In principio fu il green green screen. Un muro verde per nascondere i lavori in corso in citta'.
Questa l'idea dell'architetto Klein Dytham, che, insieme a Tadao Ando, hanno progettato questi muri temporanei verdi per nascondere un grande palazzo in costruzione nel centro di Tokio.
Un’idea originale, che risolve in parte il disagio di un cantiere: delimita il campo d’azione degli operai e tiene lontani i non addetti ai lavori, senza rovinare più di tanto il paesaggio.
240 metri di lunghezza, in cui si alternano colonne verdi con 13 specie diverse di piante e pannelli a decorazioni geometriche, sempre in verde.
Oltre ad evitare pannelli provvisori sicuramente antiestetici, la muraglia vegetale permette anche di schermare meglio polvere e rumore. Simpatica anche l’idea di un muro che cambia colore con il passare delle stagioni e dal lato ecologico, visto la modularità della struttura, facilmente riutilizzabile.
Ma come sono fatti i muri verdi? Chiamati anche Living Wall, consistono in paratie autoportanti o rivestimenti di murature già esistenti, che consentono di creare veri e propri giardini verticali. Questi sistemi generano effetti di compensazione, mitigazione e miglioramento dell’edificio stesso e nel contesto ambientale circostante.
I sistemi in circolazione sono molti. In generale sono formati da moduli preformati, contenenti diversi substrati colturali, che sono facilmente integrabili con i rivestimenti di facciata, che facilitano le irrigazioni e fungono da supporto per la vegetazione prescelta.
Possono così essere realizzati recinzioni autoportanti, parapetti, cortine di separazione in ambienti esterni ed interni, contropareti di murature e recinzioni esistenti, chiusure di vani tecnici, facciate verticali ventilate o semplici installazioni.
Installazioni come quella di Boston, ad esempio, dove un team di progettisti ha sperimentato un giardino pensile verticale, in grado di alloggiare sui muri anonimi e spogli dei palazzi, ricoprendo il tutto con moduli di piante adatte al clima del New England, che oltre all’aspetto estetico, migliorano anche le prestazioni acustiche e d’isolamento. L’installazione, chiamata Parti Wall, Hanging Green, è stata appesa ad un edificio trasformato in loft, conosciuto come il 1850, situato al numero 90 di Wareham Street a Boston’s South End, già sede di un’esposizione di design.
Anche in Italia si moltiplicano iniziative simili, legate alla moda del muro vegetale, come quella avvistata a Milano nel mese di maggio per il lancio della Peugeot iOn o ancora il muro di Cappellini Giardinieri, alla mostra di fiori e piante Orticola di qualche tempo fa. Questa struttura in particolare, presenta una superficie modulare alta circa 3 metri e larga poco più di un metro e mezzo, che è dotata di un sistema integrato di irrigazione in grado di distribuire acqua e fertilizzanti, poi riciclati grazie ad una vasca sottostante adatta per la raccolta.
In questo caso il supporto arboreo sono nidi di feltro, orientati poi a seconda dell’esposizione e della necessità delle piante che vi alloggeranno.
Per maggiori informazioni:
www.betongreen.it
www.klein-dytham.com
www.verdeprofilo.com
www.cappellinipiante.it
arch. Valentina Caiazzo