Con l'approvazione della manovra finanziaria e' entrata ieri in vigore la Scia (Segnalazione Certificata d'Inizio Attivita'), che dovrebbe sostituire definitivamente la Dia.
Si tratta di un ulteriore passo avanti verso una maggiore semplificazione burocratica per l'accesso all'attivita' imprenditoriale, che tocca in questo caso il settore edilizio. Infatti, per dare inizio ai lavori, sara' sufficiente depositare la segnalazione in comune e non attendere piu' i 30 giorni previsti dalla Dia.
L’amministrazione comunale avrà poi 60 giorni di tempo per effettuare le necessarie verifiche ed eventualmente sospendere i lavori o ordinare le necessarie demolizioni.
La nuova disciplina non sarà valida, comunque, per gli immobili sottoposti a tutela o ai vincoli, ambientali, culturali o paesaggistici.
In pratica avviene che, essendo la legge già in vigore, i cittadini potrebbero subito usufruirne ma i dubbi interpretativi subito sorti potrebbero indurre i cittadini ad aspettare due mesi per evitare il blocco dei lavori già avviati.
Ma entriamo nel dettaglio dei contenuti della nuova norma: il nuovo articolo 19 della legge 241/1990, introdotto dal comma 4-bis dell'articolo 49 della manovra finanziaria (Dl 78/2010), prevede che una segnalazione dell'interessato possa sostituire ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato.
Fermo restando naturalmente la non sussistenza di particolari vincoli. Quindi la norma lascia intendere che la Segnalazione possa sostituire non solo la Dia ma anche ogni altro tipo di titolo abilitativo, compreso il permesso di costruire.
In questo modo, quindi, si passa, da una forma di controllo preventivo a uno successivo e comunque limitato, visto che, trascorsi i 60 giorni, il potere di repressione può essere esercitato solo in maniera molto circoscritta.
L’applicazione della legge non è così lineare, perché sono previsti limiti in base in base alla strumentazione urbanistica vigente per cui appare chiaro che dovrebbero essere esclusi gli ampliamento volumetrici che, per l’appunto, sono limitati nella strumentazione urbanistica.
Le Regioni sono già sul piede di guerra ed hanno espresso numerose perplessità sui contenuti della nuova disciplina, nonché sulle limitazioni alle loro specifiche competenze.
Si spera, quindi, che queste questioni siano risolte e che non diano adito ad una sorta di conflitto tra Stato e Regioni come è avvenuto per il piano casa, che ha portato ad uno stallo nell’applicazione della legge.
Nonostante i dubbi intrpretativi, per i quali si resta in attesa di istruzioni, e le perplessità, è bene chiarire che se un cittadino presenta oggi una Segnalazione, il comune è tenuto ad accettarla, e da quel momento scattano i 60 giorni per i controlli.
arch. Carmen Granata