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Verifica dei fumi caldaiaVerificare la funzionalità della nostra caldaia murale è un obbligo di legge, ma ogni quanti anni fare manutenzione ed analisi dei fumi? |
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Il decreto legislativo 192/2005, che disciplina i tempi e i modi delle verifiche degli impianti, stabilisce che per caldaie di potenza nominale del focolare maggiore o uguale a 35 kW, ad esempio quelli condominiali, i controlli vanno eseguiti almeno ogni anno, sia che si tratti di impianti alimentati a combustibile liquido o solido, sia che si tratti di impianti alimentati a gas (caldaia a gas, caldaia a condensazione).
Gli impianti con potenza inferiore a 35 kW, quelli autonomi di appartamenti, devono essere verificati ogni due anni, qualora la caldaia abbia un’anzianità di installazione superiore a otto anni e per gli impianti dotati di generatore di calore ad acqua calda a focolare aperto, non a tiraggio forzato, installati all’interno di locali abitati.
Se la caldaia è installata da meno di 8 anni, ma è non stagna e installata all’interno dell’abitazione, i controlli di efficienza termica vanno eseguiti ancora ogni due anni.
Per gli altri impianti con potenza, inferiore a 35kW, dunque, le caldaie con tiraggio forzato e quelle a focolare aperto situate non in locali abitati, il decreto sancisce l’obbligo di controllo ogni quattro anni.
Avremo quindi:
Controllo fumi (con annessa pulizia) ogni 4 anni: se la caldaia ha meno di 8 anni, ed è stagna oppure installata esternamente all’appartamento.
Controllo fumi (con annessa pulizia) ogni due anni: se la caldaia ha più di 8 anni ed è stagna oppure installata esternamente all’appartamento.
Per le caldaie con potenza uguale o inferiore a 35 KW, in genere le caldaie singole, la normativa prevede che sia effettuato:
• Controllo e manutenzione ogni anno;
• Verifica del rendimento di combustione ogni due anni (prova dei fumi).
Per le caldaie con potenza superiore a 35 kW, in genere quelle centralizzate, la normativa prevede:
• Altro controllo, n
ormalmente a metà del periodo di riscaldamento, del solo rendimento di combustione;
• Controllo bimestrale del consumo di acqua con lettura del contatore;
• Controllo annuale, prima dell’accensione, del serbatoio di gasolio;
• Un controllo interno e quindi più approfondito del serbatoio stesso, ogni cinque anni, smontando la caldaia stessa;
• Pulizia della caldaia ogni volta che la temperatura dei fumi superi di 50 gradi centigradi quella rivelata a caldaia pulita;
• Controllo bimestrale del rendimento di combustione percentuale con rilevamento dell’anidride carbonica prodotta per i combustibili gassosi (metano) e mediante l’indice Bacharach per i combustibili liquidi (gasolio).
Importante però è consultare con attenzione il libretto di manutenzione della caldaia, che potrebbe prevedere una manutenzione differente da quelli che sono gli obblighi legislativi.
Per quello che riguarda i costi, bisogna fare attenzione, infatti, una famiglia italiana paga mediamente per manutenzione ordinaria e controllo dei fumi 186 €.
Genova, è la città più cara, con una spesa ogni due anni di 262,30 €, seguita da Bari e Potenza con una spesa media pari 240,00€, Cagliari 230,00 € e Napoli 225,00 €.
Le meno care sono, invece, Catanzaro 120,00 €, seguita da Ascoli Piceno e Benevento con una spesa di 135,00 €.
Da tenere sempre presente è che tutti i controlli vanno annotati, per gli impianti sotto i 35 KW, sul libretto d'impianto e per quelli di potenza superiore, sul libretto centrale.
Il responsabile deve compilare e conservare il libretto di impianto, una vera e propria carta di identità dell'impianto che contiene, oltre ai dati del proprietario,
dell'installatore e del responsabile della manutenzione, la descrizione dei principali elementi dell'impianto, delle operazioni di manutenzione, delle verifiche strumentali e dei controlli effettuati da parte degli Enti Locali.
Una volta eseguita la manutenzione, inoltre, il tecnico dovrà compilare un rapporto di controllo e manutenzione.
Una copia del rapporto deve essere conservata insieme al libretto d'impianto e costituisce parte integrante della documentazione da esibirsi in caso di controlli da parte degli enti preposti.
Per maggiori informazioni riguardanti il funzionamento, le tipologie ed indicazioni tecniche, fare riferimento all'articolo: Messa in opera della caldaia.
arch. Attilio Schettino
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