Le parti interrate di un fabbricato, prima di essere annegate nel terreno per la definitiva sistemazione, hanno bisogno di essere protette dall'umidita' circostante, oltre a essere bisognevoli di opportuni accorgimenti per evitare dispersioni termiche.
Fino agli anni 60, le pareti in cemento armato che costituivano le chiusure interrate perimetrali dell’edificio, venivano trattate con una passata dii bitume o altro materiale impermeabilizzante, al fine di assicurare nel tempo una buona tenuta dell’involucro.
Con il tempo si è visto che a causa di numerose sollecitazioni dovute allo sfregamento del terreno di riporto, misto a parti taglienti come sfridi di laterizi o parti metalliche come pezzi di ferri d’armatura, ecc., il manto impermeabile perdeva la sua integrità.
Preso atto degli inconvenienti citati, si è passati all’impiego di nuovi sistemi impermeabilizzanti come ad esempio il Platon..jpg)
Il Platon è un innovativo sistema di impermeabilizzazione costituito da membrane di drenaggio con camera d'aria. Tale sistema, ha cambiato rapidamente i sistemi esistenti d'impermeabilizzazione, di protezione e di drenaggio dei muri di fondazione.
Il Platon se correttamente impiegato, evita la pressione idrostatica e abbatte le infiltrazioni che possono danneggiare le strutture delle costruzioni.
I benefici di un tale sistema, danno il massimo dei benefici, a condizione che la loro posa in opera, venga effettuata a perfetta regola d’arte.
Normalmente però si assiste a pose in opera assurde, prive di ogni criterio logico, i fogli del materiale vengono fissati alle pareti in cemento armato, mediante chiodature ripartite su pezzi di legno allo scopo di mantenere aderenti i fogli alle pareti nel momento del reinterro.
Niente di più sbagliato! I chiodi bucano la difesa impermeabile, favorendo in seguito con la loro inevitabile ossidazione, il distacco del rivestimento, unitamente alla sua rimozione, a causa degli inevitabili movimenti di assestamento che un terreno di riporto magari posato senza un tessuto non tessuto, provoca.
Ed ecco comparire infiltrazioni, formazioni di sacche di acqua controparete, con tutte le conseguenze del caso.
Il platon va posato utilizzando degli appositi ancoranti, avendo cura di sovrapporre per almeno 20 cm, le parti adiacenti, i teli devono necessariamente fuoriuscire dal livello del terreno di riporto, fino ad essere ripiegati in un idoneo massetto di calcestruzzo, previa sigillatura controparete del bordo superiore.
In questo modo, è possibile proteggere le pareti contro terra, sia dall’umidità di spinta, sia da sbalzi notevoli di temperatura, grazie alla camera d’aria naturale che si forma tra la parete e la particolare sagomatura del materiale impermeabilizzante.
Tenendo conto del modesto costo del materiale, si può senz’altro spendere qualcosa in più per la corretta posa del materiale, in modo da non sprecare tempo e denaro inutilmente.
arch. Francesco Oliva