Originariamente c’erano solo i condizionatori, macchine per la sola produzione del freddo, ancora reperibili in commercio.
Oggi tenendo conto dell’esigenze di comfort nelle moderne abitazioni, delle esigenze di risparmio energetico e riduzione del’impatto ambientale si parla quasi esclusivamente di pompe di calore.
La pompa di calore è una macchina in grado di fornire il rinfrescamento estivo ed anche il riscaldamento invernale, in particolare le moderne pompe di calore sono dotate di tecnologia ad inverter, ossia di compressori in grado di modulare i cicli di lavoro sui fluidi frigorigeni in funzione della variabilità dei carichi termici da abbattere.
I vantaggi rispetto alla classica tecnologia on off sono innumerevoli, la tecnologia on off prevede due possibili stati nei quali si può trovare il compressore della pompa di calore, lo spegnimento che si ha al raggiungimento della temperatura desiderata in ambiente ed il funzionamento alla massima potenza quando si rileva in ambiente una temperatura che discosta di un paio di gradi da quella impostata.
Uno dei limiti della tecnologia on off è costituito dai continui cicli di accensione e spegnimento della macchina che sono deleteri per la stessa macchina ed il compressore e sono deleteri anche in termini di consumo se l’uso del climatizzatore avviene per molte ore della giornata. 
Con la tecnologia ad inverter il principio è quello di mantenere il compressore continuamente in funzione con un carico di lavoro basso, in modo da avere bassi assorbimenti di corrente ed un solo ciclo di accensione e spegnimento nell’arco di una giornata.
Questo permette anche di ottenere una maggiore efficienza rispetto alla tecnologia on off, per il mantenimento della temperatura desiderata in ambiente. Il cosiddetto regime di funzionamento modulante del compressore risulta meno stressante rispetto al regime di funzionamento on off in termini di sollecitazioni meccaniche.
Il costo della tecnologia ad inverter rispetto alla tecnologia on off è giustificato se il numero di ore di utilizzo di un climatizzatore è notevole nell’arco di una giornata, sia per il condizionamento estivo che per il riscaldamento invernale, in tali casi molto probabilmente i climatizzatori costituiscono l’unica soluzione impiantistica per il comfort microclimatico. In questi casi è bene anche scegliere delle macchine di profilo alto in grado di superare semplicemente i limiti di cui soffrono mediamente le macchine a pompa di calore. Tra essi, il limite inferiore della temperatura esterna e la lunghezza dello splittaggio (tubazioni frigorifere tra unità interne ed unità esterne).
Il limite di riferimento medio di temperatura esterna per le pompe di calore è di -5°C, le macchine di fascia alta lavorano tranquillamente anche a -15°C. Analogamente mentre le pompe di calore ordinarie hanno una lunghezza di splittaggio inferiore ai dieci metri, tale lunghezza può essere semplicemente superata dalle macchina di fascia alta.
Le case costruttrici forniscono sempre tali dettagli tecnici nella documentazione delle macchine e talvolta anche i corrispondenti cali di rendimento quando i suddetti limiti vengono raggiunti. Naturalmente le macchine di fascia alta risultano essere più affidabili anche in termini di rumorosità, sia per le unità interne che per quelle esterne.
La rumorosità delle macchine esterne è un fattore spesso ingiustamente trascurato, può verificarsi ad esempio che l’unità esterna di una pompa di calore dia su un giardino o una terrazza o sia allocata sui loro piani di appoggio. In tali casi, in una calda serata estiva, il comfort termico del rinfrescamento per chi occupa l’ambiente interno servito dal condizionatore, si trasforma in disagio acustico per il rumore prodotto dalla macchina esterna che infastidisce chi è in giardino o in terrazza.