Il rifacimento di parti di una facciata gia' verniciata, comporta una serie di interventi che vanno dalla rimozione delle restanti parti d'intonaco sgretolate, alla ricostruzione di cornici e modanature varie come marcapiani, cornici, fino al tentativo di riprodurre la tonalita' della pittura preesistente.
Per effettuare questa ultima operazione, vengono eseguiti diversi tentativi, cercando di mescolare ad occhio un colore base, con una madretinta, al fine di avvicinarsi il più possibile al colore iniziale.
Questo modo di procedere, che fa affidamento esclusivamente sull’esperienza del nostro imbianchino di fiducia, non soddisfa quasi mai completamente il committente, a causa di una serie di errori concettuali che vengono commessi da chi opera.
Ad esempio, l’impiego di una pittura a tempera da mescolare con un colore simile a quello esistente, per l’esterno, si rivela nel tempo un flop mortificante, vuoi perché la tempera non può riprendere tutti i colori possibili, vuoi perché sulle superfici poco protette da aggetti, il dilavamento effettuato dalle piogge battenti, scolora anche la tinta rendendo vano tutto il lavoro effettuato.

Inutili risultano anche i tentativi di imitare il colore, riportato su apposite mazzette di campionature che si avvicinano al colore da noi desiderato, ancora più assurdo si rivela il tentativo di rapportarsi alla gamma dei colori Pantone per ricercare la tonalità di nostro gradimento, dimenticando che la gamma Pantone concettualmente è sviluppata con una metodica ben diversa da quella che è la produzione di pitture per esterni in edilizia.
A questo punto, non rimane altro che servirsi di un buon colorificio dove senz’altro sarà disponibile un colorimetro, affinchè tale colorimetro possa riprodurre il più fedelmente possibile la pittura da noi agognata, è indispensabile fornire all’operatore un campione della pittura esistente.
Tale campione, può essere prelevato dalla facciata da ritoccare o mediante la sovrapposizione sulla parete esistente, di un striscia di adesivo trasparente molto largo, in modo tale da prelevare una una campionatura da riportate al colorificio, o se esistono parti d’intonaco rigonfiate, mediante l’asportazione di un piccolo quadrato (è sufficiente 5cmx5cm) sul quale poi far eseguire il campione.
Di regola il colorificio, fornisce dei piccoli contenitori di prova da un litro, del colore richiesto al fine di far effettuare le prove decisive di colore, a questo punto è opportuno procedere effettuando almeno due campionature sulla facciata esistente, mettendo a confronto una parte più illuminata rispetto ad un’altra più in ombra, in questo modo si possono apprezzare tutte le sfumature possibili, al fine di scegliere con convinzione una volta asciugata la campionatura il colore da utilizzare.
Esistono inoltre in commercio, dei prodotti adatti per effettuare delle velature capaci di donare al colore un effetto più vissuto, in modo tale da non far apparire in maniera molto evidente la differenza tra la parte esistente e quella ritoccata.
arch. Francesco Oliva