A chi non è mai capitato di dover verniciare ringhiere oppure balconate; o addirittura riprendere elementi in ferro, interni all’ abitazione, quali possono essere telai di porte e finestre; o almeno di
vedere, camminando, gli elementi di un fabbricato avere quel classico colore rosso-arancio?
Penso alla maggior parte di noi; ma probabilmente non tutti sanno che alcuni prodotti utilizzati, contro la ruggine del ferro soprattutto quello più esposto alle intemperie, oltre ad essere composti da resine chimiche che già possiedono, come proprietà, un elevato grado di tossicità, hanno un elevato contenuto di minio di piombo.
Il nome con il quale si presenta commercialmente sulle etichette questo elemento è minio di piombo, il nome chimico è ossido di piombo.
Tale elemento è prodotto industrialmente, ossidando il piombo per mezzo di una corrente d’aria, viene utilizzato molto spesso con elevate concentrazioni, associato con olio di lino cotto, per le sue qualità altamente protettive, nelle vernici antiruggine per il trattamento di strutture in ferro, esterno di serbatoi, tralicci ed impianti esposti a condizioni atmosferiche aggressive.
È costantemente utilizzato nonostante siano state dimostrate le sue caratteristiche altamente nocive ed inquinanti, nonché cancerogene, è risultato essere nocivo per inalazione ed ingestione, pericoloso per effetti cumulativi.
In natura è stata rilevata un’elevata pericolosità per gli ambienti acquatici in quanto i composti di piombo sono bio-accumulabili negli organismi viventi.
Importanti sono le informazioni tossicologiche relative al prodotto, le azioni tossiche sono esercitate sull’ , apparato digerente, sistema emopoietico, sistema nervoso, dove l’assorbimento di forti dosi può determinare paralisi dei nervi periferici apparato renale, apparato riproduttivo con la possibilità di provocare tumore alla prostata e sterilità.
In considerazione della pericolosità per la salute dell’uomo sono stati messi in commercio smalti antiruggine protettivi per il ferro, sempre a base di resine, non naturali, ma che non presentano nella loro composizione il minio di piombo.
L’efficacia di tali prodotti è sicuramente equiparabile ai tradizionali smalti, con il vantaggio, però, di essere molto meno tossici e nocivi per l’uomo e l’ambiente.
Uno di questi elemen
ti è il fosfato di zinco che a livello industriale è adoperato in ambito automobilistico per le alte caratteristiche di resistenza alla corrosione oltre che per rendere migliore l’adesione del successivo strato di vernice, al supporto trattato.
Alcuni prodotti quali Ferroxmar della Marroncolor, pittura antiruggine sintetica a base di resine alchidiche, fosfato di zinco e pigmenti anticorrosivi, oppure gli antiruggine dalla Lavernova, antiruggine sintetica al fosfato di zinco ed agenti anticorrosivi sintetici, presentano buone caratteristiche applicative, buon potere coprente e notevole azione protettiva sui supporti ferrosi.
Cosa però da dover tenere sempre presente è che anche questi prodotti nonostante il loro basso grado di tossicità possono procurare danni all’uomo e all’ambiente se non utilizzati correttamente seguendo i consigli e le restrizioni della casa produttrice.
arch. Attilio Schettino