Il parquet può essere posato su una pavimentazione esistente, purché si tratti di pavimento solidamente fissato al massetto, come nel caso di piastrelle, ceramiche di vario genere, marmo e tutti i suoi derivati, oppure pietra.
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Sono invece incompatibili alla posa diretta, rivestimenti come moquette, PVC, linoleum.
Per procedere alla messa in opera del parquet, questi rivestimenti devono essere rimossi dal fondo.
E’ importante eliminare anche le tracce di qualsiasi tipo di collante, possibilmente con una leggera levigatura.
In ogni caso, anche quando il pavimento esistente è realizzato in uno dei materiali idonei alla posa diretta del parquet, è necessario verificarne lo stato.
Il pavimento esistente deve essere perfettamente aderente al massetto e non deve presentare affossamenti o cavità di qualsiasi genere.
La superficie per la posa, deve essere quanto più possibile omogenea, compatta e planare, affinché l’adesione del legno sia perfetta e duri nel tempo.
Eventuali sconnessioni, dovute di solito a parti mancanti o a tracce di vecchi impianti, devono essere eliminate colmando i vuoti.
Nel caso in cui il pavimento esistente non sia in buone condizioni e non sia planare, la soluzione è, in genere, l’applicazione di un prodotto autolivellante.
Allo stato semiliquido, questo si distribuisce in modo uniforme sul pavimento costituendo, una volta asciutto, un sottofondo pronto per la posa della finitura.
Dopo aver verificato lo stato e la complanarità del pavimento esistente, devono essere eseguite le operazioni di lavaggio, stuccatura e sgrassatura del pavimento.
Eseguite queste operazioni, si può procedere con la posa del parquet vera e propria, mediante l’uso di un collante adeguato (solitamente un bi-componente), oppure con la tecnica di posa cosiddetta flottante..jpg)
La tecnica di posa flottante o galleggiante, si effettua mediante incollaggio sull'incastro laterale del parquet.
Essa consiste nel poggiare il parquet su un piano perfettamente livellato, sul quale è stato precedentemente realizzato uno strato di isolante acustico.
Questo strato fonoassorbente serve per creare una perfetta aderenza tra i listoni e il piano di posa e per evitare vuoti che potrebbero risultare dannosi per il legno e oltretutto poco gradevoli al calpestìo, rispondendo con suoni diversi.
La tecnica flottante è consigliabile quando ci sono tempi molto ristretti per la posa.
Viene comunemente utilizzata con il parquet pre-finito.
Il parquet pre-finito è costituito da uno strato superiore in legno nobile e da altri due strati in conifera nordica.
Per la sua posa, essendo lavorato in parte in azienda, è sufficiente attendere solo il tempo necessario per l'incollaggio.
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Il parquet tradizionale è invece in legno massiccio e si ricava da un’unica specie legnosa.
Questo richiede, in loco, un ciclo di lavorazione articolato e composto da posa, levigatura, stuccatura, carteggiatura e finitura.
Durante la lavorazione del parquet tradizionale, si crea molta polvere e possono intervenire anche altri problemi, come quelli legati all’odore della verniciatura.
Il parquet in legno massiccio richiede quindi tempi di posa decisamente più lunghi, fino a 15-20 giorni, mentre quello prefinito può essere posato anche in giornata.
In generale è preferibile usare il parquet tradizionale nelle case di nuova costruzione, dove si possono attendere i tempi di posa, mentre il prefinito è ideale per le ristrutturazioni.
Nel caso in cui si scelga di montare il parquet solo in alcune zone della casa, come il soggiorno e le camere da letto, è importante utilizzare delle piccole soglie per raccordare il nuovo pavimento in legno con quelli esistenti, ad esempio in ceramica, degli altri ambienti della casa come cucina e bagni.
E’ bene anche sapere che le porte, in prossimità dei raccordi e negli ambienti interessati dalla nuova pavimentazione, devono essere livellate nella parte inferiore.
arch. Gaia Del Conte