Come per tutti gli elettrodomestici anche per le lavatrici la continua evoluzione tecnologica e' finalizzata alla riduzione della spesa energetica e alla riduzione dell'impatto ambientale; i fattori che descrivono in prima battuta le caratteristiche dei consumi e di rispetto per l'ambiente per una lavatrice sono l'etichetta energetica e l'ecolabel, per obbligo ormai presenti su tutti gli elettrodomestici da piu' di dieci anni, consultabili via internet gia' da prima di recarsi al negozio per l'acquisto.
Fondamentale, per una lavatrice, al fine della riduzione dei consumi e dell’inquinamento ambientale è la quantità di acqua necessaria per effettuare i lavaggi, tale quantità è naturalmente correlata alla tipologia di lavaggio da effettuare; la stessa durezza dell’acqua, che è una caratteristica dipendente dalla località di riferimento, influenza notevolmente l’efficienza della lavatrice, attaccando i suoi componenti con i processi di corrosioni ed incrostazioni e la qualità dei risultati dei lavaggi, macchiando gli indumenti lavati.
La durezza dell’acqua esprime il contenuto, in essa, di ioni (particelle con cariche elettriche positive) di calcio e magnesio poco solubili in acqua, l’unità di misura più diffusa della durezza dell’acqua è il grado francese f; un grado francese indica la presenza 10 mg di carbonato di calcio, CaCO3, per litro di acqua, 1°f = 10 mg/l = 10 ppm - parti per milione; in commercio, sono disponibili, semplici ed economici kit per la misurazione della
durezza dell’acqua, che può essere classificata come:
molto dolce, fino a 7 °f
dolce, da 7 f a 14 °f
mediamente dura, da 14 °f a 22 °f
discretamente dura, da 22 °f a 32 °f
dura da 32 °f a 54 °f
molto dura oltre 54 °f.
Nei casi di acqua particolarmente dura, l’utilizzo di addolcitori permette di abbassare il grado di durezza. In alternativa in commercio sono disponibili particolari detersivi con additivi in grado di contrastare gli effetti negativi dell’acqua dura sui lavaggi con dei costi superiori rispetto ai detersivi standard.
Dal punto di vista dei consumi di energica elettrica, l’aliquota maggiore richiesta da una lavatrice è quella necessaria al riscaldamento dell’acqua che raggiunge il valore massimo in corrispondenza dei lavaggi a 90°C; questi ultimi come indicato dalle case produttrici delle lavatrici, sono utilizzabili sempre più raramente grazie all’efficienza dei lavaggi a temperature minori, generalmente 50°C e di detersivi efficaci in quantità sempre minori; inoltre le temperature più basse salvaguardano maggiormente gli indumenti, rispetto alle alte temperature.
U
na moderna lavatrice, con un volume di lavaggio di una decina di litri, per un lavaggio a 50°C con un’acqua dolce ha un consumo dell’ordine di 1 kWh che raddoppia nel caso di lavaggio a 90°C, in ogni caso lo sfruttamento massimo di un lavaggio si ottiene facendo lavorare la lavatrice sempre a pieno carico essendo sempre gli stessi i consumi in termini di elettricità e di acqua.
In termini di manutenzione, è opportuno controllare periodicamente il filtro dell’acqua, che trattenendo le varie impurità può compromettere il corretto funzionamento dell’elettrodomestico se otturato e mantenere pulito il cassetto per l’inserimento detersivo, evitando la formazione di incrostazioni.
È buona norma verificare, ad esempio mensilmente, la capacità di intervento del salvavita o differenziale che opera in coordinamento con l’impianto di terra al quale deve essere collegata la carcassa della lavatrice.
ing. Vincenzo Granato