News di Ristrutturazione Arch. Carmen Granata

Il cappotto di un edificio

Il cappotto, esterno o interno, è uno dei sistemi di isolamento termico ed acustico della parte di involucro opaco di un edificio rappresentato dalle pareti.

30 Marzo 2012 ore 15:24

Isolamento di un edificio



Una delle voci di spesa che gravano maggiormente sui bilanci familiari è quella relativa al riscaldamento invernale e al condizionamento estivo degli edifici. Infatti in queste voci si sommano le condizioni in cui versa la maggior parte del patrimonio edilizio esistente, che determina notevoli dispersioni termiche, e il costo dell’energia sempre più elevato.

D’altro canto anche la legislazione ha valutato l’importanza di questi aspetti, tanto che la normativa vigente detta particolari obblighi da rispettare per favorire il contenimento energetico, ridurre le emissioni di sostanze nocive in atmosfera (come la CO2) e limitare lo sfruttamento delle risorse naturali.

Diventa quindi indispensabile sia in fase di costruzione dei nuovi edifici che di ristrutturazione di quelli esistenti, isolare adeguatamente l’involucro esterno e magari unire alle prestazioni termiche anche quelle acustiche, che sono altrettanto importanti e che spesso si possono ottenere con le stesse soluzioni tecniche.

Cappotto esterno e cappotto interno



Una delle soluzioni più utilizzate è il cosiddetto isolamento a cappotto, che ha cominciato a conoscere una grande diffusione in Italia una decina di anni fa.
Dal punto di vista tecnologico il cappotto termico è un sistema di isolamento degli edifici che riguarda la parte dell’involucro opaco costituita dalle pareti e può essere interno o esterno a seconda delle esigenze e delle specifiche caratteristiche dell’edificio.

Il cappotto esterno, ricoprendo interamente le pareti dell’edificio costituite anche da materiali diversi, permette di correggere il fenomeno dei ponti termici e ridurre gli effetti indotti nei paramenti murari dai cambiamenti repentini o notevoli di temperatura esterna. Esso riduce gli sbalzi termici ed evita la formazione di muffa e condensa, migliorando il comfort ambientale della casa e contribuendo notevolmente al risparmio energetico.

Questo tipo di intervento non è molto invasivo, perché durante la sua posa in opera, che avviene all’esterno, non comporta disagi agli occupanti delle abitazioni e inoltre la durata dei lavori è paragonabile a quelli necessari per la tinteggiatura di una facciata.

Il cappotto è costituito da una serie di pannelli di diversa lunghezza. I materiali più usati sono il polistirene espanso e la lana minerale; sono da evitare feltri in fibre minerali per le loro scarse caratteristiche meccaniche.

La prima fase della posa in opera consiste nell’applicazione con malte, colle o tasselli. In particolare, per i pannelli che si usano per l’isolamento a cappotto si usano specifici tasselli ad espansione.
Successivamente i pannelli vengono ricoperti da una rete in fibra di vetro che facilita l’aggrappaggio dell’intonaco di finitura, che deve essere applicato in due strati di rasatura bagnato su bagnato o in tempi successivi l’uno all’altro.
Infine si procede al trattamento superficiale di finitura, con la posa di materiali di rivestimento o anche della semplice tinteggiatura.

Il risultato finale è simile ad una normale parete intonacata e tinteggiata e solo tambureggiando con le dita si può udire un leggero rimbombo che fa evincere la presenza di un materiale leggero ed isolante.

Il sistema permette di resistere abbastanza bene anche ad urti non eccessivi e di effettuare facilmente interventi di ripristino per eventuali danni.

Quando si interviene su edifici già esistenti è spesso difficile applicare un cappotto esterno, per cui si può ricorrere all’applicazione all’interno, come avviene anche quando si opera su una sola unità abitativa e non su tutto l’edificio.

L’applicazione di pannelli isolanti all’interno genera la formazione di una controparete che, oltre a portare una diminuzione di qualche centimetro della superficie calpestabile, può provocare la necessità di risistemare radiatori, interruttori e prese di corrente.

Inoltre bisogna prestare attenzione ai materiale isolanti utilizzati, perché si potrebbe assistere alla formazione del fenomeno di condensa dell’umidità. Per ovviare a questo problema può essere opportuno inserire una barriera al vapore.

Costi ed incentivi per il cappotto di un edificio



In ognuno dei sistemi adottati possiamo dire che l’isolamento non è di difficile posa in opera (anche se quello esterno richiede l’intervento di ditta specializzata), ed il costo è facilmente sostenibile, soprattutto se si considera che porta a un notevole risparmio per la spesa energetica.
Il costo di un intervento di questo tipo si aggira infatti intorno ai 40/60 euro al metro quadro.

La posa in opera di un cappotto termico è uno tra gli interventi che consentono di accedere alle detrazioni fiscali del 55%, se si rispettano, ovviamente, determinati valori della trasmittanza termica. Questo valore varia in funzione del tipo di parete e dello spessore dell’isolante utilizzato.

A titolo di esempio possiamo dire che una parete in mattoni forati ricoperta da un pannello di 6 cm di spessore è di solito già sufficiente per accedere agli incentivi. Tuttavia se si utilizza un cappotto con spessore che raggiunge i 10-12 cm si può unire a questi benefici fiscali anche un maggior risparmio energetico.

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