Il Comitato Esecutivo dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana che si occupa di tutelare e promuovere gli interessi del Sistema bancario e finanziario) ha approvato, il 21 ottobre a Milano, il
Piano famiglie a sostegno dei nuclei familiari in difficoltà con il pagamento del mutuo bancario a seguito della crisi finanziaria.
In particolare, con l’Avviso comune firmato tra l’ABI e le altre rappresentanze dell’Osservatorio permanente sui rapporti banche-imprese, verrà offerta la possibilità, ad alcune famiglie disagiate, l’opportunità di sospendere le operazioni di rimborso mutuo per una durata base di 12 mesi.
Quali sono le famiglie che possono usufruire di tale Piano?
Le categorie prescelte sono quelle che hanno disagi quali:
- perdita del posto di lavoro dipendente a tempo indeterminato o termine del contratto di lavoro
dipendente a tempo determinato, parasubordinato o assimilato;
- cessazione dell’attività di lavoro autonomo;
- morte di uno dei componenti il nucleo familiare percettore del reddito di sostegno della
famiglia;
- interventi di sostegno al reddito per la sospensione del lavoro (Cig e Cigs).
Un provvedimento che sarà operativo dal gennaio 2010 e potrà essere richiesto presso le banche che aderiranno all’accordo interposto dal Comitato Esecutivo dell’ABI.
Il Piano, sostiene l’ABI, si focalizza sulle misure oggi attive e relative alla sostenibilità della rata di mutuo per le famiglie che abbiano perso il reddito a causa della crisi; all’accesso a nuovo credito per garantire alcuni consumi primari; al sostegno per l’avvio di micro attività imprenditoriali o alla ricerca di nuova occupazione.
Alcuni di questi strumenti sono messi a disposizione dall’industria bancaria in modo autonomo (portabilità e rinegoziazione dei mutui), altri derivano da partnership con il Governo, le Regioni, i Comuni e la Conferenza Episcopale Italiana, che hanno istituito appositi fondi di garanzia o fondi a copertura di determinati oneri (interessi, commissioni ecc.), altri ancora da accordi con le parti sociali (convenzione per l’anticipazione Cig-Cigs).
Potrebbero essere circa 110 mila le famiglie interessate all’iniziativa per un valore complessivo di circa 8 miliardi secondo le stime effettuate.
Per quanto concerne i nominativi delle banche aderenti all’iniziativa occorre attende qualche giorno ma hanno espresso già parere favorevole all'iniziativa: Banco Popolare, Unicredit, Banca Intesa, Monte dei Paschi di Siena.
La Banca Popolare di Vicenza, prima ad aderire all’operazione, si è
dichiarata favorevole alla sospensione del mutuo per le famiglie in difficoltà aderendo al Protocollo d'intesa tra le Prefetture venete, le Province venete e gli Istituti Bancari a sostegno delle fasce sociali più deboli.
Il 09 / 10 / 2009, prima che si firmasse l’accordo, con un comunicato stampa prelevabile dal sito aveva annunciato: le famiglie e i privati potranno sospendere il pagamento dell'intera rata del mutuo per un periodo massimo di 18 mesi, le aziende per 12 mesi.
Banca Popolare di Vicenza ha attivato la sospensione fino a 18 mesi delle rate del mutuo per le famiglie in difficoltà ed ha aderito al Protocollo d'Intesa tra le Prefetture Venete, le Province di Venezia, Verona, Vicenza, Belluno, Padova e Rovigo finalizzato al sostegno delle fasce sociali maggiormente colpite dagli effetti negativi dell'attuale congiuntura economica.
Il protocollo prevede la sospensione del pagamento delle rate dei mutui e delle quote di interessi maturati, fino ad un massimo di 18 mesi per tutti i privati in difficoltà nel pagamento delle rate del Mutuo Prima Casa a causa della perdita del lavoro, dell'entrata in cassa integrazione, dell'insorgere di una malattia grave o del decesso di un familiare.
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arch. Monica Pezzella