito, grazie all'approvazione di uno specifico emendamento.

Per cui, allo stato attuale, non esiste alcun limite di spesa per il bonus mobili, legato all'importo speso per i lavori.


A quali interventi è legato il bonus mobili?


Come detto il bonus può essere richiesto solo da chi ha in corso lavori di ristrutturazione. Ma a quali lavori è legato?

Anche in questo caso si è generata un po' di confusione, poiché la detrazione 50% è legata anche ad alcuni interventi, come la sostituzione di un tubo del gas o l'apposizione di un corrimano a una ringhiera, che non sono di manutenzione straordinaria, ma l'Agenzia delle Entrate considera ugualmente agevolabili.

Gli stessi interventi non sono però legati al bonus mobili, come la stessa Agenzia ha chiarito con la miniguida Bonus mobili ed elettrodomestici, dove sono elencati così gli interventi ammessi:
- manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia (su singole unità immobiliari residenziali e su parti comuni di edifici residenziali);
- manutenzione ordinaria su parti comuni di edifici residenziali;
- ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza;
- lavori di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro sei mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l'immobile.


È possibile chiedere il bonus mobili per aver installato un impianto d'allarme?


impianto d'allarmeMa veniamo adesso alla questione impianto d'allarme. Molti utenti ci hanno chiesto se è possibile usufruire del bonus mobili avendo richiesto la detrazione 50% per l'installazione di un impianto d'allarme, di videosorveglianza, ecc..

Ho già spiegato nei commenti come la penso a riguardo ma, per maggiore precisione ho deciso di contattare direttamente l'Agenzia delle Entrate.

Il quesito da me posto è stato il seguente:
In base all'articolo 3 del Testo Unico dell'Edilizia, l'installazione di un impianto d'allarme o di qualunque impianto ex novo, dovrebbe essere manutenzione straordinaria, se non ristrutturazione edilizia. Perché l'AdE la considera manutenzione ordinaria, non concedendo la possibilità ai contribuenti di chiedere il bonus mobili per tale intervento?

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Questa è stata la risposta dell'Agenzia delle Entrate:
Gentile Redazione, l'art. 16 del decreto 63/2013 riconosce il bonus mobili ai contribuenti che fruiscono della detrazione per la ristrutturazione edilizia prevista dall'art. 16 bis, comma 1, del T.U. 917/1986.
Qui vi rientrano tutti gli interventi per i quali si può godere dell'agevolazione del 50% (a regime sarà 36 %) (...). Invece, la circolare n. 29 del 2013, interpretando in misura restrittiva la norma, collega più specificatamente la detrazione mobili solo ad alcuni interventi, e più specificamente a quelli indicati alle lettere a), b), c) e d) dell'art. 3 del DPR n. 380 del 2001 (…).
Nella circolare, quindi, come presupposto per il riconoscimento del bonus mobili, non vengono richiamati gli interventi relativi all'adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (lettera f dell'art 16 bis del T.U. 917/1986).
Secondo la circolare, quindi, per tali spese è possibile fruire della detrazione del 50% ma non del bonus mobili.
Vista l'incertezza, se lo ritiene opportuno, per avere un orientamento più certo potrà proporre interpello alla Direzione Regionale di competenza (…).


Sinceramente non ritengo tale risposta soddisfacente.
L'Agenzia si è soffermata sull'impianto d'allarme valutandolo solo sotto l'aspetto di intervento relativo all'adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi, alla stregua dell'installazione di un'inferriata o di una porta blindata.

Non lo ha invece valutato sotto l'aspetto impiantistico, considerando che il mio quesito era più generico, tanto che parlava anche di qualunque impianto ex novo, intendendo estendere l'eventuale risposta anche ad altri interventi citati dagli utenti, come l'installazione di un condizionatore a pompa di calore.

Insomma, a questo punto penso che gli utenti interessati, per avere una risposta definitiva, possano soltanto presentare un'istanza di interpello.

Con la circolare 10/E/2014 l'Agenzia delle Entrate ha poi chiarito che è possibile richiedere il bonus mobili per l'installazione di un antifurto, se per l'intervento sono stati necessari lavori edili.
Quindi, ad esempio, per l'installazione di quegli impianti d'allarme wi fi che non richiedono opere murarie, non sarà possibile accedere al bonus.


Per quali mobili è possibile richiedere il bonus?


Non c'è alcuna distinzione merceologica relativa al tipo di mobili il cui acquisto è incentivabile, a differenza di quanto si era pensato in un primo tempo dopo l'approvazione del decreto legge.

Infatti, si era parlato inizialmente solo di arredi fissi, come cucine in muratura e armadi a muro, mentre l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che sono agevolabili, oltre le cucine di tutti i tipi, anche letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché materassi e apparecchi di illuminazione, purché nuovi.
Restano esclusi tende, tendaggi e complementi d'arredo.

Sono agevolabili non solo i mobili di produzione industriale, ma anche quelli realizzati su misura da artigiani.

I mobili in questione non devono essere necessariamente legati all'intervento effettuato.
Ad esempio, se si ristruttura il bagno, si può detrarre anche l'acquisto della nuova cucina, se si realizza un nuovo tramezzo nell'ingresso si potrà detrarre anche l'acquisto di mobili per arredare il soggiorno, e così via.

Se invece si usufruisce della detrazione 50% per lavori su parti comuni di edifici condominiali è possibile fruire del bonus mobili solo per l'acquisto di beni finalizzati all'arredo di tali parti comuni, come guardiole, appartamento del portiere, sala adibita a riunioni condominiali, lavatoi, ecc..
Sono agevolabili anche le spese per il trasporto e il montaggio.


Bonus esteso anche agli elettrodomestici


A seguito di una serie di emendamenti approvati dalla Commissione Industria e Finanze del Senato, il bonus mobili è stato poi esteso anche agli elettrodomestici.

Tali emendamenti, arrivati come chiarimento alle richieste e ai dubbi formulati da molti contribuenti, estendono quindi il bonus ai grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni) per le apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica.
Pertanto, da tale definizione non appare il limite di riferimento a elettrodomestici a incasso e sembrano essere compresi anche quelli cosiddetti free standing o a libera installazione.

L'Agenzia delle Entrate ha chiarito, inoltre, che si può usufruire del bonus anche per quegli elettrodomestici per i quali non è previsto attualmente l'obbligo di etichetta energetica.


Come richiedere il bonus mobili?


Ricapitolando, il bonus è costituito da una detrazione Irpef del 50% su un tetto massimo di 10.000 euro, da ripartire, tra gli aventi diritto, in 10 rate annuali;dunque, si potrà godere di un risparmio fino a 5.000 euro.

Bonus MobiliIn analogia a quanto previsto dalla normativa per le ristrutturazioni, il bonus può essere richiesto per ogni singola unità immobiliare oggetto di intervento.
Quindi, un contribuente che effettui più interventi di ristrutturazione su diverse unità immobiliari, potrà usufruire per ciascuna di esse del tetto massimo di spesa di 10.000 euro.

Per richiedere la detrazione fiscale per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici, è necessario seguire la procedura già prevista per la detrazione 50%.

Non sarà necessario, quindi, inviare alcuna comunicazione preventiva al Centro Operativo di Pescara, ma basterà indicare gli estremi catastali dell'immobile in sede di dichiarazione dei redditi.

Fondamentale è poi conservare la documentazione fiscale relativa alle spese:
- copia delle fatture;
- copia dei bonifici o delle ricevute di pagamento.

Se gli interventi di ristrutturazione di cui è interessato l'immobile richiedono uno specifico titolo abilitativo, è necessario esserne in possesso; per gli interventi di attività edilizia libera è sufficiente un'autocertificazione.


Come effettuare i pagamenti per il bonus mobili


I bonifici devono essere correttamente eseguiti, indicando il codice fiscale di chi effettua la spesa, la partita Iva o il codice fiscale della ditta beneficiaria del pagamento e la stessa causale attualmente utilizzata per gli interventi di ristrutturazione.
Al bonifico effettuato verrà applicata dalle banche una ritenuta d'acconto dell'8% sulla somma spettante al beneficiario, con un aumento rispetto al 4% in vigore lo scorso anno.

Per l'acquisto di mobili o elettrodomestici è ammesso anche il pagamento con bancomat o carta di credito, per i quali farà fede la data in cui è avvenuta la transazione e non quella di addebito in conto corrente.
Non sono ammessi, invece, pagamenti con assegni o contanti.

Un caso particolare è quello in cui chi acquista i mobili si avvale di un finanziamento a rate.

Anche in questo caso è possibile usufruire del bonus mobili, purchè la società erogatrice del finanziamento effettui il pagamento dei mobili mediante un bonifico riportante tutti i dati richiesti dalla normativa, vale a dire:
- causale del versamento, con indicazione degli estremi della norma di riferimento (art.16 bis D.P.R. 917/1986);
- codice fiscale del soggetto per conto del quale è eseguito il pagamento;
- numero di partita IVA o codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

È possibile ottenere il bonus anche per mobili acquistati all'estero, purchè si rispettino tutti i requisiti richiesti.

Nel caso in cui il soggetto beneficiario del pagamento non residente in Italia abbia però un conto corrente in Italia, dovrà essere operata la ritenuta d'acconto prevista.

Se invece il soggetto beneficiario del pagamento non residente in Italia non dispone di un conto corrente italiano, bisognerà effettuare un bonifico internazionale in cui dovrà esserci, oltre al codice fiscale del richiedente e alla causale specifica, il codice identificativo analogo alla partita Iva previsto dal Paese estero in questione.


Aiuti per il bonus mobili


Tutta la questione delle detrazioni fiscali è materia spesso complessa e di difficile interpretazione, non solo per i contribuenti, ma spesso anche per gli stessi addetti ai lavori.
Fortunatamente, si possono trovare diversi aiuti anche in Rete.


Oltre alla miniguida sopra linkata, l'Agenzia delle Entrate ha provveduto a pubblicare sul proprio canale YouTube un video informativo che, in soli 4 minuti riassume gli aspetti più importanti del bonus mobili, e fa luce su come richiederli, quali scadenze rispettare, come effettuare i pagamenti e quali documenti conservare.

Invece, FederlegnoArredo, in collaborazione con Federmobili (negozi di mobili) e Angaisa (distributori idro-termosanitari) ha elaborato un vademecum operativo per semplificare a tutti l'utilizzo del Bonus Mobili.

Articolo: Bonus mobili
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Bonus mobili: Commenti e opinioni


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  • Fblepri
    Fblepri
    Martedì 1 Novembre 2016, alle ore 17:27
    Salve, volevo innanzitutto fare un saluto a tutta la comunità prima della mia domanda.Sto girando in lungo e in largo il web per capire in maniera inequivocabile quali siano gli interventi che dando diritto alla detrazione ristrutturazioni del 50% e anche del bonus mobili, NON richiedono uno specifico titolo abilitativo o permesso?Ringrazio tutti coloro che avranno la bontà di rispondere.
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Fblepri
      Giovedì 3 Novembre 2016, alle ore 09:39
      Tutti gli interventi ammessi alle detrazioni fiscali del 50% li trova elencati nella Guida dell'AdE, aggiornamento Marzo 2016, alle pagg. 26, 27, 28 e 29. Fatta eccezione per la demolizione o lo spostamento di tramezzi interni e tutto quello che ricade sui lavori esterni (nuovi vani finestre, portafinestre,infissi, modifiche alle facciate, colori, ecc.) dove è richiesta la presentazione di una Cila, tutto il resto rientra tra gli interventi di "edilizia libera". Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Raymond
    Raymond
    Mercoledì 19 Ottobre 2016, alle ore 12:40
    Avendo diritto al bonus ristrutturazione, se compro una cucina devo necessariamente richiedere elettrodomestici in classe A+ per avere bonus mobili?Il venditore dice che avendo bonus ristrutturazione non e' necessario che siano A+.Chiedo conferma a voi esperti.grazie
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Raymond
      Giovedì 20 Ottobre 2016, alle ore 09:30
      La legge prevede che gli elettrodomestici, acquistati con il bonus mobili, devono avere almeno la classe A+, salvo per i forni che hanno una differente classificazione, ma comunque non inferiore alla "A". Cordiali saluti.
      rispondi al commento
      • Raymond
        Raymond Pasquale
        Martedì 25 Ottobre 2016, alle ore 22:20
        Ma quindi se acquisto una cucina con elettrodomestici ad incasso devo indicare separatamente la voce degli elettrodomestici in fattura? Se tra questi elettrodomestici c'è un frigorifero in classe A, lo devo indicare separatamente?Porterò in detrazione tutti i mobili ad eccezione di quel frigorifero?Da quel che ho capito, molte cucine sono vendute "in blocco" ed il mobiliere non riesce a scorporare gli eldom. Come ci si comporta in questo caso?
        rispondi al commento
        • Pasquale
          Pasquale Raymond
          Mercoledì 26 Ottobre 2016, alle ore 11:08
          In fattura vanno elencati sia i mobili che gli elettrodomestici con la relativa classe energetica. Anche se viene venduto in blocco, al momento dell'emissione della fattura, nello spazio delle note, vanno indicati gli elettrodomestici con la classe inferiore ad A+ in modo da non portarli in detrazione. Meglio ancora se viene emessa una fattura a parte per quelli non fiscalmente detraibili. Cordiali saluti.
          rispondi al commento
  • Fiorenzo
    Fiorenzo
    Giovedì 13 Ottobre 2016, alle ore 14:47
    Ringraziandola per la risposta riguardo il rifacimento del marciapiede, le chiedo ancora un chiarimento.
    Il marciapiede non e' prospiciente a strada ma solo in area totalmente privata di casa bifamiliare protetta da recinzione su area perimetrale.
    Il fatto che il lavoro sia eseguito su entrambe le due proprieta' si possa considerare area condominiale?
    Quindi fiscalmente detraibile al 50%?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Fiorenzo
      Venerdì 14 Ottobre 2016, alle ore 22:42
      Sì, purché la la ditta esecutrice sia unica e che venga specificato nell'oggetto della fattura. I pagamenti devono avvenire con bonifici bancari appositi per ristrutturazione ed in modo separato. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Fiorenzo
    Fiorenzo
    Lunedì 10 Ottobre 2016, alle ore 20:58
    Gent. sig PASQUALE
    Vorrei chiederle se il completo rifacimento del marciapiede esterno intorno alla casa senza variazioni di misure in larghezza e la posa di nuove mattonelle,e sostituzione di qualche tubazione di scarico acque chiare che inevitabilmente si vengono a rompere durante la rimozione del vecchio sottofondosia considerato manutenzione straordinaria e ultimo se serva una autorizzazione particolare fatta da un professionista da presentare al comune.
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Fiorenzo
      Mercoledì 12 Ottobre 2016, alle ore 22:42
      Se il marciapiede è di proprietà condominiale le opere a farsi sono tutte detraibili. Se invece sono di carattere privato devono essere motivate, esempio: dalla sotituzione di vecchie tubazioni o la rifazione, anche parziale, della parte impiantistica sottostante. Un'altra valida motivazione è la creazione di uno scivolo per l'abbattimento delle barriere architettoniche. Riguardo alle autorizzazioni per le opere a farsi sono necessarie se sono prospicienti la strada, diversamente non occorre nulla. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Stefano
    Stefano
    Lunedì 10 Ottobre 2016, alle ore 12:36
    Sto effettuando lavori di ristrutturazione, vorrei chiederle se è possibile fare la chiusura lavori e dopo effettuare l'acquisto dei mobili e metterli in detrazione, se si quanto tempo si ha a disposizione?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Stefano
      Lunedì 10 Ottobre 2016, alle ore 15:45
      Sì, è possibile comunicare l'ultimazione dei lavori e, poi, procedere all'acquisto dei mobili. Sui tempi non vi sono limiti di legge, per la spesa del mobilio o elettrodomestici di classe A+, è solo un problema di copertura finanziaria da parte dello Stato. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Massimo
    Massimo
    Domenica 9 Ottobre 2016, alle ore 19:16
    Dovrei sostituire la vasca da bagno con una doccia.
    L'intervento prevede: rimozione e smaltimento vasca (incassata nel muro), posa piastrelle e installazione piatto e box doccia.
    L'intervento permette di ususfrire del bonus mobili?
    Se l'intervento viene effettuato entro fine anno, fino a quando è possibile acquistare un mobile per poterlo detrarre?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Massimo
      Lunedì 10 Ottobre 2016, alle ore 15:40
      La risposta è affermativa in quanto rientra tra gli interventi di manutenzione straordinaria. Per quanto riguarda la tempistica, la legge non ha introdotto alcun vincolo temporale nella consequenzialità tra l?esecuzione dei lavori e l?acquisto dei mobili. Rimane solo una questione di copertura economica da parte dello Stato. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Cristian
    Cristian
    Sabato 8 Ottobre 2016, alle ore 13:53
    Avrei bisogno di un chiarimento sulla compilazione del bonifico per il bonus mobili, in quanto l'Agenzia delle Entrate con circolare n.7/2016 dice che in caso di pagamento con bonifico bancario o postale non è più necessario utilizzare quello predisposto per le spese di ristrutturazione, quindi vorrei sapere come compilare un bonifico semplice ma dedicato all'acquisto mobili.
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Cristian
      Lunedì 10 Ottobre 2016, alle ore 15:00
      Oltre al beneficiario/i delle detrazioni fiscali, nella causale del binifico è utile fare riferimento alla norma e quindi inserire "bonus mobili legge n. 90/2013 e successive modifiche ed integrazioni". Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Francesco
    Francesco
    Lunedì 3 Ottobre 2016, alle ore 10:23
    Gradirei un chiarimento, prima di combinare danni.
    La scorsa primavera abbiamo sostituito la porta a battente della cucina con una a scomparsa.
    E' stato necessario allargare un po' l'apertura e costruire una controparete in cartongesso per contenere la cassa della nuova porta.
    La ditta che ha eseguito i lavori ha rilasciato fattura per la detrazione del 50% in quanto è stato fatto un modesto lavoro di demolizione parete.
    Volevo sapere se è sufficiente per rientrare anche nel bonus mobili.
    Non è stata fatta alcuna DIA o SCIA, la ditta mi ha spiegato che per questo tipo di lavoro non è necessario.
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Francesco
      Martedì 4 Ottobre 2016, alle ore 09:01
      Se la modifica apportata non comporta una variazione catastale per diversa distribuzione degli spazi interni, l'intervento eseguito non rientra tra quelli previsti di manutenzione straordinaria. Di conseguenza non Le dà diritto al bonus mobili. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Raymond
    Raymond
    Giovedì 22 Settembre 2016, alle ore 12:51
    Buongiorno, vorrei sostituire le piastrelle di casa e aggiungere una parete in cartongesso, senza fare altri interventi. Ho diritto alla detrazione del 50%? Devo farlo fare ad una impresa o posso farlo in economia?Avrei diritto anche al bonus mobili?Grazie
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Raymond
      Venerdì 23 Settembre 2016, alle ore 08:11
      Se la parete in cartongesso è in pianta stabile e comporta una variazione planimetrica catastale, ha facoltà di detrarre le spese sostenute nella misura del 50% e di accedere al bonus mobili. Diversamente non è possibile. Le consiglio almeno una fattura ed il pagamento con bonifico bancario per ristrutturazione, oltre all'autodichiarazione per futura memoria. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
      • Raymond
        Raymond Pasquale
        Venerdì 23 Settembre 2016, alle ore 10:08
        Grazie Pasquale, molto chiaro.Solo un ultimo chiarimento. Posso fare questi lavori in fai da te e poi richiedere variazione planimetrica catastale?
        rispondi al commento
        • Pasquale
          Pasquale Raymond
          Venerdì 23 Settembre 2016, alle ore 16:41
          Per il tipo di opera a farsi (non la complessità) è richiesta la Cila. Solitamente nel modulo di presentazione viene indicata anche il nominativo della ditta esecutrice, ma vista l'esigua consistenza e la natura degli interventi, è opportuno sindacare presso l'U.T.C. edilizia privata se è prevista una semplificazione della procedura. Cordiali saluti.
          rispondi al commento
          • Raymond
            Raymond Pasquale
            Lunedì 26 Settembre 2016, alle ore 15:36
            Pasquale,per i lavori di cui sopra, alla fine credo che procedero' con Cila, dichiarazione Asl e successiva variuazione planimetrica come consigliato. Una domanda: posso accedere al bonus mobili anche per i locali non intaccati da tali lavori? Per inciso, il muro in questione dividera' la zona giorno; posso portare in detrazione anche i mobili della camera da letto?Grazie ancora. Cordiali saluti
            rispondi al commento
            • Pasquale
              Pasquale Raymond
              Martedì 27 Settembre 2016, alle ore 08:00
              Sì, ha facoltà di beneficiare del bonus mobili, indipendentemente dalle stanze o zone della casa interessate ai lavori. L'importo masimo ammesso alla detrazione è il 50% di diecimila euro. Cordiali saluti.
              rispondi al commento
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Il bonus mobili nel 730/2015

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