Casa passiva e smart grid
Di casa passiva abbiamo parlato più volte: un’abitazione che assicura, senza bisogno di impianti di riscaldamento tradizionali, un benessere termico e ambientale agli abitanti, grazie alla somma e allo sfruttamento degli apporti passivi di calore che ottiene dall’irraggiamento solare tramite pareti finestrate e supporti impiantistici alternativi. Tra questi anche il calore prodotto dagli stessi elettrodomestici, che invece di andare perso, viene riutilizzato e va a compensare insieme al resto, le perdite di calore che avvengono attraverso l’involucro dell’edificio.
Costruita in vari materiali, la casa passiva è la nuova generazione del concetto di abitazione, ispirata ai concetti base della bioedilizia e del green building, dove il fabbisogno energetico è sempre ricercato con metodi alternativi e possibilmente ecosostenibili.
Ma i nuovi modelli di abitazione stanno sempre più andando verso un controllo e una gestione energetica, finalizzati a migliorare anche il comfort e la vivibilità. Ne sono un esempio le smart grid Usa, ora avvistate anche in Europa, dove una rete intelligente sta cercando di dare una svolta alla rete elettrica standard e tradizionale degli anni ’60, trasformandola in qualcosa di moderno e tecnologico, in grado di utilizzare microprocessori e software per essere sempre più efficiente e attingere e sfruttare le fonti rinnovabili per la distribuzione di energia e un sempre maggiore risparmio energetico. Tutto ciò non è soltanto nell’aria. Si cominciano a vederne esempi e applicazioni, sempre più reali.
Ricaricare la casa domotica
Per ora è soltanto un concept, ma presto potrebbe essere realtà. E’ la nuova casa passiva con ricarica e si chiama MFC-2020. E’ una passive house francese, concepita sull’idea di ricarica elettrica. L’edificio infatti è pensato per poter permettere la ricarica degli elettrodomestici, oltre che dell’auto, naturalmente elettrica.
Presentato dalla Maisons France Confort, questo prototipo è un edificio a tutti gli effetti, studiato secondo i canoni della bioedilizia più innovativa. Ci sono i sistemi di recupero dell’acqua piovana, sistemi improntati al risparmio energetico ma anche per il controllo delle emissioni di CO2.
Ma il fulcro è la domotica, che permette tramite sistemi elettronici il controllo della produzione di energia, nonché del suo consumo. Con questa scienza interdisciplinare infatti, mira all’uso e allo sfruttamento delle tecnologie per il miglioramento della vita in casa, creando ambienti antropizzati, sempre più a misura d’uomo, che facilitano l'approccio e la gestione, utilizzando elementi sia di elettronica, che di informatica e di edilizia.
La casa diventa intelligente e, come in questo caso, si interfaccia con ciò che vi sta all’interno, grazie all’uso di touch screen, pulsanti e tastiere, nonché di riconoscimenti vocali, ovvero interfacce specificatamente intuitive, governate mediante unità computerizzate centrali e distribuite poi mediante reti locali, o anche onde bus.
Ecoefficienza domotica
All’interno del concept di MFC-2020, l’approccio sostanziale è di un’ecoefficienza domotica che si interfaccia in questo caso non solo con i sistemi passivi tipici di una passive house, ma anche con l’idea di mobilità sostenibile, tanto in ascesa oggi e non solo negli eco quartieri sostenibili di ultima generazione, già diffusi in molte zone d'Europa.
Auto, ma anche ogni genere di elettrodomestico, come la lavastoviglie, l’impianto di condizionamento, l’asciugatrice, la lavatrice, ecc., possono essere ricaricati in modo semplice, mediante anche un sistema di smart grid, che serve come rete di distribuzione alternativa e parallela, al fine di evitare sprechi, dispersioni o sovraccarichi di tensioni elettriche. Tutti gli elettrodomestici e gli impianti sono stati pensati in modo da risparmiare comunque una certa energia, utile per ricaricare, appunto, l’auto elettrica: parlando di numeri, lo scarto che si ottiene permette di ricaricare una vettura portandola ad avere anche un’autonomia minima di 60 km / giorno.
Per quanto riguarda la struttura, la casa MFC-2020 è realizzata in profili sottili di acciaio zincato, che consentono di realizzare l’edificio in tempi molto ridotti e con costi più contenuti, oltre che durevole nel tempo. L’involucro dell’edificio è invece realizzato con pannelli tipo sandwich posti all’esterno, in grado così, di non ridurre la superficie abitabile all’interno degli ambienti, oltre che di aumentare notevolmente la resistenza sismica della struttura.
Il concept innovativo francese è stato realizzato grazie all’intervento di una ventina di aziende specializzate in edilizia verde ed efficienza energetica e in realtà la casa fa parte di un progetto più ampio di edilizia ecosostenbile: un quartiere passivo e avveniristico, denominato Cité de l’Environnement, che sta sorgendo a Saint-Priest, vicino a Lione, nel cuore della regione Rhône-Alpes in Francia.