Obbligo della raccolta differenziata dei rifiuti
Per il cittadino comune i termini raccolta differenziata dei rifiuti suonano ormai familiari e hanno molto a che spartire con la sua vita quotidiana.

Ma forse non tutti sanno che il comportamento ecologicamente ed eticamente corretto da essi definito è stato reso obbligatorio, in prima battuta, già nel 1975, con l’emanazione della Direttiva CEE 75/442 imposta a tutti gli stati membri della Comunità Europea.
Tale norma, ora abrogata dalla Direttiva 2006/12/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 5 aprile 2006 relativa ai rifiuti (pubblicata nella GUUE L 114/9 del 27/04/2006), prevedeva all’art. 3, per ogni detentore di rifiuti, il recupero dei materiali di scarto mediante riciclo, reimpiego o riutilizzo.
Sebbene inizialmente molti abbiano interpretato questo invito come una sorta di suggerimento e non come un obbligo inderogabile, al giorno d’oggi, a quasi 40 anni di distanza, molto è stato fatto in termini normativi e organizzativi.
In tutte le strade cittadine trovare un cassonetto solitario destinato alla raccolta indifferenziata è ormai una rarità. La maggior parte delle volte gode della buona compagnia di almeno altri due suoi simili: il cassonetto adibito a ricevere carta e cartone e quello, un po’ più generico, che accoglie vetro, alluminio e plastica.
Abitando a Roma non posso che fare riferimento alla realtà che vivo ogni giorno e che mi trovo a fronteggiare ogni qual volta che, arrivando da casa carica di sacchetti, devo valutare a quale contenitore indirizzarli.
So che in altri Comuni italiani la differenziazione è ancora più netta (e lo smaltimento e il recupero più efficienti) e che il controllo degli organi di vigilanza è esteso, in modo pressante ed efficiente, anche a questo ambito di preservazione e tutela del territorio e delle sue risorse.
Ma partiamo dalla radice del problema della raccolta differenziata dei rifiuti o, meglio, siamo ottimisti, dalla sua soluzione.
Organizzare la raccolta differenziata dei rifiuti
La cosa fondamentale è, prima di tutto, organizzare lo spazio domestico destinato agli scarti.
In molte serie di mobili componibili da cucina la loro destinazione è uno dei comodi contenitori, appositamente studiati e predisposti, collocati negli ampi cassettoni al di sotto del piano del lavello.
Quando però la cucina non può godere di tale sistema organizzativo, vuoi per vetustà dell’arredo, vuoi per carenze oggettive di spazio, è frequente che l’area rifiuti sia disorganizzata, caotica e anche antiestetica.
Il mercato del design, sempre ben disposto a rispondere con efficienza e originalità alle esigenze del vivere contemporaneo, propone da tempo soluzioni convincenti per risolvere la questione della raccolta differenziata.
Il più delle volte, inoltre, i contenitori proposti sono a loro volta riciclabili e pubblicizzano, già di per sé, la bontà del processo di differenziazione e recupero.
Contenitori originali per la raccolta differenziata dei rifiuti
Il bresciano Flussocreativo, giovane laboratorio di idee, associa al riciclo un inedito aspetto ludico.
Nella sua infanzia ciascuno di noi, credo, ha avuto a che fare con i celebri mattoncini multicolore da costruzione; imitati da molti, ma mai raggiunti, sono da anni i protagonisti dei più creativi giochi infantili e consentono di creare ambientazioni reali e fantastiche, mondi nuovi nei quali immaginare storie avvincenti e fantastiche avventure.
Ebbene proprio questi mattoncini assumono nel progetto Leco una nuova forma buona ed ecosostenibile e, da gioco, si trasformano in stazione ecologica attrezzata.
Il sistema è composto da due coppie di contenitori di diversa grandezza. I due dalle dimensioni minori, nei colori blu e verde, sono destinati ai sacchetti per l’alluminio e il vetro. Quelli più ampi, in bianco e giallo, ricevono rispettivamente carta e plastica.
Tutti e quattro, dotati di base e coperchio componibili a incastro, sono dotati di sportello anteriore apribile a ribalta, ideale per asportare il sacchetto interno, alloggiarvene uno nuovo e per riporre comodamente i rifiuti quando necessario.
C’è da augurarsi che Leco (termine che fonde la parola Lego con l’ispirazione eco del progetto), ancora allo stadio di prototipo, venga presto commercializzato; associare il gioco a un compito quotidiano sembra davvero una carta vincente!
Ulteriore aspetto positivo della proposta è il materiale con il quale i contenitori sono realizzati: polietilene a bassa densità, completamente riciclabile e stampabile con procedimenti industriali / artigianali rapidi e a basso costo.
Visto che le buone idee sembrano nascere dalla contaminazione tra ambiti diversi, non posso evitare di illustrare un’altra proposta degna di un vero melting pot ambientale – industriale.
Riciclo e contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti
Si tratta di ZIP, il cestino per la raccolta differenziata realizzato con vecchi copertoni di autoveicoli e dotato di un’insolita zip che, percorrendolo tutto intorno, è lo strumento per comporlo.
Aperto, il contenitore si presenta infatti come un semplice lembo di gomma nero, facile da trasportare e da riporre quando non utilizzato. Chiuso con la zip, vivacemente colorata a contrasto, è solido, resistente e facilmente individuabile, nel suo contenuto, tramite la fascia superiore che riporta la scritta paper, glass o plastic.
Anche in questo caso lo strumento della raccolta si pone come emblema della possibilità fattiva di riciclo e ne illustra appieno le potenzialità attraverso un oggetto dal design bello e accattivante.
Quasi dimenticavo: ZIP è una creazione di Emanuele Magini per Sartori Ambiente e Caretta Technology. La prima è un'azienda specializzata nella progettazione e produzione di contenitori per la raccolta differenziata; la seconda ricerca da anni procedimenti validi per recuperare materiali a base di gomma alla fine del loro ciclo di vita.