Durante l'attività professionale, mi è capitato spesso di essere consultato per periziare i danni prodotti da una errata posa in opera, di uno dei materiali più usati in architettura: il marmo.
Nella maggior parte dei casi, escludendo le situazioni derivanti dall'impiego di materiale scadente, ho rilevato come la scarsa conoscenza del comportamento di uno dei materiali più usati nella storia dell'architettura, da parte delle maestranze, rappresenti la causa principale dei danni arrecati.
Architetti famosi del passato come Vanvitelli, Viollet le Duc ecc. sostenevano a ragione, che la conoscenza del materiale da impiegare nella realizzazione di un opera di architettura, fosse fondamentale per la buona riuscita di un progetto.
Oggi il marmo, viene impiegato sotto forma di mattonelle di varie forme e spessore per rivestire pavimentare gli ambienti più vari, dove molte volte a causa di una posa inadeguata si manifestano danni rappresentati dalla comparsa di macchie di ruggine, aloni misteriosi, rigature ecc.
Per evitare di incorrere in problemi simili, bisogna innanzitutto precisare che per la posa del marmo e del granito, non si può assolutamente procedere come per le piastrelle ceramiche in modo casuale.
Conviene disporre a secco il contenuto di alcune scatole del prodotto, ed attenderne il naturale asciugamento, questo per evitare differenze di tonalità dovute ad umidità residua.
Bisogna quindi, prima di posare il materiale, variarne la disposizione al fine di ottenere la composizione più corretta e gradevole, rispettando le caratteristiche naturali del prodotto.

In caso di posa in opera di materiale grezzo, che non permette facilmente a priori di valutare le differenze di colore di fondo, è necessario bagnare le lastre per migliorare la lettura delle eventuali imperfezioni o dei difetti più evidenti prima della posa.
Nella preparazione del sottofondo tutti i supporti su cui posare le pietre naturali debbono essere asciutti, stabili, solidi, resistenti alla compressione, sufficientemente piani, esenti da polvere, grassi, cere, vernici, agenti disarmanti e quanto altro possa pregiudicarne l’adesione.
Infine durante la posa di pavimenti e rivestimenti, dov’è sempre maggiore l’utilizzo di materiali lapidei di spessori ridotti, la posa tradizionale a malta deve cedere più spesso il campo, all’impiego di adesivi, la preziosità dei materiali e le diverse caratteristiche richiedono l’utilizzo di diversi ed idonei collanti.
In particolare per marmi chiari come il Thassos, i Bianchi di Carrara, lo Statuario, l’Arabescato, il Calacatta, i rosa occorre prestare particolare attenzione.
Essi, possono subire alterazioni nel loro aspetto estetico ed essere deturpati da macchie a causa della presenza di minerali, di elementi inquinanti o dall’umidità presente nel sottofondo, si consiglia l’uso di adesivi che legano velocemente l’acqua d’impasto impedendo l’assorbimento.
arch. Francesco Oliva