Il 1° settembre 2009 è sempre più vicino! Cosa accadrà mai in quella data?
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rse non tutti sanno che da quel giorno saranno bandite in tutta Italia le lampadine ad incandescenza da 100 watt. Successivamente altre date segneranno la fine della mitica lampadina: quelle da 75 watt non saranno più vendibili dal 1° settembre 2010, nel 2011, toccherà alle lampadine da 60 watt bulbi, il 1° settembre 2012 diremo addio alle lampadine da 25W a 40W, ed infine saranno bandite anche quelle alogene dal 1° settembre 2016.
Addio dunque al filamento metallico di tungsteno che, portato all'incandescenza alla temperatura di 2700 K per effetto Joule, fa funzionare da 131 anni la lampadina ad incandescenza (era il 1878 quando l’imprenditore Thomas Alva Edison riuscì a realizzarne un esemplare sufficientemente durevole).
Una scomparsa graduale ma ineluttabile voluta dalla Commissione Europea a Bruxelles il 18 marzo 2009.
Una fine preannunciata l’8 dicembre 2008 dai rappresentanti dei governi dei Ventisette in un comitato Ue di regolamentazione.
Dal settembre 2012 saranno immesse sul mercato solo lampade di efficienza energetica A, B o C, indipendentemente dalla loro potenza.
Le nuove lampadine a fluorescenza consentiranno un notevole risparmio energetico, esse durano in media 10 volte in più rispetto alle normali lampadine e consumano fino a 5 volte meno.
In materia di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE), l'Unione Europea ha stilato una Normativa specifica riassunta in tre direttive: 2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE. Tali direttive in Italia sono state recepite dal Decreto Legislativo 151 del 25 luglio 2005.
L’Art.5 ((Divieto di utilizzo di determinate sostanze) così viene enunciato:
1. Fatto salvo quanto stabilito all'allegato 5, a decorrere dal 1° luglio 2006, è vietato immettere sul mercato apparecchiature elettriche ed elettroniche nuove rientranti nelle categorie individuate nell'allegato 1 A, nonché sorgenti luminose ad incandescenza, contenenti piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente, bifenili polibromurati (pbb) od etere di difenile polibromurato (pbde).
Che fine faranno tutte le lampadine smaltite?
Il decreto legislativo 151/2005 n. 151 (Attuazione delle direttive 2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE, relative alla riduzione dell'uso di sostanze pericolos
e nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché allo smaltimento dei rifiuti) disciplina proprio lo smaltimento di questo tipo di prodotto.
Nell’allegato 1 B (articolo 2, comma 1) negli esempi di prodotti che devono essere presi in considerazione ai fini del presente decreto sono presenti:
5. Apparecchiature di illuminazione.
5.1 Apparecchi di illuminazione. Valutazione in peso ai fmi della determinazione delle quote di mercato ai sensi dell' articolo 10, comma 1.
5.2 Tubi fluorescenti.
5.3 Sorgenti luminose fluorescenti compatte.
5.4 Sorgenti luminose a scarica ad alta intensità, comprese sorgenti luminose a vapori di sodio ad alta pressione e sorgenti luminose ad alogenuri metallici.
5.5 Sorgenti luminose a vapori di sodio a bassa pressione.
Saranno inoltre, obbligatori per legge, gli smaltimenti di tali rifiuti presso appositi centri di raccolta in quanto la presenza di mercurio nelle lampadine non le rende riciclabili con il vetro.
Se nel settembre 2009 morirà la lampadina a incandescenza c’è già qualcuno che nostalgico di tale fonte d’illuminazione ha iniziato alcuni studi per sopperire alla mancanza di tale oggetto: Ingo Maurer.
In occasione del Salone del Mobile di Milano 2009, il designer tedesco, presentando l'Euro Condor (u
na guaina che trasforma la sorgente luminosa trasparente in opaca), ha difatti lanciato uno slogan sulla falsariga pubblicitaria di una nota marca di preservativi: «Proteggiti da normative insensate, usa l’Euro Condom».
Questa idea, una sottile guaina in silicone resistente al calore da applicare sulla lampadina, consente di mutare una lampadina trasparente in una opaca.
Il modello del performer Mauer, presente ad Euroluce 2009, chissà come sarà interpretato dalla Commissione Europea e se la sua idea sarà accettata dalla normativa.
arch. Monica Pezzella