Tra i principali fenomeni di degrado delle
strutture realizzate in cemento armato c’è il fenomeno del dilavamento del cemento e quello delle microfessurazioni.
Il fenomeno del dilavamento nella sua manifestazione più semplice consiste nell’asportazione di materiale dalla superficie della struttura a seguito dell’azione svolta su di essa dall’acqua corrente.
I materiali asportati sono naturalmente quelli che hanno caratteristiche idrosolubili, non trascurando il fatto che sul lungo periodo tutti i materiali hanno una componente di idrosolubilità se soggetti all’azione dell’acqua corrente in maniera continua.
Al fenomeno dell’idrosolubilità è associato, nel caso del dilavamento del cemento, l’azione meccanica di asportazione del materiale superficiale.
L’azione deleteria del dilavamento può essere aggravata da un’acqua particolarmente acida, l’acidità in generale di una sostanza è espressa dal ph che assume il valore 7 nel caso di sostanze neutre, minore e maggiore di 7 nel caso di sostanze rispettivamente acide e basiche;
acque particolarmente acide possono essere quelle montane caratterizzate da un basso contenuto salino e ricche di anidride carbonica, particolarmente aggressiva per il cemento o le acque prodotte da particolari stabilimenti industriali.
Particolare è il caso del cloruro di calcio, anch’esso aggressivo per il cemento e spesso utilizzato come disgelante sulle strade soggette a temperature inferiori allo zero e quindi alla formazione di ghiaccio.
Microfessurazioni Cemento
Altri fenomeni deleteri per il cemento sono le microfessurazioni che possono essere provocate, generalmente, da variazioni termiche ed igrometriche e da forti variazioni di carichi o tensioni particolari.
In generale le sollecitazioni che possono essere subite da una struttura in cemento armato sono classificate in compressioni e trazioni, entro i dovuti limiti le prime sono ben sopportate dal cemento mentre le seconde dalle armature presenti in esso.
Le trazioni spesso risultano essere proprio il tipo di sollecitazione che produce la microfessurazione.
Tra le principali cause responsabili delle trazioni che possono produrre micro fessurazione ci sono:
il ritiro igrometrico dovuto alle diverse sollecitazioni tra l’interno e la parte superficiale della struttura con quest’ultima che tende a contrarsi perché esposta ad un forte essiccamento.
Analoghi effetti possono essere provocati dalle forti escursioni termiche, a cui può essere soggetta la parte corticale di una struttura in cemento armato, rispetto al substrato o parte interna della stessa struttura.
Tali fenomeni possono risultare particolarmente deleteri se nei cosiddetti getti massivi, dove gradienti termici possono diventare particolarmente ampi anche grazie all’elevata temperatura del nucleo della struttura che prenderà corpo.
Anche i carichi sia quelli statici, presenti in maniera continua e costante che quelli dinamici, variabili nel tempo e come intensità possono essere responsabili di micro fessurazioni se assumono valori oltre quelli sopportabili dalla struttura.