Realizzato su coperture piane o su falde inclinate, il tetto verde porta molti vantaggi.
Infatti trasformando il tetto di casa in tetto-verde si aumenta l'inerzia termica, cioe' quella capacita' della struttura che in parole semplici rallenta il passaggio del calore. D'inverno contribuira' a contenere le dispersioni e d'estate aiutera' a limitare l'innalzamento di temperatura all'interno dell'abitazione, con conseguente riduzione delle spese di consumo energetico.
Il tetto verde ha molte altre qualità. Aumenta l’isolamento acustico, trattiene le acque meteoriche non sovraccaricando i sistemi di scolo, depura l’aria, migliora il microclima e protegge la copertura aumentandone la durata.
Per procedere coi lavori è però necessario effettuare alcune verifiche. Sarà opportuno controllare che la struttura sia in grado di sopportare un aumento di carichi ed in caso negativo valutare la possibilità di un rinforzo strutturale.
Altra verifica indispensabile è la normativa locale. Trattandosi di una modifica visibile all’esterno, potrebbe essere necessaria un’approvazione di tipo paesaggistico. Se ad esempio abitate in centro storico, questo tipo di lavoro rischia di risultare in contrasto con le caratteristiche dell’abitato antico.
In caso di condominio, sarà anche necessario avere il consenso dell’assemblea, tenendo in considerazione la normativa sia nel caso di copertura di proprietà comune, che nel caso di accesso esclusivo al tetto dal vostro appartamento.
Dal punto di vista prettamente tecnico, la norma di riferimento per la progettazione delle coperture a verde è la Uni 11235. Si tratta di una norma di tipo prestazionale, ossia stabilisce i requisiti minimi di ogni componente che costituisce il pacchetto.
Di solito gli strati previsti sono (partendo dal basso): una membrana impermeabile e antiradice (cioè che non permette alle radici di penetrare e danneggiare la struttura sottostante), uno strato drenante per smaltire le acque piovane in eccesso, uno strato filtrante che faccia passare solo acqua evitando l’accumulo di impurità nello strato drenante ed infine il substrato colturale.
Quest’ultimo avrà uno spessore variabile in base al tipo di coltura. Per il verde estensivo (solo erba o simili) sono sufficienti 10-15 cm, mentre per il verde intensivo potranno essere richiesti fino a 40 cm per ospitare le radici delle specie messe a dimora.
La progettazione e realizzazione potrà avvenire tramite un tecnico progettista e varie ditte esecutrici, oppure affidandosi ad una sola ditta che si occupa integralmente di tutte le operazioni. Per il committente, la possibilità di avere certificata la conformità alla norma Uni precedentemente citata è sicuramente garanzia di qualità.
Inoltre, nel caso di opere di modesta entità (detto in termini tecnici che non superino i cosiddetti 200 uomini giorno), la presenza in cantiere di una sola ditta eviterà un ulteriore passaggio burocratico costituito dalla redazione del piano di sicurezza. Questo dovrebbe essere firmato da tecnico abilitato e coordinerebbe l’eventuale partecipazione di più ditte al cantiere (impermeabilizzatori, imprese edili, giardinieri, ecc).
Da ultimo è interessante ricordare che l’aumento dell’isolamento termico del tetto, se soddisfa i parametri richiesti dalla legge, rientra in quei lavori che possono beneficiare della detrazione fiscale del 55% per le opere finalizzate al contenimento energetico.
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arch. Sara Martinelli