Trovare una macchia d’acqua che gocciola dal soffitto dell’autorimessa è un’esperienza abbastanza diffusa e irritante. L’osservazione iniziale del fenomeno non è da sottovalutare, poiché è importante riuscire a scindere fin da subito se si tratta di infiltrazione o condensa.
La presenza di una chiazza molto impregnata sul soffitto che va a formare sul pavimento una pozzanghera si configura chiaramente come un’infiltrazione. Questa va distinta dal fenomeno di condensa, che invece presenta solitamente degli aloni.
Vorrei riportare l’esempio di un’infiltrazione avvenuta all’interno di un’autorimessa e la soluzione adottata nel caso specifico. Si tratta di un’autorimessa realizzata nei primi anni Novanta sotto il livello del terreno e addossata ad un’altra autorimessa confinante costruita invece a quota strada e già presente al momento della costruzione. Sopra l’autorimessa in questione vi è un giardino pensile.
Fino a poco tempo fa, all’interno dell’autorimessa non sono mai stati rilevati particolari fenomeni di umidità. Il fatto è scaturito successivamente a un periodo di pioggia prolungato e intenso, durato circa due settimane.
Al momento del sopralluogo, sull’angolo tra soffitto e parete confinante con l’autorimessa del vicino a quota strada, si notava una macchia impregnata d’acqua che colava sul pavimento. L’intonaco sulla parte interessata al danno si era sfogliato e scrostato. Si trattava chiaramente di un’infiltrazione.
La prima analisi si è concentrata sull’origine del problema. Tra le varie ipotesi vi poteva essere il danneggiamento della guaina sovrastante, magari causato dalle radici delle piante, oppure un semplice deterioramento della stessa dovuto allo scorrere del tempo. Vi era anche la possibilità di sviste nella realizzazione della guaina o ancora infiltrazioni provenienti dalla proprietà confinante.
Si è dunque passati all’ispezione della parte sovrastante, scavando il terreno in corrispondenza del danno, con la speranza di trovare qualche risposta proprio in quel punto. Può capitare che l’infiltrazione compaia in una zona, ma il danno reale alla guaina sia collocato altrove. In tal caso, l’acqua si infiltra in corrispondenza della fessura, segue le pendenze e sfocia in un punto anche lontano rispetto al danno effettivo, rendendone più complessa l’individuazione.
Nel caso in esame è stato semplice comprendere la causa. Scavando, è emerso che la guaina era protetta da una gettata di cemento e che nessuna radice si era introdotta rovinandola. Lo scavo ha evidenziato, però, un errore di realizzazione. La guaina è stata eseguita correttamente sulla copertura orizzontale e anche adeguatamente protetta. Lo stesso, però, non è avvenuto sui lati, in corrispondenza dei muri di contenimento della terra, poiché il risvolto di soli 10 cm risulta molto inferiore al livello del terreno del giardino.
Fino a quando le piogge sono state moderate, la terra, impregnandosi e poi lasciando evaporare l’acqua nei periodi più secchi, è riuscita ad evitare danni. Nel momento in cui le acque piovane sono aumentate improvvisamente, la terra non è stata più sufficiente a contenere il danno. Fra lo strato di terra e la gettata di cemento a protezione della guaina, si è probabilmente formato uno strato d’acqua, che ha superato il livello del risvolto laterale della guaina. A questo punto l’acqua si è infiltrata lateralmente nel muro, trascinandosi fino al soffitto dell’autorimessa sottostante.
Una volta focalizzata la causa, si è dunque potuto procedere alla riparazione. Il primo intervento è avvenuto sui ferri di armatura dei muri di contenimento del giardino, che nel tempo sono rimasti scoperti a causa dell’erosione del copriferro e che probabilmente favorivano l’infiltrazione dell’acqua, creando canali preferenziali. E’ stato così effettuato un trattamento dei ferri in questione, per contenere sia le infiltrazioni, ma anche l’integrità del muro stesso.
Successivamente è stato effettuato un intervento sui punti in cui il risvolto della guaina non era stato realizzato correttamente. Quindi non è stato necessario scavare sull’intera area di giardino sopra l’autorimessa, ma solo in corrispondenza dei due lati in cui erano presenti i muri di contenimento con risvolto insufficiente.
I due muri in questione sono quello dell’autorimessa confinante e il muretto più basso rivolto verso il cortile e l’ingresso dell’autorimessa danneggiata, con sovrastante parapetto in ferro.
Per quanto riguarda il muro dell’autorimessa confinante, è stato eseguito un rappezzo di guaina sul risvolto esistente, fino ad arrivare ad un livello superiore a quello del terreno.
E’ stata poi posizionata una membrana alveolare, per proteggere la nuova guaina da eventuali radici invasive.
La parte superiore della guaina, che fuoriusciva dal livello del terreno, rimaneva però esposta alla pioggia. E’ stata così posizionata una scossalina per ripararla, a sua volta sigillata con del silicone.
L’intervento sul muretto più basso è avvenuto in modo leggermente diverso. Si è prima provveduto alla rimozione della scossalina sovrastante già esistente e poi è stato eseguito il rappezzo di guaina, per tutta l’altezza del muretto e risvoltando anche sul piano orizzontale. Infine, è stata riposizionata la scossalina ed è stata collocata a contatto col terreno la stessa membrana alveolare utilizzata per l’altro muro.
Da ultimo, sono stati effettuati il reinterro e la ripiantumazione delle essenze. Per quanto riguarda invece l’interno dell’autorimessa, è stata fatta evaporare spontaneamente tutta l’acqua infiltrata e, solo dopo avere avuto la certezza che le strutture si erano asciugate, sono stati sistemati intonaco e pittura.
Nel caso in esame è stato eseguito un intervento limitato, anche nei costi. E’ importante però ricordare che non tutte le situazioni sono simili. Come già accennato, le cause di un’infiltrazione d’acqua possono essere molteplici e anche cumulative.
Come indicazione generale, è importante comprendere l’origine del fenomeno. Una volta individuata, bisogna intervenire alla fonte, cioè dal punto in cui si infiltra l’acqua, senza limitarsi alla semplice riparazione del danno visibile internamente al locale interrato.
A volte sarà necessario intervenire su tutta la superficie di copertura del fabbricato ed effettuare un lavoro completo. Questo capita nel caso in cui, scartate tutte le ipotesi, si desume che l’infiltrazione è stata causata da un danneggiamento o deterioramento della guaina esistente. Essendo difficile individuare il punto esatto, sarà consigliabile effettuare il rifacimento totale della guaina.
Può capitare però che nemmeno l’ultimo tipo di intervento riesca a risolvere completamente il problema. Ad esempio, se non ci sono muri laterali di contenimento del terreno, è possibile che l’acqua scorra lateralmente, fino a seguire i muri verticali sottostanti e penetrare dunque sulle pareti dell’autorimessa. Si tratta della situazione più complessa, in cui sarà da valutare attentamente il tipo di intervento più adatto.