In caso di ristrutturazione di un appartamento realizzare un bagno aggiuntivo o spostare i servizi igienici risulta talvolta difficile per problemi tecnici legati in particolare agli impianti. Se infatti è facile modificare la disposizione e la forma di camere da letto, studi, soggiorni etc, non è altrettanto semplice ricavare nuove cucine e nuovi servizi là dove prima non c'erano. Questo discorso è perfino più complesso se l'unità abitativa, oggetto di intervento, si trova all'interno di un edificio multipiano.
In questo articolo ci soffermeremo proprio sui servizi igienici poiché necessitano di canalizzazioni piuttosto complesse e dalle dimensioni specifiche e talvolta rilevanti. In particolare un bagno ha bisogno di linee di adduzione dell'acqua fredda e calda. La prima è sufficiente per servire i WC, la seconda è indispensabile per alimentare i lavabi, le docce, i bidet e lavatrici.
Oltre alle linee di adduzione dell'acqua calda sanitaria è indispensabile che ci siano tubazioni di mandata e ritorno per il riscaldamento. In linea di massima queste reti viaggiano all'interno di tubi di diametri ridotti, nell'ordine di pochi centimetri.
Cablature di diametri analoghi, se non inferiori, interessano l'impianto elettrico le cui guaine in effetti sono inseribili all'interno di tracce ricavate all'interno dei muri e dei solai.
Per quanto riguarda invece la rete di scarico la situazione si fa più complessa per due ragioni principali: i diametri dei tubi e le pendenze necessarie. Entrambi gli aspetti dimensionali sono imprescindibili e spessi normati da specifiche prescrizioni che non vanno considerate come fastidiosi scogli burocratici da superare, ma come logiche regole del buon costruire volte a garantire il buon funzionamento e la certificazione degli impianti.
Lo scarico di un WC ha dimensioni dell'ordine di 10 cm di diametro. Se poi la braga esistente più vicina dista alcuni metri, applicando la - non sempre valida ma comunque indicativa - logica del centimetro di pendenza per ogni metro lineare di tubo, siamo obbligati a rinunciare al bagno aggiuntivo o allo spostamento dello stesso. In condomini multipiano non è infatti pensabile carotare i solai ai vari piani onde creare un'ulteriore discesa.
Tuttavia, i tubi non devono necessariamente passare a pavimento. Si potrebbero sfruttare muri e soffitti per ovviare frequenti compromessi, quali la costruzione di gradini e l'appesantimento dei solai coi carichi propri e permanenti considerevoli dovuti ai massetti di annegamento degli impianti stessi. Potrebbe essere interessante trasformare quindi un vincolo impiantistico in un'occasione per caratterizzare i nuovi bagni e valorizzarli.
Le linee di adduzione e gli scarichi verticali potrebbero passare al di fuori dei muri esistenti, e non all'interno di essi, al fine di ridurre le demolizioni e causare disagi ai vicini, grazie alla realizzazione di lesene, finti pilastri, setti in cartongesso in grado di contenere e nascondere il complesso di tubi. Integrando dei corpi luminosi quali neon, piuttosto che faretti alogeni o sistemi a LED, oppure degli elementi di termoarredo, potremmo fare di questi contenitori degli elementi di pregio e di grande suggestione.
Nel caso delle canalizzazioni di scarico orizzontali, potrebbe essere utile ricorrere a velette di opportuna altezza, tali cioè da permettere l'inserimento dei tubi con le dovute pendenze. Col cartongesso possono essere realizzate finte travi ribassate, piuttosto che elementi curvi, misti e articolati. Anche in questo caso è possibile integrare con risultati significativi i dispositivi illuminotecnici (faretti, LED, etc.) e i dispositivi radio (casse audio).
Nel caso molto comune di alloggi duplex o di case su due piani, invece di annegare gli scarichi all'interno del massetto, procedura che richiederebbe un rilevante ispessimento e appesantimento del solaio, potremmo bucare il solaio e in corrispondenza del locale sottostante costruire a nostro piacimento delle velette che permettono il collegamento alla braga, ovunque essa sia. Non è vincolante dunque che i bagni siano, come di consuetudine, in colonna. Possiamo infatti attraversare locali con destinazioni d'uso diverse, integrando di volta in volta all'interno del cartongesso tutti quei dispositivi impiantistici che risultassero utili.
Utilizzando il cartongesso è possibile ridurre i disagi poiché le procedure costruttive sono perlopiù a secco, rapide e pulite, nonché economiche. Inoltre la possibilità di passare cablature elettriche riduce la necessità di scanalature all'interno dei muri, per evitare le quali spesso si ricorre alle sgradevoli canalette esterne.
E' evidente che vanno seguiti alcuni accorgimenti, in particolare di ordine acustico. Le velette e le lesene che ospitano gli scarichi vanno opportunamente isolate in modo tale che il rumore dello sciacquone non possa propagarsi.
Infine, giocando coi rivestimenti o le differenti tonalità cromatiche è possibile caratterizzare ulteriormente gli spazi trasformando definitivamente una situazione di criticità impiantistica in una realtà di pregio.