Nonostante in Italia ci sia, da anni, una valida ed internazionalmente apprezzata scuola di ingegneria antisismica, come sempre capita nel nostro paese, solo in casi di eventi catastrofici come il terremoto dell'Abruzzo dell'Aprile 2009 ci si è resi conto della scarsa qualità realizzativa e minima attenzione alle corrette pratiche realizzative che le norme già esistenti, nonché il buonsenso degli addetti ai lavori, dovrebbero sempre mettere in campo già in fase di progettazione degli interventi edilizi.
Osservando oggi, nel pieno della fase di realizzazione delle abitazioni temporanee per gli sfollati, la tipologia di accorgimenti utilizzati per rendere più sicure le abitazioni in corso di costruzione, l'attenzione di qualunque spettatore viene inevitabilmente catturata dai sistemi tecnologici utilizzati per assicurare il miglior comportamento delle nuove palazzine ad eventuali sollecitazioni generate da eventi sismici; in particolare, è interessante ed affascinante notare i sistemi di appoggio delle piastre di sostegno dei fabbricati sulle opere di fondazione, operata mediante degli elementi denominati isolatori sismici.
Le caratteristiche principali che gli isolatori devono possedere sono la capacità degli stessi di assicurare la funzione di appoggio delle strutture sovrastanti, una deformabilità elevata se sottoposti a forze sismiche in direzione orizzontale e la capacità di dissipare l'energia in eccesso accumulata, resistenza adeguata a forze orizzontali di natura non sismica e la capacità di azzerare gli spostamenti orizzontali ricentrandosi al termine dell'attività delle forze orizzontali; naturalmente, lo strutturista sceglierà la tipologia di isolatore sulla base di una serie di valutazioni di calcolo ben più lunghe e complesse di quelle che possiamo qui riassumere. I tipi più diffusi di isolatori sismici esistenti in commercio sono sostanzialmente riassumibili in due categorie: quelli a scorrimento e quelli elastomerici.
Tra gli isolatori a scorrimento, il cui principio di funzionamento è basato sul mutuo scorrimento di due dischi, realizzati con materiali a bassa resistenza d'attrito, è disponibile una specifica tipologia costituita da quelli a superficie curva, funzionanti in base alla legge del pendolo semplice. La FIP industriale ha nel suo catalogo un isolatore a scorrimento denominato, appunto, FIP, costituito da tre elementi di acciaio sovrapposti: una base concava sagomata superiormente (la cui sagomatura è strettamente correlata al periodo di oscillazione desiderato), una rotula centrale convessa ed un terzo componente, collegato all'elemento-rotula, che ne consente gli scorrimenti. Nel caso di specifiche necessità costruttive, sono disponibili dei modelli a doppia superficie curva, denominati FIP-D, nei quali la presenza di due superfici di scorrimento concave permette la riduzione delle dimensioni complessive in pianta.
Gli isolatori elastomerici, invece, funzionano grazie al comportamento a deformazione di alcuni polimeri impiegati nella costruzione, posti in opera a strati alternati con lamierini di acciaio solidarizzati a caldo, necessari, questi ultimi, a controllare e limitare le deformazioni verticali dell'elastomero. Tra i produttori di isolatori elastomerici possiamo suggerire la TEC, che ha in catalogo il prodotto denominato TecIG, costituito da due piastre di supporto in acciaio provviste di fori per il collegamento alle strutture mediante tirafondi in fase di getto del calcestruzzo, alle quali piastre, grazie ad un processo di vulcanizzazione, viene reso solidale un cuscino in elastomero ad alto smorzamento, armato internamente con lamierini in acciaio. Gli isolatori elastomerici della serie TecIG sono utilizzabili tanto nell'ambito dell'edilizia civile ed industriale, con la specifica linea TecEDIL, quanto nelle costruzioni di ponti e viadotti.
Per maggiori informazioni:
www.fip-group.it/fip_ind/index_fip.html
www.tecsrl2005.it/homepage.html
arch. Silvio Indaco