Ogni anno in seguito a copiose precipitazioni atmosferiche, il territorio italiano provoca, a causa dei movimenti franosi, numerosi danni a persone e cose.
Le cause di tali fenomeni, sono da addebitarsi a numerosi fattori che vanno dall'incuria delle amministrazioni locali nel predisporre opportuni strumenti urbanistici, che indichino con precisione le zone a rischio frana, alla mancanza di opere di manutenzione delle aree a verde, alla cementificazione selvaggia, che ha sottratto enormi aree verdi dove l’essenze arboree avevano il compito di contenere con le loro radici, i movimenti franosi improvvisi.
A causa del ripetersi puntualmente ogni anno dei fenomeni descritti, la Corte di Cassazione, con sentenza 40034, ha deciso che le abitazioni che si trovano a ridosso di terreni franosi, possono essere sequestrate anche preventivamente.
Per i giudici, è legittimo il sequestro preventivo di diverse abitazioni e di un campo di calcio in provincia di Isernia, costruiti senza l’adeguamento alle norme di sicurezza, che dunque sarebbero esposti a rischio di frane.
In quelle case mancavano sia le fogne che un adeguato sistema drenante che permettesse il deflusso delle acque e il dislivello degli edifici era stato ridotto con l’aggiunta di altro terreno.
Proprio queste condizioni hanno messo le costruzioni nel mirino della giustizia: i proprietari avevano
fatto ricorso per riaverle, ma la corte ha respinto la mozione.
La Cassazione ha così motivato la sentenza: La disponibilità del bene consentirebbe la libera utilizzazione delle aree di proprietà e il pericolo concreto che ulteriori smottamenti o la rovina degli edifici possa coinvolgere persone.
Il fenomeno delle frane oltre a poter essere combattuto su larga scala mediante interventi di rimboschimento con piante adeguate, può essere impedito seminando nei casi più modesti, uno speciale miscuglio di graminacee e leguminose a radici fortemente sviluppate sia in profondità sia orizzontalmente.
Ogni terreno soggetto a erosione ed a franamento per piogge o eccessivo pendio può essere consolidato in breve tempo con una regolare semina.
Le operazioni da svolgere sono molto semplici e poco costose, esse consistono fondamentalmente nello sfalciare a mano o a macchina come i prati in pianura, le aree verdi incolte, seminare le essenze verdi in ragione di 10 Kg ogni 1.000 mq di terreno.
In questo modo, oltre a rendere di gradevole aspetto i pendii e le piccole scarpate, si consolida il terreno in modo naturale, lasciando lavorare nel tempo le radici delle leguminacee e delle graminacee, che per la loro crescita veloce, possono in breve tempo opporre una adeguata resistenza ai moti franosi minori.
L'intervento descritto è utile quando si modificano le pendenze del terreno con riporti di nuova terra in maniera non eccessiva e nel rispetto ambientale.
arch. Francesco Oliva