ACS. Acqua Calda Sanitaria. Ovvero, il sistema di produzione e distribuzione di acqua calda per lavare mani e fare bagno e doccia, che per qualche strano motivo, non viene mai presa troppo in considerazione, nell’ambito della progettazione edilizia.
Sistemi di impianto semplici, che sono obbligatori, ma che nel tempo a parte evoluzioni ecosostenibili, non hanno poi subito tutte queste migliorie tecniche.
E’ un sistema impiantistico che occupa poco spazio e che alla fine comporta pochi vincoli architettonici, anche in caso di sistemazione degli interni.
Ai fini energetici poi in passato non venivano nettamente differenziati, da quei sistemi più frequenti di riscaldamento.
Oggi invece le ragioni energetiche e gestionali sono caratteristiche primarie da considerare nell’ambito della progettazione.
Questo vale soprattutto nelle costruzioni di tipo residenziale, dove, al contrario degli insediamenti industriali, in cui l’uso è di gran lunga minore, i consumi di acqua calda sono notevoli.
Gli elementi da considerare in ambito progettuale sono molteplici; sicuramente quantità elevate di acqua, con portata costante, relativo consumo annuo costante, ma anche, molto attuale oggi, il minimo spreco di acqua.
Gli sprechi infatti, anche se sembrano irrisori, vanno anche ad influire sulla bolletta anche con valori intorno al 20-30% rispetto a quella del riscaldamento.
Ma l’avvento dell’interesse per risparmio energetico e migliorie gestionali e tecnologiche, hanno fatto sì che oltre a sistemi funzionanti e affidabili, venissero progettati anche ulteriori soluzioni che vanno a corredare l’impianto di ACS.
Ecco allora la diffusione di contabilizzazioni separate, controlli della temperatura e reti di ricircolo, con anche l’introduzione dei pannelli solari.
E i modi per produrre acqua calda si sono moltiplicati e affinati. Attualmente i modi più diffusi sono:
- pompe di calore;
- a fiamma, ovvero con caldaie;
- con resistenze elettriche, ovvero con bollitori elettrici;
- con recupero da processi di altro tipo, ovvero cogenerazione;
- con calore diretto del sole, ovvero con pannello solare termico.
Pannelli solari termici
I pannelli solari termici hanno un
funzionamento abbastanza semplice; la tecnica consiste nell’esporre un fluido, come l’acqua, al calore del sole, in modo che si possa riscaldare.
E le applicazioni e le variazioni sul tema sono molteplici: si va dal tubo con lenta circolazione di acqua all’interno, fino a pannelli sottovuoto o con circolazione naturale.
Le tipologie in commercio si possono riassumere in:
- pannelli piani: la tipologia più diffusa, più semplice e più robusta, nonostante qualche problema legato alle dispersioni termiche.
- pannelli sottovuoto: più efficienti dal punto di vista della dispersione di calore, sono funzionali anche in situazioni climatiche particolarmente rigide e richiedono anche superfici esposte ridotte.
- circuiti a circolazione naturale: sistemi che sfruttano per lo spostamento dell’acqua all’interno, la sua naturale stratificazione, tra acqua calda e fredda e necessitano di un serbatoio più alto rispetto al pannello stesso, talvolta direttamente integrato in esso;
- circuiti a circolazione forzata: sistemi in cui l’acqua circola grazie alla presenza di una pompa che la spinge all’interno.
In generale, comunque, qualsiasi sia la resa estetica funzionale, un impianto solare termico per ACS è composto da impianti a circuito chiuso dove l’acqua, anche glicolata in inverno per ovviare alle gelate, è libera di circolare, compiendo un percorso stabilito.
La circolazione di solito avviene lentamente, attraverso una serie di lastre in materiali diversi, come metallo o polimeri particolari, generalmente tinti di scuro. Una lamina è esposta al Sole e protetta da un vetro molto trasparente. In questo modo l’acqua che scorre sotto, viene scaldata dal calore dei raggi solari, per poi entrare in un bollitore e cedere a poco a poco il calore, ad uno scambiatore d’acqua che cede poi il caldo effettivo all’acqua calda sanitaria vera e propria. A questo punto l’acqua viene ripompata nei pannelli e ricomincia a circolare.
L’uso delle energia solare per il riscaldamento, in questo caso dell’acqua calda sanitaria, è sicuramente il metodo preferito, anche se spesso in fase di progettazione alcune voci vengono spesso trascurate. Ad esempio quella inerente la manutenzione e la pulizia dei pannelli installati, o le modalità corrette di circolazione dell’acqua. Non ultimo, in fatto di importanza, anche i costi di costruzione e messa in opera degli impianti.
Dal punto di vista normativo, è ormai d’obbligo inserire a progetto un sistema per la produzione dell’acqua calda del tipo a pannelli solari, che ne soddisfi almeno una buona percentuale di riscaldamento. I limiti progettuali risiedono nell’estensione della superficie esposta, che limita anche la portata d’acqua e, nell’importante nota estetica che installare sistemi del genere comporta, soprattutto su un patrimonio edilizio storico, come quello italiano.
Sicuramente sono delle brutture su edifici antichi, ma anche su tutte quelle costruzioni che, non hanno note moderne nella tipologia strutturale. Ecco perché, in alcuni Comuni, alla richiesta di inserimento di pannelli solari termici, vengono richiesti anche disegni progettuali inerenti al posizionamento e alla resa estetica, o meglio all’impatto, che queste strutture hanno in quella data sistemazione.