Nella realizzazione di nuovi edifici o in interventi di ristrutturazione che coinvolgono anche le parti strutturali portanti dei fabbricati è buona norma fare particolare attenzione all'isolamento delle murature di fondazione, le quali sono spesso soggette a danni causati dall’umidità, sia per percolamento di acqua dal terreno circostante, sia per risalita capillare.
La protezione di tali parti di un edificio si può ottenere in due modi: realizzando delle intercapedini aerate, che cingono il perimetro del fabbricato impedendo il contatto tra le strutture murarie in fondazione ed il terreno circostante, oppure grazie alla posa in opera di barriere impermeabili, associate a un sistema di drenaggio.
Un'intercapedine aerata, sicuramente opera più costosa di una barriera impermeabile, si realizza in genere costruendo una muro di cinta, normalmente in CLS armato, ad una distanza di almeno 30-40 cm dal muro di fondazione, in pratica ottenendo una sorta di recinto incassato in cui si va a realizzare l'edificio; in casi particolari, dettati da richieste della committenza oppure da necessità specifiche dovute alla localizzazione e/o alla funzione dei locali interrati, si possono anche realizzare intercapedini tecniche ispezionabili,tenendo sempre presente che, in fase di realizzazione dei muri di contenimento, è preferibile prevedere almeno un sistema di drenaggio degli stessi, se non, in alcuni casi, un sistema di isolamento. Per completare la funzionalità dell'intercapedine aerata, e garantire la sicurezza dei fruitori dell'edificio, nella parte superiore del muro di contenimento, nel vuoto tra lo stesso e l'edificio, si installano dei grigliati calpestabili, che permettono tanto la circolazione dell'aria nell'intercapedine quanto la pedonabilità di tutto il perimetro del fabbricato.
Una barriera impermeabile, invece, si realizza, mediante la posa di membrane bituminose armate con velo di vetro o un manto di TNT (Tessuto Non Tessuto) di poliestere. Operativamente, per garantire la massima presa delle membrane sulle facce verticali della muratura, bisogna effettuare un pretrattamento delle stesse con primer a base bituminosa; successivamente, si effettuerà la posa in opera della guaina, partendo dal piano di imposta del muro interrato, avendo cura di estenderla per almeno 15-20 cm fuori terra.
Molta cura dovrà essere posta nella realizzazione dei giunti, specie nel punto di collegamento tra strato verticale e strato orizzontale della barriera; in situazioni nelle quali si riscontrassero possibili infiltrazioni dovute alla presenza di falde freatiche, è necessario realizzare almeno due strati di impermeabilizzazione in entrambi i sensi.
Per quanto riguarda le opere di drenaggio, queste vanno effettuate lungo tutto il perimetro della fondazione mediante la posa in opera, su fondo ben costipato, di uno strato di pietrame di dimensioni variabili dal basso verso l'alto – pietre grosse e regolari negli strati più bassi fino ad avere quasi del pietrisco negli starti superficiali – per evitare fenomeni di intasamento degli interstizi tra le pietre a causa della terra sovrastante; per migliorare la stabilità della massa di pietrame di drenaggio, lo stesso può essere avvolto da uno strato di TNT che, garantisce anche un buon filtraggio.
Lungo tutto il perimetro delle opere di drenaggio, a poca distanza dalle strutture di fondazione si dispone un tubo di drenaggio, in materiale resistente alla compressione e al tempo stesso flessibile, che presenta dei fori sulla parte superiore che incanalano l'acqua drenata all'interno del tubo stesso che, posato con una pendenza media del 5%, la trasporta verso le canalizzazioni di smaltimento.
La scelta della migliore soluzione per un problema di isolamento e protezione delle murature perimetrali di fondazione, di cui abbiamo accennato due delle soluzioni costruttivamente più diffuse, è certamente da valutare caso per caso, perchè anche le scelte costruttive più semplici ed efficaci vanno contestualizzate per renderle effettivamente funzionali ed adeguate.
arch. Silvio Indaco