L’open space, inteso come impianto planimetrico e criterio fruitivo di ambienti interni, si trova per lo più applicato a unità immobiliari a uso ufficio nelle quali l’insufficiente illuminazione naturale, dovuta alla profondità e all’ampiezza dei corpi di fabbrica, impone l’uso di divisori mobili, non a tutta altezza e preferibilmente trasparenti.
Modularità, versatilità, rapida installazione (a secco con viti o a gravità) e ridotte necessità manutentive fanno delle pareti divisorie vetrate un elemento progettuale chiave da giocare in questi contesti, tenendo anche conto delle possibilità di personalizzazione e attrezzabilità che offrono a seconda dei diversi prodotti in commercio.
Inoltre, applicare una soluzione progettuale da ambiente contract a un loft metropolitano dalle grandi superfici non risulta più così estraniante come avveniva qualche anno fa. La classica suddivisione in stanze con funzioni specifiche assegnate e predeterminate cede sempre più spesso di fronte alla necessità di fruire lo spazio e percepirlo in modo fluido e continuo, privo di divisioni nette e visivamente incombenti.
Altro punto a favore delle pareti vetrate modulari è sicuramente il loro elevato livello prestazionale: resistenza meccanica, comfort acustico e privacy visiva non hanno nulla da invidiare al classico tramezzo in muratura di laterizi o blocchi prefabbricati e, in più, possono essere ricondotte a valori dichiarati nell’ampia documentazione fornita a corredo dei prodotti.
Lo slogan della Babini Office, Make your office feel like home, dichiara pienamente l’intento di commistione tra ambiti diversi e assimila il concetto di spazio al benessere e al piacere insiti nella sua fruizione.
La nuova collezione di pareti Aria, nomen omen, vince per leggerezza sulla serie Tecnika, con la quale gareggia in eleganza, funzionalità e raffinatezza di dettagli. Molte le finiture disponibili, liberamente combinabili per arrivare alla soluzione ad hoc per il nostro spazio home o office: bianco, nero o alluminio naturale per la struttura, grigio e bronzo (oltre alla tradizionale trasparenza e satinatura) per i pannelli in vetro, bianco, grigio, wengè, noce, rovere chiaro e altre essenze per i pannelli ciechi.
L’assenza di montanti verticali intermedi è poi il punto di forza del sistema parete, scenograficamente evidente e valido soprattutto negli angoli, che emergono nella loro nitidezza e trasparenza, liberi dalla costrizione di soluzioni di eccessivo ingombro materiale e visivo e quindi dall’usuale discontinuità.
Scandire lo spazio nel segno della continuità è invece l’obiettivo di Rimadesio, azienda leader nella produzione di sistemi di pareti in bilico tra architettura e arredamento. La perfetta integrabilità funzionale tra elementi piani divisori, infissi apribili, contenitori e accessori forniscono gli strumenti per una progettazione a 360 gradi, che accoglie le istanze derivate dalla destinazione d’uso dei diversi ambienti.
In questo senso cucina e soggiorno possono dialogare senza creare intralcio alle attività che vi si svolgono autonomamente, trovando un punto di contatto e un accordo formale proprio sulla superficie della parete che li separa. Il rigore dei grandi pannelli scorrevoli di Velaria dialogano armonicamente con i sistemi a giorno Abacus Living e Cartesia, in modo particolarmente efficace quando la scelta delle finiture consente il rapido passaggio e il riflesso della luce su superfici di diversa consistenza materica.
Per ulteriori informazioni è possibile consultare i siti:
www.babini.com
www.rimadesio.it
arch. Nora Santonastaso