Un tempo erano gli spazi industriali trasformati in abitazioni scintillanti e lucide. Oggi invece, crepe, cemento e finitura ruvida, sinonimo quasi sempre di degrado e abbandono, impazzano sempre più.
E’ l’industrial decor. Ovvero il look industriale, un po’ raw, grezzo, per dirla con i termini inglesi.
Ma molto chic e gettonatissimo, di questi tempi.
Gettonatissimo non significa per forza costoso, però. Almeno per quella parte della decorazione concernente le pareti. Se infatti avete acquistato un monolocale piccolo, o un open space ma le pareti non sono molto belle, magari anche un po’ grezze, potete cercare di accentuarne l’effetto, con finiture incompiute, un po’ da officina.
Ma oltre alle pareti, anche gli arredi e i mobili devono cercare di seguire questo stile, in modo tale da non farlo sembrare casuale, ma ben studiato.
Mobili in acciaio, strutture aperte e attrezzature da cucina moderne, faranno da pan dan con pilastri a vista e travi nude look, ingentiliti magari soltanto da una serie di imbottiti, per rendere l’ambiente più accogliente.
Un look fresco agli ambienti industrial può essere dato con un contrasto di tende, morbide, ricadenti e molto decorative, magari total white, in modo da illuminare la stanza.
Per le pareti, oltre al grezzo di un intonaco bianco, vanno benissimo combinazioni di superfici in acciaio e mattoni a vista. Lo stesso per la cucina, dove il lavello professionale, unito a carrelli in acciaio inox, rende tutto già più serio e studiato.
Non solo asperità, però, con l’industrial decor. Ma una serie di complementi che in fondo, addolciscono l’atmosfera e rendono un po’ caldo anche un ambiente anonimo e non necessariamente studiato in toto.
Vanno benissimo ad esempio, mobili riciclati, e anche un po’ vintage. Vi aiuteranno a tenere testa al budget stabilito, senza necessariamente cadere nel vortice delle copie cheap.
Inoltre niente colori forti. Sembrerà più reale e vi stancherà meno nel tempo.
Per quanto riguarda le cucine vi rimando qui… troverete sicuramente qualche ispirazione.
Per il tavolo, invece, vanno benissimo sia quelli in legno recuperati, magari un po’ rovinati dal tempo, o anche una bella versione con cavalletti e asse d’appoggio, homemade. Perfetto in questo caso l’abbinamento con sgabelli tecnici, come quelli creati da Konstantin Grcic, per Magis.
Tom&Jerry sono due sgabelli che si ispirano alle vecchie soluzioni da officina, attraverso l’uso di un tipo particolare di plastica, che non necessita di essere lubrificata.
Ma in definitiva, un fondale decadente fa risaltare ulteriormente pezzi impeccabili, carichi di design. E poiché il troppo stroppia, potete anche utilizzare dei mobili di un certo spessore, pescando tra pezzi di design, anche vintage.
L’industrial decor infatti, in realtà, si traduce in vintage & work.
Vecchie lampade industriali vanno benissimo. Ma anche soluzioni nuove che imitano il vecchio, come quella da scrivania di FontanaArte, Naska 1, con base in acciaio e stelo in alluminio, posizionabile e disponibile in diversi colori. O la versione da parete, Position Wall Lamp, creata da Moooi, rivisitando con legno d’acero, un classico in acciaio.
Le sedute sono un discorso a parte. Oltre al fatto che un look dimesso non guasta, ognuno può anche personalizzare con colori o forme diverse. Perché infatti attorno ad un tavolo non se ne possono abbinare di diversi tipi?
Basta pescare qua e là… legno, acciaio, metallo. Poi, volendo, potete uniformare con una mano di vernice, o accentuare la diversità, con colori diversi. Se invece, il faidate non fa per voi, ecco la sedia verde anice Edison: una seduta in metallo dal colore originale, ma dalle forme classiche. In vendita da Maisons du Monde, anche online, fa parte di un’intera linea che comprende proprio un mobilio di tipo industriale, con tutte le caratteristiche dei materiali grezzi: la patina, i rivetti e persino le rotelle, con saldature a vista.
Oppure, per chi preferisce il legno, ci sono anche le interessanti Chairs Numbers, con i numeri, da 0 a 9, inseriti nello schienale, create da Luigi Billiani. Le sedie sono realizzate in legno di faggio, disponibile in tre versioni, naturale, ciliegio o wengé o in ben 180 colori di vernice laccata.
Infine, come soluzione per la libreria, per ovviare ai classici cassetti e carrelli in acciaio, vi propongo Plumber, di Stella Bleu Designs.
Plumber è una libreria industrial, realizzata con autentici tubi idraulici, un po’ retrò. Le composizioni sono molteplici, abbinate anche a mensole e lampadine, per illuminare in maniera soft l’ambiente.
Una soluzione che ricorda in parte Floor 95, l’attaccapanni multitasking di Mark Braun, perfetto per l’ingresso.
www.dialmabrown.it/index.asp
www.fontanaarte.it
www.maisonsdumonde.com
www.billiani.it/new/en/products/numbers
www.konstantin-grcic.com