E' stato approvato, nella tarda serata di mercoledi', tra feroci critiche e numerose polemiche, il nuovo Piano Casa della Regione Lazio.
Le polemiche sono seguite al fatto che la legge e' stata approvata in maniera accelerata grazie ad un maxi subemendamento presentato dalla Giunta, che, riscrivendo tutti gli articoli del testo, ha permesso di far decadere i circa 180 emendamenti presentati dall'opposizione.
L’intento dei legislatori è quello di dare ai cittadini uno strumento più valido rispetto a quello di cui hanno disposto in passato, la legge regionale n. 21 del 2009, che ha portato alla presentazione di un numero di istanze molto inferiore a quante previste.
Il nuovo strumento legislativo permetterà a tutte le famiglie proprietarie di abitazioni, con esclusione di centri storici ed aree tutelate, di ampliare il proprio immobile fino a 70 mq, e non più solo a coloro che possiedono un edificio unifamiliare.
Per gli ampliamenti per cui risulti impossibile rispettare i cosiddetti standard urbanistici secondari, è prevista la possibilità di procedere a monetizzazione, esclusa invece per i mutamenti di destinazione d’uso.
Il piano si applica a tutti gli edifici realizzati legittimamente con un titolo abilitativo, anche quelli condonati o non ancora ultimati.
Sono esclusi gli edifici ricadenti in aree storiche, così come individuate dai Piani paesistici, le aree a forte rischio idrogeologico, i casali e i complessi rurali antecedenti al 1930, e gli edifici costruiti all’interno del demanio marittimo. Ma, contrariamente alla legge precedente, sono comprese le aree agricole e le zone più urbanizzate delle aree naturali protette.
Attenzione è rivolta anche all’edilizia sociale, attraverso il recupero del patrimonio edilizio esistente e dismesso, che potrà essere ceduto in affitto a canone calmierato, ed interventi di sostituzione edilizia ancora poco diffusi nel nostro Paese, ma che permetteranno di creare nuova edilizia senza ricorrere al consumo di nuovo suolo agricolo.
L’intento è inoltre quello di rilanciare l’economia incentivando le piccole e medie imprese edilizie, in forte crisi. Del resto quello dell’edilizia è un settore strategico per il Lazio, visto che copre circa il 30% dell’economia di questa regione.
La nuova legge introduce anche un mutuo sociale, che dovrebbe permettere di accedere ai mutui anche ai giovani con lavoro precario.
Contrari alla legge si sono dette tutte le associazioni ambientaliste, prima fra tutte Legambiente Lazio. Infatti essa consente la realizzazione in arre sottoposte a vincolo, di infrastrutture considerate di interesse pubblico, come porti, impianti sportivi, strutture ricettive, opere che nulla hanno a che vedere con l’emergenza abitativa.
In complesso, le opposizioni hanno giudicato che le troppe deroghe hanno reso il Piano più simile ad un condono che ad una legge per rilanciare l’edilizia.
La legge approvata resterà comunque in vigore tre anni dalla sua pubblicazione.
arch. Carmen Granata