Anche la Calabria ha finalmente il suo Piano Casa: infatti e' stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 15 del 16 agosto 2010 la Legge Regionale 11 agosto 2010, n. 21 recante Misure straordinarie a sostegno dell'attivita' edilizia finalizzata al miglioramento della qualita' del patrimonio edilizio residenziale.
Quindi il via libera per effettuare ampliamenti volumetrici scatterà a partire da metà ottobre, quando sarà scaduto il termine di 60 giorni previsto per permettere ai singoli comuni di limitare le misure straordinarie sul proprio territorio.
La legge consente di effettuare ampliamenti volumetrici senza mutamento di destinazione d’uso, del 20% della superficie lorda, con un massimo di 200 mc e 60 mq di superficie lorda, su edifici che, alla data del 31 marzo 2009, non superavano i 1000 mc.
In caso di edifici plurifamiliari o condomini l’ampliamento è ammesso, purchè venga realizzato in maniera uniforme e con le stesse modalità su tutte le unità immobiliari della stessa tipologia.
Del resto la commissione che ha esaminato la legge ha posto come uno dei requisiti fondamentali per poter effettuare gli ampliamenti, quello che siano uniformi architettonicamente con il resto dell’edificio.
L’ampliamento è ammesso, fino al 35% anche in caso di demolizione e ricostruzione, senza modifica di destinazione d’uso, e anche variando il numero complessivo delle unità immobiliari, purchè ciascuna non sia inferiore al limite minimo di 60 mq lordi. Ciò al fine di migliorare la qualità del patrimonio edilizio esistente.
In entrambi i casi, però, è previsto che gli interventi comportino obbligatoriamente un miglioramento delle prestazioni energetiche dell’edificio, in ottemperanza a quanto previsto dalla normativa vigente e, in particolare, alla direttiva 2002/91/CE, al D.Lgs. n. 311/2006 ed al D.P.R. n. 59/2009.
Altre norme a cui bisogna dimostrare la rispondenza sono quelle relative all’eliminazione delle barriere architettoniche, alla sicurezza antisismica e a quella degli impianti.
I lavori devono inoltre essere realizzate da ditte in possesso dei requisiti previsti dalla legge e, in particolare, del documento unico di regolarità contributiva (DURC).
Le misure straordinarie potranno essere messe in atto, comunque, non oltre i prossimi due anni.
Naturalmente nel testo sono elencati anche una serie di immobili su cui non è possibile effettuare gli interventi, quali edifici abusivi, immobili storici, con vincolo di inedificabilità o ubicate in aree a rischio idrogeologico.
Discorso a parte è quello relativo ai cosiddetti edifici incompiuti, una realtà molto diffusa sul territorio calabrese, sui quali si potrà intervenire solo a patto di completare l’immobile una volta per tutte.
Altra differenza rispetto al Piano Casa nazionale riguarda l’inserimento e il recupero di seminterrati e sottotetti: nel caso in cui le coperture di questi ultimi contenessero amianto, dovranno essere sostituite.
Inoltre la Regione potrà individuare immobili, anche non residenziali, che deturpano il paesaggio, da demolire e ricollocare altrove, con aumento volumetrico del 30% che potrà essere aumentato di un ulteriore 5% nel caso di raggiungimento di autosufficienza energetica.
Arrivata in notevole ritardo rispetto all’accordo stato-regioni che ha dato l’avvio al Piano Casa e quindi agli strumenti legislativi emanati dalle altre regioni, la legge calabrese ha però finito col recepire l’ultima norma emanata in materia di semplificazione edilizia, la n. 122 del 30 luglio 2010, che ha introdotto la cosiddetta SCIA, Segnalazione certificata di inizio attività.
Così, per dare inizio ai lavori sarà sufficiente, in alternativa alla richiesta di Permesso di costruire, la presentazione della SCIA.
Infatti, poiché la legge è arrivata in aula pochi giorni dopo l’approvazione della manovra economica d’estate, si è deciso di sostituire con un emendamento la SCIA alla DIA, e in tal modo la Calabria ha implicitamente sposato la tesi secondo cui questo strumento può e deve essere applicato edilizia, su cui permanevano ancora molti dubbi.
arch. Carmen Granata