Il 2009 verrà ricordato come uno degli anni più piovosi degli ultimi 50 anni.
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Le precipitazioni abbondanti accompagnate da forti raffiche di vento, hanno messo a dura prova ogni tipo di edificio provocando danni di vario genere che vanno dalle inondazioni con conseguenti allagamenti, alle infiltrazioni anche in edifici che normalmente hanno ben reagito in circostanze analoghe, anche se di portata minore.
Negli edifici vecchi (edifici con strutture portanti in muratura) l’umidità è sempre di invasione ed ha carattere cronico, negli edifici nuovi (con strutture in calcestruzzo armato o acciaio) l’umidità è quasi sempre da costruzione ed ha carattere acuto, transitorio.
La differenza di comportamento fra l’una e l’altra tipologia di edifici è sostanziale, sebbene il risultato del danneggiamento è identico per persone e cose.
Nel muro nuovo, l’acqua è portata e distribuita dall
a malta (ecco perché i mattoni sono bagnati perimetralmente ed asciutti all’interno) mentre nelle vecchie murature la distribuzione dell’acqua è uniforme.
Va inoltre considerato che l’umidità di costruzione nei nuovi edifici è diffusa uniformemente in tutto l’edificio, con minore intensità dall’alto in basso, essa ha dei tempi di esaurimento abbastanza brevi.
L’umidità nei
vecchi edifici, denominata umidità di invasione, distribuita irregolarmente, in alcune parti dell’edificio, è stazionaria o più spesso progressiva nel tempo.
Dal punto di vista igienico sanitario è importante dunque accertare il grado di umidità relativa all’interno di un locale abitato al fine di scongiurare danni a cose e alla salute di persone.
L'umidità assoluta dell'aria è funzione della temperatura.
Più la temperatura è alta, maggiore è la quantità di vapor acqueo necessaria perchè avvenga la condensazione con conseguente formazione di goccioline d'acqua (100%).
Per questo motivo si prende in considerazione l'umidità relativa (rapporto umidità/temperatura), da verifiche effettuate nel tempo si è stabilito che l'umidità relativa ideale dovrebbe essere contenuta tra il 42% e il 55% a secondo del periodo dell’anno.
Il raffreddamento dell’aria, causato dall’evaporazione superficiale di pareti e pavimento può essere di parecchi gradi, in sintesi si può affermare che a parità di temperatura esterna gli ambienti con muri umidi sono sempre più freddi di quelli identicamente esposti ed ubicati, ma con muri asciutti.
Una volta verificato (attraverso opportune misurazioni ) che il grado di umidità relativa di un locale abitato supera la soglia consentita, occorre intervenire per rimediare a ciò e qui la domanda nasce spontanea: agire sulla muratura o sull’aria ?
Normalmente gli interventi consigliati prevedono:
- Ventilazione, la quale asporta l’aria troppo umida e ne introduce altra asciutta dall’esterno;
- Riscaldamento che rende igienicamente tollerabile la permanenza nei locali umidi;
- Lavori di intercettazione del passaggio d’acqua o all’entrata o all’uscita della muratura umida;
- Lavori che riducono l’eccessiva perdita di calore.
I primi due interventi (anche abbinati ) sono consigliabili per le costruzioni moderne, mentre gli altri due sono da impiegarsi nel risanamento delle vecchie costruzioni in muratura.
Un buon metodo per calcolare con esattezza l’umidità relativa di un ambiente è quello che impiega lo psicrometro a fionda.
Lo psicrometro è costituito da due termometri affiancati, di cui uno è chiamato bulbo secco e misura la temperatura dell'aria, mentre l'altro, avvolto in una garza di cotone imbevuta d'acqua, è chiamato bulbo umido e misura la temperatura dell'acqua a contatto con l'aria (ovvero la temperatura di bulbo umido): l'evaporazione dell'acqua sottrae calore abbassandone la temperatura in misura inversamente proporzionale all'umidità dell'aria.
La lettura contemporanea dei due termometri permette di conoscere con apposite tabelle o diagrammi l'umidità relativa e assoluta dell'aria.
Il valore così ricavato consentirà di individuare il tipo di intervento più adatto a riportare i valori dell'umidità all'interno di un intervallo normale.
arch. Francesco Oliva