Vi è mai capitato, girando per i mercatini di antiquariato, di trovare una bella cornice in legno come la cercavate da tempo, adatta proprio a quell’angolo della casa per ospitare quella foto o quel quadro che vi piace tanto? Non fatevi scoraggiare dal fatto che sia un po’ malconcia: ecco un po’ di consigli per restaurarla.
Restauro della cornice
La prima cosa da fare è rinforzare il telaio per evitare che la cornice possa assumere deformazioni: occorre pertanto rimuovere il vetro smontando la parte posteriore del fondo della cornice. Lo scheletro della cornice può essere rinforzato ponendo pezzi di cartone o di legno leggero sugli angoli e provvedendo ad inchiodarli. Una volta completata questa operazione, si passa alla stuccatura: è un passo fondamentale del nostro restauro poiché in questo modo possiamo eliminare le imperfezioni dovute all’usura e non alle venature del legno. Per fare questo con una spatolina si passa un po’ di stucco da legno sulle parti da coprire: è necessario però pulire con l’alcool le parti interessate prima di passarvi tali prodotti altrimenti si corre il rischio che essi non facciano presa sulla cornice.
L’azienda Sama produce una linea di paste stucchi colorate per il legno, a base di elementi naturali, indicata per i piccoli lavori di restauro interno e che consentono successive lavorazioni attraverso l’utilizzo di cere, vernici, fissativi, impregnanti ad alcool, a solvente e ad acqua.
Una volta asciugatosi lo stucco, è necessario levigare le aree di intervento con della carta vetrata fine.
I più bravi possono cimentarsi nella sostituzione delle parti di legno mancanti utilizzando il gesso: una volta preparato l’impasto, esso va applicato in abbondanza sulla parte da sistemare. Quando il gesso si sarà asciugato, le parti in eccesso andranno rimosse con la carta vetrata fine.
Doratura della cornice
La doratura a missione è senz’altro la tecnica più diffusa data la sua semplicità rispetto alle altre: essa consiste sostanzialmente nello stendere uno speciale liquido adesivo sulla superficie da dorare, detto appunto missione, e poi applicare la foglia d’oro, sottilissimi fogli metallici di color oro zecchino. Vediamo in dettaglio come si opera.
Intanto occorre specificare che esistono due tipi di missione: quella all’acqua e quella a vernice. La missione a vernice richiede almeno 3 ore di tempo prima di essere adesiva; essa però è ideale per la doratura di elementi e superfici da collocare all’esterno poiché garantisce una maggiore resistenza della foglia d’oro. La missione ad acqua, di contro, diventa adesiva in circa 15 minuti – dipende dal grado di umidità dell’ambiente che ospita la lavorazione – ed è indicata per lavorare su superfici a media porosità quali, appunto, il legno; scegliamo quindi di adottare quest’ultima per dorare la nostra cornice.
Prima di fare questo, dopo aver pulito accuratamente la superficie da trattare, occorre preparare il fondo passando uno strato di colore acrilico che consenta di ridurre l’assorbimento della missione: un piccolo trucco è quello di scegliere un colore che dia nel rosso scuro, quasi amaranto, che simuli il bolo, composto prevalentemente di argilla e pigmenti naturali, che veniva adoperato anticamente nella tecnica della doratura a guazzo: in questo modo la tonalità della foglia d’oro risalterà maggiormente. Una volta asciugato il colore, la superficie va carteggiata con carta vetrata a grana fine.
Terminata la preparazione del fondo, provvediamo a passare la missione servendoci di un pennello piatto a setole sintetiche oppure a tampone: non è necessario abbondare con la quantità di missione perché essa potrebbe non asciugarsi completamente favorendo la formazione di antiestetiche grinze sulla foglia d’oro.
Trascorsi i 15 minuti necessari a che diventi adesiva, è possibile applicare la foglia d'oro sulla cornice: essa, come accennato, si vende a fogli o scaglie ed, essendo molto sottile e leggera, andrà applicata sulla cornice servendosi di un apposito pennello dalla caratteristica forma bombata, detto appunto bombasino, che consente la penetrazione della foglia anche negli angoli e scanalature difficili da raggiungere. L’azienda Da Vinci, specializzata nella produzione di pennelli per belle arti, ne propone due modelli: ovale e mozzato.
Per fissare la doratura è possibile usare la ceralacca, come si faceva anticamente, oppure le moderne finiture acriliche a base d’acqua.
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