Quando si ha l'obiettivo di vendere una casa bisogna fare in modo che essa sia il piu' possibile gradevole non tanto a se stessi, quanto a chi viene a vederla per la prima volta.
L’Home Staging è una strategia di marketing immobiliare che consiste nella messa in scena preparatoria di una casa destinata alla vendita allo scopo di renderla più appetibile ai potenziali acquirenti.
La tecnica è stata inventata dall’agente immobiliare Barbara Schwartz ed è finalizzata a dare all’immobile un look neutro e semplice, non troppo personalizzato, in modo che chi ne prenda visione non abbia l’impressione di vedere la casa di un altro, ma una casa che potrebbe diventare propria.
In Italia l’Associazione Italiana Home Stager è nata solo a gennaio di quest’anno, grazie all’iniziativa di alcuni esperti, come Amy Lentini, che ha visto ripetersi nel nostro Paese alcune condizioni che aveva già vissuto nel mercato americano, come il calo dei prezzi e i tempi prolungati per effettuare una vendita.
Il lavoro di un home stager si basa su alcune regole fondamentali, la prima delle quali consiste nel fare una lista di pregi e difetti della casa, in modo da migliorarne l’aspetto ed evitare che la prima cosa che salti agli occhi dei visitatori siano proprio i difetti.
Senza effettuare lavori di ristrutturazione è possibile cambiare l’aspetto dell’immobile, riparando i piccoli guasti, tinteggiando le pareti con colori chiari e sostituendo arredi, tipo lampadari, troppo carichi.
Molto importante è anche la pulizia, non solo quella legata all’igiene, ma anche quella visiva, legata alla presenza di oggetti troppo vecchi o ingombranti, di cui prima o poi bisognerà disfarsi e l’occasione di mostrare la casa ad altri può essere quella buona.
E’ il caso quindi di eliminare mobili troppo ingombranti, pensando alla prima impressione che la casa potrà avere su un estraneo: ciò che per il proprietario può essere un elemento importante, può risultare fastidioso per chi arriva da fuori. Allo stesso modo vanno eliminati foto di famiglia e oggetti troppo personali, sempre per dare al visitatore un’impressione più neutra.
Gli acquirenti cercano spesso una casa luminosa quindi, oltre al consiglio di mostrarla sempre di giorno, può essere utile posizionare i punti luce nei punti strategici.
Anche lo stile dell’arredamento non deve essere troppo marcato: uno stile troppo classico o troppo moderno deve essere addolcito in qualche modo.
Il lavoro di un home stager è molto simile a quello di un architetto, anche se non porta a stravolgimenti radicali.
Il consulente, infatti, effettua innanzitutto un sopralluogo, nel quale si rende conto del lavoro da fare e grazie al quale è in grado di stilare un preventivo. Successivamente elabora in formato grafico, anche con modellazioni 3D, le sue soluzioni da sottoporre al cliente. Il cliente può scegliere se tenere il book per mostrarlo ai possibili acquirenti o realizzare le soluzioni proposte.
Quella dell’home stager è una professione ancora semisconosciuta in Italia, ma che può essere molto interessante dal punto di vista delle opportunità lavorative. Basti pensare al fatto che in paesi come Stati Uniti, Australia e Canada è una delle poche professionalità che non ha risentito della crisi internazionale.
In Italia, invece, la vendita non è molto curata, e spesso ci si trova di fronte ad immobili sporchi, fatiscenti, pieni di cose inutili, senza tener conto che è proprio la prima impressione a formare la convinzione dell’acquirente.
arch. Carmen Granata