Tipi di parquet
Il prezzo di un parquet dipende da vari fattori:
- il tipo di essenza;
- la sua disponibilità sul mercato;
- il formato;
- le lavorazioni.
Per efettuare la scelta bisogna prestare attenzione soprattutto a due caratteristiche: la durezza della superficie e la stabilità, cioè la capacità del legno di reagire con minime variazioni delle dimensioni al variare di umidità e secchezza nell’ambiente.
I legni usati per il parquet vengono distinti in prima, seconda e terza scelta, con variazioni di prezzo. I legni di prima scelta devono presentarsi perfetti nella fibratura e, se presentano dei nodini, questi non devono superare il 10% della superficie.
Il legno di seconda scelta è caratterizzato dalla presenza dell’alburno, la parte più vicina alla corteccia, di colore biancastro. Necessita di un trattamento antitarlo prima della posa. Il suo prezzo, rispetto a quello di prima scelta, è inferiore di circa il 15%.
Il legno di terza scelta presenta maggiori imperfezioni su entrambe le facce, come strisce, nodi, macchie scure. Questo non ne compromette comunque la generale qualità, anche se richiede, ovviamente, maggiore cura nella posa in opera. Il risparmio che si ottiene usandolo è notevole, visto che si arriva ad una diminuzione del prezzo fino al 30%.
Sottofondo per parquet
Il parquet deve essere posato su di un piano perfettamente livellato, pulito e ben disidratato. Tra il massetto di sottofondo e lo strato sottostante deve essere posto un foglio di materiale impermeabilizzante tipo PVC o polietilene.
Esistono diversi tipi di massetto. Il massetto cementizio è composto da malta di cemento, aggregati di sabbia e additivi e richiede 60 giorni per una perfetta asciugatura.
Il massetto di anidride è composto da una miscela di gesso, inerti di carbonato di calcio e indurenti, e si asciuga molto rapidamente, accorciando notevolmente i tempi di posa.
Il massetto in asfalto caldo è costituito da una massa colata a caldo di bitume, ghiaietto e sabbia, su sottofondo di fogli di carta non assorbente. Il vantaggio è costituito dall’impermeabilità all’acqua e al vapore e dalla possibilità di posare subito il parquet.
La posa può avvenire anche su vecchi pavimenti in ceramica, marmo o legno, dopo averne controllato la perfetta planarità e averli opportunamente preparati.
Posa in opera del parquet
La posa inchiodata avviene solo con parquet massiccio, generalmente di spessore intorno ai 22 cm. In un massetto di sottofondo ben asciutto e isolato con un foglio di PVC, vengono annegati i magatelli, dei listelli in legno di abete su cui il parquet vien
e inchiodato con chiodi inclinati a 45°.
La posa incollata può avvenire su un apposito sottofondo o sul pavimento esistente, su cui viene steso uno strato di collante. I listelli vengono poggiati e battuti tra loro, in modo che ogni fila costituisca l’appoggio per quella successiva.
Tutt’introno viene lasciato un giunto di dilatazione, che sarà poi ricoperto dal battiscopa.
I listelli non vengono incollati tra loro sui fianchi, in modo da permettere la stabilizzazione del pavimento.
La posa flottante può avvenire solo con alcuni tipi di parquet prefinito. I listelli vengono adagiati sul sottofondo, interponendo uno strato isolante o degli appositi pannelli, e vengono poi bloccati tra loro, incollandoli con colla vinilica o fissandoli con clips a maschio e femmina.
Il parquet può essere posato in opera seguendo diverse possibili geometrie. La posa a tolda di nave, riprende le pavimentazioni nautiche. Può essere orientata anche in senso diagonale dando maggiore respiro prospettico agli ambienti.
Un classico intramontabile è costituita dalla posa a spina di pesce che può avere andamento orizzontale o verticale.
La posa con motivi a quadri, disposti a scacchiera, si presta per creare campiture centrali da delimitare con fasce più o meno grandi.
Finitura del parquet
Una volta posato, il parquet può essere sottoposto a diversi trattamenti di finitura.
La levigatura avviene con l’ausilio di apposite macchine smerigliatrici e si svolge in tre fasi: sgrossatura, levigatura media, carteggio a grana finissima. Al termine si effettua la stuccatura del parquet.
La sigillatura comporta l’ostruzione di tutti i pori del legno in modo da renderlo impermeabile all’acqua. Al termine si stende un sottile strato di cera protettiva.
La finitura più diffusa è la verniciatura che può avvenire a pennello o a rullo.
Per un buon risultato ne occorrono almeno tre passate. La vernice poliuretanica è quella più resistente all’abrasione ma oggi ne è sconsigliato l’uso a favore delle vernici ad acqua, che sono meno dannose per la salute e l’ambiente.
L’inceratura è un’operazione che può essere eseguita a caldo o a freddo, rispettando le fibre del legno e lasciandole respirare, e va eseguita periodicamente.
L’oliatura è un’operazione che tende a saturare i pori del legno, proteggendolo dall’umidità e dall’usura e anch’essa va ripetuta periodicamente.
Il parquet prefinito
Oggigiorno è usato prevalentemente il parquet prefinito, che ha il vantaggio di essere lavorato e verniciato direttamente in fabbrica, riducendo notevolmente i tempi di posa ed il fastidioso odore di vernice di finitura.
Esso si adatta a qualunque tipo di supporto e può essere posato sia incollato che flottante.
Strutturalmente il parquet prefinito a differenza di quello tradizionale, è composto di diversi strati incollati fra loro.
Il supporto è formato da strati di sfogliato di legno, perfettamente incollati tra loro con adesivi ad alta resistenza. La flessibilità della doga è garantita da scanalature che ne agevolano la posa su sottofondi non perfettamente complanari.
Il collante unisce il supporto allo strato di legno nobile, che ha uno spessore di 5 mm.
La finitura, che avviene direttamente in produzione, consiste in più cicli di verniciatura che, oltre ad esaltare la bellezza del legno, lo rendono più robusto e più resistente all’umidità.
Come conservare il parquet
Per conservare il parquet in buono stato nel tempo, bisogna seguire una serie di semplici accorgimenti.
Nel primo periodo dopo la posa è meglio evitare di coprirlo con tappeti o grandi mobili, poiché le parti coperte rimarrebbero più chiare rispetto a quelle scoperte ed esposte alla luce.
La polvere va rimossa quotidianamente con un panno di lana o passando l’aspirapolvere. Per una pulizia più profonda va utilizzato uno straccio leggermente inumidito con acqua e poco detergente neutro.
Per evitare variazioni dimensionali del legno bisogna mantenere condizioni ideali di temperatura, ed umidità, che devono essere rispettivamente intorno ai 20° e al 60%.
La vernice di finitura tende, col tempo, ad usurarsi, quindi può essere opportuno prevedere periodicamente un lavoro di carteggiatura per togliere la patina rovinata e stendere un altro paio di mani di vernice. Se l’usura è eccessiva sarà necessario prevedere una completa rilevigatura e riverniciatura del pavimento.
arch. Carmen Granata