La bellezza delle costruzioni in mattoni, siano essi utilizzati per realizzare una muratura portante oppure come rivestimento esterno, trasmette agli osservatori il senso della solidita' ed il valore del contesto urbano tipici degli edifici del passato, ai quali periodicamente si tende come a paradigmi della bellezza delle citta' storiche rispetto agli eccessi dell'architettura moderna.
Piuttosto spesso, però, le cortine di mattoni sono visivamente sporcate da fastidiosi fenomeni chimici di superficie che impediscono di godere della bellezza delle stesse e, in alcuni casi, possono essere anche precursori o cause di patologie anche più gravi e che vanno evitate: stiamo parlando delle efflorescenze, termine che identifica la presenza di composti di natura chimica che hanno un aspetto paragonabile ad una fioritura.
I tipi di efflorescenza più comuni sono, come dicevamo, il risultato di reazioni chimiche di sostanze presenti nelle malte di posa o nei mattoni stessi, oppure che raggiungono il muro per fenomeni di risalita. Le più conosciute sono quelle dovute ai solfati e ai cloruri di sodio e di potassio, che sui muri esterni usualmente svaniscono col tempo, oppure quelli generati dal solfato di calcio, particolarmente pericolose perchè in grado di danneggiare i mattoni disgregandoli lentamente e che possono essere eliminate lavando le superfici con speciali soluzioni chimiche a norma, o ancora quelle da carbonato di calcio, eliminabili con l'utilizzo di una spazzola morbida e con lavaggio con soluzioni a norma.
Più rare, e particolarmente pericolose da trattare al punto da richieder l'intervento di uno specialista, sono le efflorescenze da Solfato di magnesio, quelle da sali di cromo, di molibdeno o di vanadio, caratterizzate da una variante cromatica giallo-verde-bruno, quella da sali di manganese, usualmente di colore marrone e trattabili con una miscela di acqua, acido acetico e acqua ossigenata, e quelle da solfato di ferro, caratterizzate da un tipico colorato rossastro localizzato nei giunti e trattabile con acido ossalico e successivo risciacquo.
Per evitare che si verifichino questi fastidiosi inconvenienti, innanzitutto, è importante, a monte, che ci sia un controllo sui materiali impiegati, relativamente alla loro provenienza e qualità, cui segue un corretto immagazzinamento degli stessi materiali che ne garantisca la protezione dagli agenti atmosferici, una adeguata esecuzione ad opera d'arte dei manufatti e la protezione degli stessi appena costruiti, senza dimenticare di consultare con attenzione le schede tecniche dei materiali per evitare che siano gli stessi prodotti di lavaggio a causare le efflorescenze perchè impiegati in maniera non corretta.
Particolare attenzione va anche messa alle modalità di appoggio dei muri, siano essi su terreno o su solette in cls ancora in fase di maturazione e perciò umide, affinchè gli stessi muri non assorbano dagli elementi di appoggio quantitativi di sali solubili che finiranno per trasferirsi sulle cortine murarie, dando origine alle reazioni chimiche già evidenziate: in tali casi è buona norma progettuale e costruttiva prevedere e realizzare un adeguato isolamento mediante interposizione di una membrana isolante.
arch. Silvio Indaco