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Elettrosmog in casaUna nuova forma di inquinamento casalingo, generato contestualmente alla sempre più capillare diffusione di apprecchiature elettroniche negli ambienti domestici |
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La grande diffusione di tecnologie e apparecchiature elettroniche negli ultimi anni, ha portato sicuri benefici sul piano delle telecomunicazioni, azzerando distanze e facilitando l’utilizzo di pc e sistemi di calcolo sempre più efficienti. Ma ha anche provocato un diffondersi anche abbastanza capillare di un inquinamento diverso da quello a cui siamo abituati a pensare di solito, legato ai consumi energetici e all’elettromagnetismo.
L’elettrosmog, o e-Pollution, è un fenomeno inquinante che si caratterizza con emissioni in un ambiente di onde elettromagnetiche, date dalla presenza di apparecchi e apparati elettronici, elettrici e delle telecomunicazioni.
Elettromagnetismo che in realtà si somma in realtà a quello buono, esistente in natura, indipendente dalle fonti artificiali introdotte dall’uomo.
Anche se certezze sulle negatività che può provocare sul corpo umano a seguito di una lunga esposizione non sono ancora del tutto provate, esistono però dei limiti imposti all’esposizione e alle intensità delle frequenze, almeno per limitare gli effetti acuti.
Esiste anche una normativa europea che stabilisce da decenni precisi limiti sulle emissioni e sulle esposizioni all’emissione elettromagnetica. E anche discipline nell’ambito dell’ingegneria elettrica, come la compatibilità elettromagnetica o EMC, che studia la generazione, la trasmissione e la ricezione non volontaria di energia elettromagnetica in relazione agli effetti indesiderati che queste possono comportare, con l'obiettivo di garantire il corretto funzionamento nel medesimo ambiente dei diversi apparati che coinvolgono fenomeni elettromagnetici nel loro funzionamento.
Ma dove si annida l’elettrosmog casalingo? Non solo cellulari e pc. Nelle radiosveglie ad esempio. O nei forni a microonde. Ma basta un cavo o una presa attiva. Forse si esagera, ma ad esempio gli elettrodomestici in standby, sono una fonte sempre presente.
Ci sono anche studi specializzati nel rilevamento delle quantità di elettrosmog presente in casa. Oltre a rimedi adottabili nel quotidiano per ridurre l’esposizione. Si va dal banale spegnimento totale dell’apparecchio, fino, ad esempio alle vernici antistatiche, che dissipano le cariche elettrostatiche, riducendo così i danni.
Qualora siate ancora scettici, ricordo che questa tipologia di vernici è una soluzione comunque valida anche per chi ha dichiarato guerra alla polvere!
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