Mi capita di ascoltare sempre più spesso la domanda: Possiamo fare una DIA?? Quasi col timore di sentirselo diniegare. Tutta questa apprensione appare, a volte, assolutamente ingiustificata, dato che ormai molte regioni hanno previsto la superdia per tutti i lavori edilizi, poichè la differenza tra i due atti legittimanti relativamente modesta e sostanzialmente legata al solo fattore tempo.
La DIA segue, di solito e salvo imprevisti, un iter più rapido: i famosi 30 giorni dalla presentazione, trascorsi i quali si possono iniziare i lavori, mentre col Permesso di Costruire ne potrebbero passare 60, 75 o, nelle grandi città, anche 150 o più, sebbene qualche comune in un mesetto in grado di emanare l'agognato permesso.
Nelle zone soggette a vincolo i tempi in genere si eguagliano,
perchè i 30 giorni decorrono solamente dall'ottenimento delle autorizzazioni degli enti preposti alla tutela del vincolo stesso. I costi del professionista, il contributo di costruzione, le sanzioni, i documenti da presentare, ecc. sono praticamente gli stessi poichè legati al tipo di intervento edilizio e non al modo in cui questo possa essere assentito.
Vi è però un'ultima differenza, sempre legata al tempo, che fa preferire la DIA al Permesso di Costruire: quest'ultimo potrebbe incorrere nel cosiddetto silenzio rifiuto, cioè l'inerzia dell'amministrazione che non provvede ad emanare l'atto da noi richiesto, mentre con la DIA il silenzio dell'amministrazione è la norma ed è considerato silenzio assenso.
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Gigi Rusconi