Nonostante il 2011 sia stato caratterizzato da una estate prolungata con temperature gradevoli fino ad ottobre inoltrato, l'inverno e' alle porte e con esso cambi di stagione negli armadi e ripresa degli impianti di riscaldamento.
Per non rimanere sorpresi da eventuali defezioni dell'impianto di riscaldamento nella propria casa conviene, ogni anno, effettuare dei semplici gesti di manutenzione ordinaria, che nel corso del tempo concorrono a far sì che non ci siano grandi operazioni da effettuare con il necessario ricorso ad imprese specializzate e conseguenti parcelle salate da versare.
In particolare, la manutenzione base dei caloriferi fa sì che il calore si propaghi in maniera corretta negli ambienti senza sprechi di energia.
La prima mossa da effettuare per verificarne il corretto funzionamento è la verifica della pressione all'interno dei termosifoni con l'intento di eliminare la possibile presenza di bolle d'aria: è un'azione semplicissima che consiste nello svitare la valvola di sfiato posta in genere sulla destra del corpo scaldante, per far fuoriuscire l'eventuale aria presente e richiuderlo una volta che sia terminata la fuoriuscita.
Durante l'anno è conveniente eliminare formazioni tramite una pulizia costante con semplici panni per impedire il deposito di polveri ed acari che, una volta riacceso l'impianto, verrebbero dispersi nell'ambiente, e, in concomitanza con la riaccensione, effettuare una pulizia più profonda bagnando i caloriferi con della semplice acqua o comunque senza l'utilizzo di detergenti aggressivi che potrebbero rovinarne l'aspetto e pregiudicarne il funzionamento.
L'utilizzo di spugne non abrasive e prodotti neutri, infatti, garantisce una corretta pulizia degli stessi.
Anche la scelta del materiale del proprio calorifero determina i livelli prestazionali degli stessi: di norma si prediligono i termosifoni in ghisa che si riscaldano più lentamente di quelli in alluminio o acciaio, ma si raffreddano altrettanto lentamente grazie alla capacità di trattenere il calore del materiale.
Una nota importante riguarda il posizionamento degli stessi: in genere essi sono posti al di sotto delle finestre, in modo da neutralizzare, se presenti, eventuali dispersioni di calore; l'importante è che, dovunque essi siano posizionati, non vengano coperti da oggetti, tende, mensole che ne limitino la funzione, impedendo al calore di propagarsi.
Per aumentarne la diffusione, un consiglio utile è quello di posizionare dietro di essi delle lastre di materiale riflettente che direzionino il flusso del calore all'interno della stanza.
Ricordiamo inoltre che l'accensione degli impianti di riscaldamento è regolata da norme comunali che ne limitano l'accensione a determinati periodi dell'anno e del giorno, sia se si è dotati di impianti di riscaldamento autonomi che centralizzati.
È chiaro che un corretto uso dell'impianto di riscaldamento autonomo garantisce una riduzione dei consumi, commisurata alle proprie esigenze e ai ritmi di vita giornalieri.
In ogni caso, secondo la legge 10/91, la temperatura interna non deve superare i 20 C°: un rispetto delle norme da parte di tutti concorre a tenere sotto controllo le spese sulla bolletta, ma soprattutto a limitare le emissioni di gas nell'atmosfera.
arch. Ilenia Pizzico