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I prodotti Raee |
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Il disastro ampiamente annunciato causato dai rifiuti cittadini altamente inquinanti è un argomento attualissimo. Si parla di dislocazione di discariche, di impianti termo distruttori, di riciclaggio sbagliato o quasi inesistente e la questione diventa sempre più incalzante ruotando intorno all’affarismo legato oggi a questo problema che pare abbia arricchito non pochi in passato.
Lo scaricare per anni in modo improvvisato in discariche abusive ed in maniera sbrigativa in fossi improvvisati ha dato vita a problemi che oggi sembrano insormontabili. Cercare delle spiegazioni e responsabilità é compito difficile, le colpe sono distribuite fra tante persone che erroneamente hanno gestito la questione.
Anche noi cittadini abbiamo una grande fetta di responsabilità quando si parla di spazzatura.
Se solo riflettessimo sul fatto che i rifiuti possono essere una risposta ed una risorsa, giacché molte cose che gettiamo nei cassonetti sono riciclabili e soprattutto contengono materie prime rinnovabili, il problema risulterebbe di più
facile risoluzione.
Basta considerare che negli elettrodomestici che gettiamo nei cassonetti c’è nascosto un tesoro: ferro, rame, plastica ed alluminio che possiamo riciclare in mille modi diversi.
In America la chiamano e-waste in Italia Raee (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), ma il significato è lo stesso in quanto l’argomento trattato è sempre lo stesso.
Il decreto legge 151 del 2005 le classifica all’art.3 come: apparecchiature che dipendono per un corretto funzionamento da correnti elettriche o da campi elettromagnetici [...] progettate per essere usate con una tensione non superiore a 1.000 volt per la corrente alternata e a 1.500 volt per la corrente continua.
Sono quindi prodotti Raee: computer, elettrodomestici grandi e piccoli, condizionatori d’aria. Per questi oggetti è necessario predisporre ed attuare alcune regole dettate nell’art.3:
1) Prevenzione: le misure volte a ridurre la quantità e la nocività per l'ambiente dei RAEE e dei materiali e delle sostanze che li compongono;
2) Reimpiego: le operazioni per le quali i RAEE o i loro componenti sono utilizzati allo stesso scopo per il quale le apparecchiature erano state originariamente concepite, compresa l'utilizzazione di dette apparecchiature o di loro componenti successivamente alla loro consegna presso i centri di raccolta, ai distributori, ai riciclatori o ai fabbricanti;
3) Riciclaggio: il ritrattamento in un processo produttivo dei materiali di rifiuto per la loro funzione originaria o per altri fini, escluso il recupero di energia;
4) Recupero di energia: l'utilizzo di rifiuti combustibili quale mezzo per produrre energia mediante incenerimento diretto con o senza altri rifiuti, ma con recupero del calore;
5) Recupero: le operazioni indicate all'allegato C del decreto legislativo n. 22 del 1997;
6) Smaltimento: le operazioni indicate all'allegato B del decreto legislativo n. 22 del 1997;
7) Trattamento: le attività eseguite dopo la consegna del RAEE ad un impianto, autorizzato ai sensi degli articoli 27 e 28 del decreto legislativo n. 22 del 1997 o che ha effettuato la comunicazione di cui agli articoli 31 e 33 del medesimo decreto, in cui si eseguono tutte o alcune delle seguenti attività: eliminazione degli inquinanti, disinquinamento, smontaggio, frantumazione, recupero o preparazione per io smaltimento e tutte le altre operazioni eseguite ai fini del recupero o dello smaltimento del RAEE.
In Italia si producono 800 mila tonnellate di rifiuti l'anno, circa 14 kg l’anno procapite e ne vengono riciclati ben pochi, anche se le cose sembrano migliorare.
Con l’entrata in vigore, nel 2008 del decreto 151, la gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici non sarà più competenza esclusiva dei Comuni.
Vediamo cosa cambia e con quali conseguenze:
Art. 4 - Progettazione dei prodotti
1. Al fine di promuovere il reimpiego, il riciclaggio e le altre forme di recupero dei RAEE, in modo da ridurne la quantità da avviare allo smaltimento, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, di concerto con il Ministero delle attività produttive, adotta misure dirette a favorire ed incentivare, da parte dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche, l'impiego di modalità di progettazione e di fabbricazione di dette apparecchiature che agevolano lo smontaggio, il recupero e, in particolare, il reimpiego ed il riciclaggio dei RAEE e dei loro componenti e materiali, salvo nei casi in cui i diversi processi di fabbricazione utilizzati o i prodotti ottenuti presentino altri vantaggi dì primaria importanza, quali un minor impatto ambientale in fase produttiva o di utilizzo, un minor consumo energetico o superiori livelli di sicurezza.
2. Per le finalità di cui al comma 1, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, di concerto con i Ministeri delle attività produttive e dell'economia e delle finanze, individuano e promuovono politiche di sostegno e di incentivazione, nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio previsti per gli scopi di cui al comma 1.
Il D.Lgs. Governo n° 151 del 25/07/2005, attuazione delle direttive 2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE, relative alla riduzione dell'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché allo smaltimento dei rifiuti, è dunque un passo avanti nella questione rifiuti.
Il costo dello smaltimento smetterà di incidere sulla Comunità, tramite tassa o tariffa per i rifiuti urbani, andando ad attingere risorse solo da chi acquista questo genere di prodotti.
Non tutti sanno che paghiamo una quota ogni volta che compriamo un apparecchio nuovo che varia a seconda del peso dell’elettrodomestico con un costo medio di circa 3,5 centesimi di euro per kg.
Questa autotassazione servirà ad eliminare la tassa comune e la logica è quella di non aggravare tutti ma solo i beneficiari delle apparecchiature. I consumatori, che fino ad oggi erano obbligati a portare i propri RAEE presso le eco-piazzole comunali, oggi possono semplicemente lasciare i rifiuti ai distributori.
Il decreto è però fermo al Consiglio di Stato per il parere previsto dalla legge e l’obbligo speriamo avvenga presto senza ulteriori proroghe e rinvii.
arch. Monica Pezzella
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