Indubbiamente l'acqua e' un elemento inscindibile della nostra esistenza, lo denota il fatto che per il 70% circa siamo composti da questa importantissima sostanza.
In vista di questo, va posta molta attenzione sul tipo di acqua che ingeriamo, infatti, a causa della negligenza dell’uomo, le acque sono sempre meno pure e quindi negli anni c'e' stato un incremento esponenziale dell'acquisto delle acque in bottiglia.
Da non trascurare, però, sono i sistemi per il trattamento dell’acqua potabile.
C’è da dire che le acque che comunemente escono dal nostro rubinetto di casa, rientrano, salvo rarissimi casi, nei parametri di potabilità, tenendo presente che le normative obbligano gli acquedotti che erogano le acque potabili a continui e severi controlli.
Naturalmente non è da dimenticare che la composizione chimica varia di zona in zona, quindi è possibile trovare acque notevolmente differenti per composti, organici e non, presenti.
La, cosiddetta, acqua del rubinetto può contenere sostanze come, cloro, nitrati, fosfati, ed altre sostanze, in quantità differenti di zona in zona.
In relazione a tutto ciò cerchiamo di analizzare quali posso essere i modi per rendere l’acqua del rubinetto maggiormente sicura.

Le apparecchiature per il trattamento delle acque potabili, sostanzialmente sono due, al di là di quelle che possono essere le differenze tecnologiche e di design abbiamo: l’osmosi inversa e la microfiltrazione.
L’osmosi inversa si basa sulla tecnologia di una membrana semipermeabile, è tra le due, la tecnica più efficace, riducendo addirittura dell’80%-90% i valori delle sostanze nocive, portando quindi l’acqua a valori prossimi a quelli ottimali, eliminando talvolta anche sali minerali.
La microfiltrazione è adatta, invece, per acque di sè già prossime alla qualità ottimale, eliminando alcune sostanze nocive, senza alterare le proprietà specifiche dell’acqua, nè alterando i valori dei sali minerali, cosa molto importante.
C’è da dire che nelle abitazioni domestiche si è riscontrato un eguale utilizzo delle due tecnologie, con apparecchiature sia a vista, nei pressi o sopra il lavello, oppure nascoste sotto il piano della cucina, essendo bassa la quantità di acqua da trattare.
Nel campo della ristorazione invece dove le quantità sono notevolmente superiori, c’è un maggior utilizzo dei sistemi dalla microfiltrazione.
Naturalmente, cosa da non trascurare se si propende per l’acquisto di una di queste tipologie, è la manutenzione, che deve essere fatta costantemente ed attentamente, per far sì che la loro efficienza duri negli anni.
Per parlare dei prezzi, indagini di mercato hanno portato a soluzioni differenti tra loro e quindi difficilmente assimilabili ad un’unica categoria di prezzi, si va, orientativamente, dai 400-1000 euro per la tecnologia a microfiltrazione domestica, ai 1000-3000 del sistema ad osmosi inversa.
Sono previste anche soluzioni di noleggio comprensive di apparecchiature e manutenzione con prezzi che variano da 30 ai 200 euro mensili.
Per la ristorazione si hanno prezzi tra i 3000-12000 euro per l’acquisto ed i 200-1500 euro mensili per il noleggio.
arch. Attilio Schettino