La scelta di una ringhiera in vetro e' condizionata quasi esclusivamente dall'aspetto estetico dovuto alle caratteristiche di leggerezza visiva e di naturale inserimento in contesti architettonici moderni.
Nei fatti, queste strutture sono soggette a due normative, il D.M. del 14 gennaio 2008 – Norme Tecniche per le Costruzioni - G.U. n°29 del 4 febbraio 2008- (resistenza a carichi orizzontali) e la Normativa UNI 7697/2007 (criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie).
La prima disposizione (paragrafo 3.1.4.1), applicata ad unità di tipo residenziale (tabella 3.1.II), sancisce una condizione di sicurezza riferita alla resistenza della ringhiera ad una spinta orizzontale pari a 100 kilogrammi per metro lineare.
L’altra regolamentazione, facente parte del nostro ordinamento legislativo, determina dei principi costruttivi che riguardano la tamponatura in vetro.
Su questo punto è opportuno fare alcune considerazioni di carattere generale.
Sebbene la UNI 7697 prescriva l’utilizzo di lastre di vetro anticaduta con classe di sicurezza 1B1, il rispetto di questa condizione non definisce automaticamente la conformità della balaustra.
Difatti, in caso di urto, oltre al vetro, anche il sistema di connessione alla struttura della ringhiera deve resistere alla sollecitazione.
La questione ora viene posta su un piano puramente semplificativo, fornendo una interpretazione di carattere tecnico e rinviando chi è interessato ad una analisi più approfondita dell’argomento.
Tutto ciò è determinato da una verifica di resistenza della balaustra soggetta ad un carico dinamico tramite il sistema denominato Prova del Pendolo.
Viene simulata, cioè, la resistenza della struttura sottoposta alla caduta accidentale di una persona e al conseguente impatto con il piano della ringhiera.
In questo caso vi sarà una differente risposta alla sollecitazione in funzione del tipo di ancoraggio che può essere realizzato con una intelaiatura metallica lungo i bordi della lastra o con pinze e connettori (reperibili in commercio), collocati ai quattro angoli del piano in vetro.
A tal proposito, si aprono delle valutazioni circa la migliore soluzione da adottare poiché la questione si sposta su concetti sperimentali e di verifica reale dell’efficacia del sistema di collegamento.
A conclusione di quest’argomento, si richiama l’importanza ad una analisi più esaustiva su ogni singolo caso e si suggeriscono due possibili soluzioni.
Nel primo caso, si adotta un sistema prodotto industrialmente e già munito delle certificazioni di conformità, mentre nel secondo, si procede ad una verifica delle condizioni di stabilità e di prova di impatto su un campione di ringhiera avente le stesse caratteristiche (vincoli con la struttura in c.a., connessioni lastre di vetro, ecc.) analoghe a quella da collocare.
arch. Emanuele Distefano